Polizia Penitenziaria in Toscana: carenze, paradossi e carceri fantasma

"Nel caso di Sollicciano, occorre sperare fino a sera di riuscire a sapere con certezza che turno di lavoro e quali orari si devono svolgere l'indomani"


Un documento è stato inoltrato ai vertici dell'Amministrazione Penitenziaria per denunciare i disagi che vivrebbero i dipendenti della Polizia penitenziaria della regione.
Atto inviato ai Parlamentari eletti in Toscana ed al Consiglio e Giunta della Regione Toscana dal Segretario Generale CISL FNS Toscana, Fabrizio Ciuffini.

"Da troppo tempo ormai il Personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, in servizio nei molti Reparti della nostra regione, assiste a situazioni che hanno assunto toni insostenibili, che determinano stress continuo e minano alla necessaria integrità psico-fisica che dovrebbe invece essere loro salvaguardata dalla stessa Amministrazione Penitenziaria" scrive Ciuffini.

"Le carenze delle dotazioni organiche sono ormai epocali ed il ridotto turn-over con Personale più giovane, rispetto a quello con più anni sia di servizio che di anzianità anagrafica, diventa sempre più una chimera, viste le insufficienti nuove assunzioni che il Ministero della Giustizia ormai assicura. Nel tempo, al fine di far sembrare tutto normale, al fine di comunicare pubblicamente che la situazione di emergenza penitenziaria è rientrata, i vertici nazionali hanno adottato scelte che fanno sembrare tutto nella norma ma che invece, nella normalità non è. Nel tempo sono stati coniati termini come la “capienza regolamentare” e/o la “capienza tollerabile”, per non definire sovraffollati di detenuti gli Istituti e stabilendo così i posti disponibili nel numero pari alle presenze o poco più.
Sul versante del Personale inoltre, con la linea tracciata dall’attuale Ministro Madia, assisteremo anche nella Polizia Penitenziaria alla rideterminazione degli Organici di Personale del Corpo, senza più dover colmare il deficit che vedeva in Toscana mancare circa 500 unità, ma stabilendo che la dotazione prevista si trasforma nel calcolare il Personale presente in servizio ed aggiungendo a questi una previsione del 10%. In tal modo il Governo, senza affrontare le necessità ed i problemi, determinerà l’abbattimento di metà della carenza di personale fino ad oggi realizzata, riducendo inoltre lo stanziamento per il lavoro straordinario che viene obbligatoriamente richiesto ai colleghi, visto che tale stanziamento non sarà più calibrato riguardo alle 500 unità che mancano agli organici ma per le 250 previste con la nuova formulazione. Insomma come dice un proverbio toscano… “becchi e bastonati”. E poi ci sono le scelte gestionali, sempre più incomprensibili e che ricadono sempre sul Personale, perché la disorganizzazione e l’esigenza di spostare personale in mobilità determina stress. Persone che oltre ai problemi del difficile lavoro, ai rischi del loro servizio, non riescono a gestire con normalità la loro vita Familiare e Personale. 
C’è chi, come nel caso del Personale del più grande carcere toscano, la casa circondariale di Sollicciano, devono sperare fino a sera di riuscire a sapere con certezza che turno di lavoro e quali orari devono svolgere domani, così come chi opera nel settore Specialistico dei Nuclei Traduzioni dei Detenuti si trova ad uscire con mezzi spesso inadeguati e senza avere certezza dell’orario nel quale potrà smontare dal turno e tornare a casa, magari lavorando l’intera giornata e saltando pasti e regolari pause tra un turno e l’altro.
E poi ci sono le stravaganti scelte dell’Amministrazione Penitenziaria, che sta chiudendo il carcere di Empoli per sopperire alle negligenze della Regione Toscana, che non ha realizzato l’alternativa all’OPG di Montelupo Fiorentino, OPG che chiuderete immediatamente dopo che avrete trasferiti gli ultimi Internati nella nuova Rems di Empoli.
Peccato che tutto questo avvenga senza che si conosca l’esistenza di un Decreto Ministeriale di Chiusura delle Strutture e non avendo accettato di gestire in via preventiva le ipotesi di eventuale nuova assegnazione di Sede di quel Personale che ha Famiglie sul territorio, Figli che hanno già iniziato l’anno scolastico in quelle scuole del territorio, che hanno mutui ipotecari in corso per le case che hanno acquistato negli anni visto che l’Amministrazione non li trasferiva per carenza di Personale.
Nel frattempo ad Arezzo il carcere (oggetto di ristrutturazioni da tempo) ancora non riapre al 100%, quello di Pistoia è sostanzialmente chiuso anch’esso per lavori, in quelli di Lucca e di Pisa invece i lavori li assicurano a “singhiozzo” avendo le celle stracolme, così come Livorno.
Però l’Amministrazione riesce ad ipotizzare aumenti d’organico a Massa (per assicurare, unico carcere in regione, la turnazione su 4 quadranti orari giornalieri) e ha un “Presidio Fantasma” sull’Isola di Pianosa dove il Carcere è chiuso da oltre 20 anni ma ci sono una trentina di detenuti con un ridottissimo gruppo di Polizia Penitenziaria. Paradosso vuole che il Ministero assicura la presenza di un “reparto Navale” all’isola d’Elba per assicurare i collegamenti con il “carcere isola che non c’è” , mentre non stanzia soldi e personale necessario per il carcere di Gorgona che invece è “l’Isola che c’è”, anzi è l’unica Isola carcere d’Italia rimasta.
Tutto questo stato di cose sta portando un numero elevato di Colleghi ad una condizione di stress insopportabile e questa condizione stride con quello che invece l’Amministrazione – a partire dal Ministro Orlando con i Vertici del DAP – dichiarano circa il loro massimo impegno per garantire politiche gestionali mirate al benessere del Personale. Per quanto detto fino a qui e riservandosi di intervenire volta per volta, su casi specifici, siamo a chiedere alla S.V. di voler porre in essere tutte le iniziative necessarie ed utili per riportare la gestione del Personale di Polizia Penitenziaria della Toscana in ambiti accettabili, lontani dalla condizione vissuta oggi" conclude il Segretario Generale.

Redazione Nove da Firenze