Rubrica — Editoria Toscana

Politica: Massimo Mallegni presenta il suo libro

Proposte “banali” di un sindaco con i piedi per terra: “Con la cultura si mangia, ma nessuno ne parla in campagna elettorale; invadere l’Africa? Con la vita”


“Le mie sono proposte banali, forse per chi non vive tra la gente, ma per me, che sono un sindaco con i piedi per terra, sono proposte che partono dalle esigenze del territorio e dall’esperienza di amministratore”: ha esordito così Massimo Mallegni, tre volte sindaco di Pietrasanta e oggi in corsa per il Senato della Repubblica per Forza Italia nel collegio Toscana 5 e Toscana 1 in occasione della presentazione del libro “Se la politica non cambia la vita non serve a niente” al Caffè Giubbe Rosse di Firenze (Fi).

In poco più di 90 pagine Mallegni ha radunato le sue idee per una politica sana parlando con franchezza di famiglia: lasciare la quota INPS in busta paga, facilitare l'iter delle adozioni e le assegnazioni di nuove casa per le giovani coppie e abbassare le tasse. Perché la famiglia è il nucleo fondante della società. Idee chiare anche sulla sicurezza: una priorità assoluta per far vivere serenamente i cittadini. L'unica soluzione per Mallegni è un piano di invasione per la vita per l'Africa. E poi ancora: riformare la giustizia, valorizzare il nostro Bel Paese dando vitalità al turismo e alla cultura che permea ogni regione italiana, riportare la politica tra i giovani che, sfiduciati se ne allontanano. Più di tutto: Mallegni è convinto che per ottenere risultati sia necessario conoscere la propria comunità. E questa conoscenza può verificarsi solo se si è toccato con mano i problemi di un'amministrazione locale. Insomma: la competenza prima di tutto, solo così si può avere credibilità. “In questa campagna nessuno ha mai speso una parola per la cultura. Ma con la cultura si mangia – ha spiegato alla stampa - Ho dedicato un capitolo del mio libro all’esigenza, per il sistema Italia, di rendere gratuiti musei, gallerie ed attrazioni culturali sul modello di Pietrasanta. L’ingresso alle mostre d’arte, che muovono più di 100 mila presenze all’anno, è da sempre gratuito con invidiabili effetti su flussi, turisti e commercio. L’Italia è un museo diffuso ma non lo stiamo valorizzando. Sapete quanto perderebbe lo Stato facendo entrare la gente gratis nei musei? Circa 150 milioni all’anno, cioè niente rispetto al bilancio complessivo. E allora perché non farlo? A Londra, alla National Gallery, si entra gratis. E sapete perché sarebbe utile? Perché il patrimonio artistico ha una funzione pedagogica, ci dice chi eravamo e chi siamo, è un monito civico per far crescere nei cittadini l’autodeterminazione. Tutte cose che non si possono mettere in un bilancio, ma che hanno grande valore. Il valore della crescita individuale, un valore intangibile ma preziosissimo”.

Redazione Nove da Firenze