Pendolari: in arrivo due nuovi treni sulla linea Firenze-Pisa

Riapre a dicembre la Siena-Grosseto. Avviato confronto con il territorio sulla programmazione. In caso di piena dell’Elsa 22 famiglie dell’abitato del Mulino rimarrebbero intrappolate dal passaggio a livello della Zambra. Il presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello Paolo Omoboni chiede di non penalizzare i territori montani


FIRENZE- Due nuovi treni in arrivo sulla tratta Firenze-Pisa, uno con partenza da Firenze alle 9.38 e l'altro con partenza da Pisa alle ore 10.01. I nuovi servizi, che fermeranno in tutte le stazioni della tratta, saranno introdotti con il cambio orario di dicembre nella programmazione ferroviaria regionale ed andranno a coprire due "buchi" nel sistema di partenze cadenzate del Memorario.

"Abbiamo ascoltato le richieste in arrivo dal territorio - ha detto l'assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli - in particolare quelle dei lavoratori del Polo tecnologico di Navacchio e quelle dei residenti a Montelupo, che chiedevano un potenziamento dei collegamenti ferroviari 'lenti', cioè di quelli che effettuano tutte le fermate intermedie e non sostano solo nelle stazioni principali". "La linea Firenze-Pisa - ha aggiunto Ceccarelli - è la più frequentata tra le linee regionali toscane. Ma anche laddove i servizi sono molto frequenti facciamo quanto possibile per dare risposta alle richieste dei cittadini, coerentemente con la scelta di privilegiare il trasporto su ferro rispetto a quello su gomma".

Con il cambio orario fissato per il prossimo 10 dicembre per tutte le linee ferroviarie della Toscana, sarà riaperta al traffico la ferrovia Siena-Grosseto, nella tratta Buonconvento-Montepescali. La ferrovia era chiusa dal 7 dicembre 2016 per un movimento franoso fra Buonconvento e Monte Antico. La notizia è stata ufficializzata martedì da RFI nel corso dell'incontro convocato dall'assessore a trasporti e infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli, con tutti i sindaci dei comuni interessati, proprio con l'obiettivo di aprire la riflessione sulla migliore programmazione del servizio, in funzione delle esigenze del territorio. Nell'occasione, RFI ha presentato in bozza l'offerta commerciale in vigore dal 10 dicembre, che tiene conto della nuova regolamentazione per la gestione dei passaggi a livello in consegna ai privati stabilita dall'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria. L'attivazione dei rallentamenti per i passaggi a livello privati (14 sulla tratta Siena-Montepescali) determinerà un allungamento dei tempi di percorrenza, sulle tratte interessate, di circa 6 minuti a treno, anche se per effetto degli incroci l'aumento del tempo di viaggio tra Siena e Grosseto potrà risultare superiore. Verrà comunque garantito lo stesso numero di collegamenti presenti prima della chiusura, mentre gli orari sono stati rivisti per l'adeguamento delle percorrenze e degli incroci, con l'obiettivo di mantenere l'interscambio da/per Firenze e la Valdelsa nella stazione di Siena.

La voce del sindaco Trentanovi si alza per richiamare l’attenzione sulla necessità, non più rinviabile, di far fronte alle problematiche del Mulino della Zambra. Quella partita dal Comune di Barberino Val d’Elsa è un’intimazione indirizzata alla direzione territoriale produzione Firenze della Rete Ferroviaria Italiana per la messa in sicurezza di tutta l’area. Nonostante il ripristino dell’argine dell’infrastruttura idraulica realizzata a protezione dell’abitato, il sindaco segnala che nella zona del Mulino della Zambra dove oggi risiedono 22 famiglie permane una situazione di estremo pericolo. “La strada di emergenza – spiega Trentanovi – unica via d’accesso e di fuga in caso di piena dell’Elsa, considerata l’inagibilità del ponte della Zambra, non è attualmente percorribile. La strada è chiusa al transito e non percorribile da auto e mezzi di soccorso, è l’unico accesso possibile all’abitato del “Mulino” per mezzi di portata superiore a 35 quintali. E tra l’altro non può essere utilizzata da pedoni e fasce “deboli” della popolazione”.

“Ci sono migliaia di pendolari che ogni giorno dai territori scelgono il servizio ferroviario, usano il treno per recarsi a lavoro, a scuola, per le proprie esigenze. Non sono pendolari di serie B, hanno la stessa dignità dei passeggeri dell’Alta Velocità. Meritano un servizio efficiente e adeguato, non essere penalizzati”. Lo afferma il presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello Paolo Omoboni in merito alla circolare interna di Rfi sulle precedenze, gli “inchini”, dei treni regionali a quelli ad Alta Velocità, che ha riportato il quotidiano Repubblica Firenze. E aggiunge: “Leggo di un’interrogazione portata in Parlamento e della richiesta della Regione, dell’assessorato ai Trasporti, a Rfi per un incontro: bene, condividiamo l’iniziativa della Regione". Continua Omoboni: "I treni non sono prodotti, sono un servizio. I treni regionali, al pari dell’Alta Velocità se non di più, fanno muovere le persone. Lavoratori, studenti, ma anche turisti optano per il treno, scelgono questi treni. Lo notiamo anche sulle tratte ferroviarie nel Mugello, come la Faentina. La priorità, per noi istituzioni, sono quei pendolari che si alzano alle 5, le 6, le 7 e prendono il treno”.

Redazione Nove da Firenze