​Pedone investito a Firenze: investitore rischia carcere fino a 3 anni e revoca patente

La dinamica del sinistro avvenuto oggi al vaglio della Polizia Municipale


Stava attraversando viale Don Minzoni quando è stato investito da uno scooter condotto da un ventunenne. Il pedone, 65 anni di Firenze, è stato portato in ospedale in codice rosso mentre lo scooterista rischia la revoca della patente e fino a 3 anni di carcere. 

Il fatto è. accaduto intormo alle.13.30. La Polizia Municipale procede con i rilievi e dovrà ricostruire la dinamica per attribuire le dovute responsabilità. Per i soccorsi e i rilievi è stata chiusa fino alle 15 circa per la corsia preferenziale verso piazza della Libertà.
La Polizia Municipale, come tutti gli organi accertatori, deve effettuare i rilievi dei sinistri stradali con grande attenzione. Questo perché le conseguenze che ne scaturiscono a carico di chi viene reputato il responsabile sono molto grandi soprattutto da quando il codice penale è stato integrato. Un anno e mezzo fa, esattamente il 23 Marzo del 2016, è entrata in vigore la legge 41 che ha introdotto il reato di omicidio stradale e il reato di lesioni personali stradali. Secondo il nuovo articolo 590 bis del codice penale infatti colui che per colpa, cioè violando le norme sulla circolazione stradale , provoca lesioni personali gravi a persona è punibile con la reclusione da tre mesi fino ad un anno; se poi le lesioni provocate sono gravissime addirittura si rischia fino ai 3 anni di reclusione.
Il reato di lesioni colpose è perseguibile d’ufficio e quindi non è necessario che la vittima proceda con una querela di parte.
Le pene poi aumentano ancora di più se il responsabile risulta positivo agli accertamenti alcolemici o tossicologici , ma anche se ad esempio il sinistro è dovuto al suo passaggio con il semaforo rosso, ad un sorpasso oppure ad una manovra di inversione di marcia in prossimità di incroci, curve o dossi.
Ma ci sono conseguenza anche sulla patente: se ci sono fondati elementi di un’evidente responsabilità e se le lesioni appaiano gravi, il ritiro della patente può essere eseguito immediatamente dall’agente che rileva il sinistro stradale. Sarà poi il prefetto, in base alla gravità certificata delle lesioni, che dichiarerà la durata della sospensione.
In caso di omicidio stradale sarà invece il giudice che ne disporrà la revoca nel caso in cui emetta sentenza di condanna. In quel caso il responsabile non potrà riottenerla prima di cinque anni.

Redazione Nove da Firenze