Rubrica — Agroalimentare

Pecorino Toscano: 6000 addetti, utile anche per il paesaggio

Piace all'estero ma si consolida sul mercato italiano, al centro nord


La fotografia del Consorzio tutela Pecorino Toscano DOP, vede oltre 1 milione e 500 mila forme prodotte e 1 milione e 125 mila forme vendute, tra tenero e stagionato, per un fatturato di circa 24,2 milioni di euro, cresciuto del 2% rispetto all'anno precedente.
Il Consorzio, che non cerca di forzare il mercato nazionale alterando le produzioni andando a solleticare le papille gustative che vorrebbero un formaggio più saporito e piccante, teme soprattutto il mercato della contraffazione "Al momento guardiamo ad internet, ai grandi portali del commercio online, dove si può trovare di tutto".

Il fatturato complessivo al consumo è di oltre 50 milioni di euro. Sul fronte export, l'incremento è stato pari al 28,64 per cento, che si traduce in quasi 4,4 milioni di euro di fatturato e vede una forte ascesa del prodotto sui mercati europei. Nei primi quattro mesi del 2017 la produzione registra un aumento del 2,77 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016.

Carlo Santarelli "Questi numeri, oltre a confermare la qualità del nostro prodotto e l’impegno di tutti i soggetti coinvolti, dagli allevatori ai produttori, dai confezionatori agli stagionatori, tengono alta anche l’attenzione del Consorzio sulla quantità e la qualità del latte, per permettere al Pecorino Toscano DOP di essere sempre più presente sul mercato italiano e su quello internazionale, aprendo anche nuove prospettive”.

Il direttore, Andrea Righini "Puntiamo al continuo miglioramento della qualità del latte e la possibilità di contare su una maggiore quantità di materia prima per soddisfare l’intera domanda del mercato e siamo costantemente in contatto con istituti di ricerca regionali, a partire dalla Scuola Sant’Anna di Pisa e dalle Università di Pisa e Firenze, per portare avanti studi che permettano di migliorare la qualità del latte e anche la sua quantità, partendo dal benessere delle pecore con innovazioni nei sistemi di allevamento e alimentazione. Sul fronte della qualità, abbiamo accolto con favore anche la legge che dallo scorso 19 aprile rende obbligatoria l’indicazione di origine della materia prima, un elemento che va a rafforzare la garanzia del prodotto acquistato dai consumatori con trasparenza e consapevolezza”.

Per valorizzare il prodotto, la sua qualità e il legame con il territorio di produzione, il Pecorino è diventato social attraverso la pagina Facebook (Pecorino Toscano DOP) e i profili di Instagram (@pecorinotoscano) e Twitter (@pecorinotoscano), in lingua italiana e inglese, oltre ai profili Tumblr (Pecorino Toscano PDO) e Pinterest (Pecorino Toscano), solo in lingua inglese. 

In Regione Toscana il presidente e il direttore del Consorzio, Carlo Santarelli e Andrea Righini, assieme al consigliere regionale Leonardo Marras hanno presentato i conti economici della filiera.

Sono 17 i caseifici consorziati per oltre 34 milioni e 156 mila litri di latte prodotti da 870 allevatori, di cui 245 direttamente associati al Consorzio, con un incremento rispetto al 2015 del 12,73 per cento. sono circa 6000 gli addetti nell'intera filiera.

Una filiera che in Toscana conta anche greggi e pecore utili al paesaggio. Già perché la cartolina toscana spendibile sul mercato mondiale fatta di cipressetti e colline verdeggianti, deve dire grazie ai giardinieri naturali che ogni giorno tengono pulito il territorio "Grazie ai pascoli - spiegano dal Consorzio - possiamo avere colline come le nostre. Quei terreni non sarebbero adatti ad altri tipi di coltivazioni se non forse il grano.. Si tratta di un controllo naturale ed una pulizia che giova anche al rischio idrogeologico poiché l'erba non subisce una forzatura del terreno, ma avendo recuperato tecniche antiche, il terreno viene semplicemente reso drenante e dunque più stabile e forte".

I litri di latte sono stati 20 milioni e 135 mila euro, pari al 14,75 per cento in più rispetto all’anno precedente, e sono stati trasformati in oltre 3.651 tonnellate di Pecorino Toscano DOP (+24,02 per cento rispetto al 2015), di cui 1.154 tonnellate tenero (+1.14 per cento) e 1.282 tonnellate stagionato (+ 1,98 per cento). Il prodotto venduto è stato pari a 2.436 tonnellate, con un incremento dell’1,58 per cento rispetto all’anno precedente.

I dati, disponibili fino al mese di aprile, parlano infatti di oltre 5 milioni e 923 mila litri di latte lavorato, con un incremento del 2,72 per cento rispetto al 2016, e di 1.804 tonnellate di Pecorino Toscano DOP prodotto, con un aumento pari al 2,77 per cento rispetto allo stesso quadrimestre del 2016. Segno positivo anche per il prodotto venduto, con 871 tonnellate che equivalgono al 15,69 per cento in più rispetto al 2016.

Le esportazioni di Pecorino Toscano DOP nel 2016 parlano di un fatturato aumentato del 28,64 per cento rispetto al 2015, pari a circa 11 milioni di euro al consumo. Il prodotto registra una forte ascesa sui mercati europei, con un incremento del 26 per cento e la presenza sempre più forte in Germania (9,61 per cento delle esportazioni), Belgio (7,10 per cento), Finlandia (6,37 per cento), Regno Unito (5,09 per cento), Paesi Bassi (3,75 per cento) e Austria (3,51 per cento).
Forte anche il consumo in Svizzera (13,34 per cento), mentre in altri continenti il Pecorino Toscano DOP si conferma molto presente e apprezzato negli Stati Uniti, con il 28,58 per cento delle esportazioni. Seguono Australia, Oceania e Asia, con valori più marginali ma sempre positivi.

Le verifiche ispettive operate dall’Organismo di Controllo DQA, Dipartimento Qualità Agroalimentare, hanno interessato allevamenti e stabilimenti produttivi, con circa 350 ispezioni nei primi e 20 nei secondi. L’autocontrollo operato dal Consorzio di tutela nelle aziende produttive, invece, è stato pari a 32 visite ispettive e 64 analisi, mentre la vigilanza sulla vendita del Pecorino Toscano DOP ha registrato 64 visite ispettive presso punti vendita, con prelievo e analisi di 30 campioni di Pecorino Toscano DOP; 12 visite ispettive presso confezionatori e utilizzatori nei composti alimentari esterni; 16 visite ispettive presso confezionatori soci del Consorzio; la vigilanza è stata effettuata anche su internet con conseguenti segnalazioni all’ICQRF, Istituto centrale controllo qualità e repressione frodi, che ha effettuato 25 interventi repressivi su altrettanti siti web che vendevano Pecorino Toscano DOP falso. I controlli a tutela della qualità del prodotto e dei consumatori continuerà senza sosta, portando avanti anche l’impegno della Regione Toscana che lo scorso anno ha istituito una task force contro le frodi alimentari coinvolgendo le Procure della Repubblica di Firenze, Arezzo, Grosseto e Siena.

 Attraverso il Consorzio di tutela il prodotto punta molto sulla sua promozione a livello nazionale e internazionale e su una crescente sensibilizzazione verso la qualità di ciò che arriva sulle tavole dei consumatori, a partire dai più piccoli.
Nel corso del 2016, il Consorzio ha partecipato al Winter Fancy Food di San Francisco ed è tornato negli USA a giugno, in occasione del Summer Fancy Food Show che si svolge ogni anno a New York. In Italia, il Consorzio ha partecipato al Chianti Classico Collection di Firenze, al Vinitaly di Verona, al Cibus di Parma e a Festambiente, a Grosseto. Il 2016 del Pecorino Toscano DOP nel mondo si è chiuso a novembre con la partecipazione al Food Expo di Ho Chi Minh City, in Vietnam.

Il 2017, invece, si è aperto con la rinnovata partecipazione al Winter Fancy Food di San Francisco, al Chianti Classic Collection e al Vinitaly, a cui si è unita la presenza al Sial di Toronto e a Tuttofood a Milano, entrambi nel mese di maggio. A fine giugno il Pecorino Toscano DOP sarà ancora protagonista a New York per il Summer Fancy Food, seguito da altri appuntamenti internazionali che vedranno il Consorzio al fianco di altri prodotti a marchio DOP e IGP espressione del mondo agroalimentare e vinicolo toscano nell’ambito del progetto EAT, European Art of Taste finanziato dall’Unione Europea.

 “A scuola con la DOP” è il progetto promosso da Legambiente con incontri nelle scuole primarie della provincia di Grosseto e visita dei bambini nei caseifici, e il convegno su innovazione dei sistemi di allevamento e miglioramento quantitativo e qualitativo del latte ovino tenutosi a Grosseto ad aprile.

Redazione Nove da Firenze