PD: sui tesseramenti dubbi a Piombino e Massa gli orlandiani pretendono chiarezza

"Ora basta con le lezioni di morale" replica il vice segretario regionale Antonio Mazzeo. A Pisa la federazione del che ha piu' risentito della scissione


(DIRE) Firenze, 12 ott. - Sul caso dei tesseramenti dubbi a Piombino e Massa i Dems, gli esponenti della corrente che fa riferimento ad Andrea Orlando, pretendono chiarezza dal segretario regionale del Pd Dario Parrini. Valerio Fabiani, leader uscente della federazione della citta' dell'acciaio, la consigliera a palazzo del Pegaso, Alessandra Nardini, e il segretario di Montignoso (Massa), Marino Petracci lanciano un monito nel corso di una conferenza stampa. "Perche' a Piombino sono state date centinaia di tessere di nascosto?- e' il primo di una serie di quesiti che avanza Fabiani-. Ci sono state delle irregolarita', ormai accertate anche dai garanti, in relazione al fatto che le iscrizioni sono state compilate al di fuori dei circoli del partito con i moduli consegnati nelle mani direttamente del consigliere regionale Gianni Anselmi, che e' anche uno dei candidati al congresso". È questo, prosegue, "il futuro che vogliamo? Intendiamo portare avanti un Pd feudale, all'interno del quale si perde l'umanita' dell'adesione, in favore dei signori delle tessere? O di donne e uomini ancora liberi che si iscrivono perche' si ritrovano in dei valori?". L'altro fronte della controversia riguarda l'ondata di nuovi militanti, all'ultimo minuto, prima dell'apertura della battaglia congressuale, nella federazione di Massa Carrara. In terra apuana, rammenta Petracci "la sera del 25 settembre, la deputata Martina Nardi si e' presentata nella sede del Pd con 580 tessere e piu' di 8 mila euro in contanti. Non sappiamo, ad oggi, dove siano state prese queste adesioni". Fabiani si spinge in un ragionamento piu' generale, legato alle divisioni nel partito che hanno generato e rischiano di causare sconfitte in serie alle elezioni amministrative: nei Comuni sopra 15 mila abitanti, evidenzia, il Partito democratico ha rimediato battute d'arresto, negli ultimi 3 anni, in 10 amministrazioni su 18. "La vera preoccupazione e' che su questo Parrini continui a non risponderci- sostiene il segretario uscente dei democratici di Piombino-. Non c'e' solo una questione di rispetto verso un territorio che e' stato oggettivamente ferito dall'atteggiamento che abbiamo visto col tesseramento. Ci sono anche le difficolta' che il Pd ha incontrato nelle sfide elettorali". Ben tre competizioni nel 2018, peraltro, riguarderanno dei capoluoghi: Siena, Pisa e la stessa Massa. "Non possiamo permetterci di perderne anche uno- constata-. Ne abbiamo gia' persi troppi. Il rischio serissimo sarebbe quello di venire battuti anche alle Regionali. Con dei danni incalcolabili in questa prospettiva".

"Ora basta con le lezioni di morale e con attacchi che rimandano a mondi e modi che nulla hanno a che vedere con il Pd Toscana. Confrontarci su progetti, stare finalmente sui contenuti, e' questo il viatico per affrontare le prossime sfide elettorali". È la replica del vice segretario regionale del Partito democratico, Antonio Mazzeo alle questioni sollevate in una conferenza stampa dai rappresentanti di Dems, la corrente che fa riferimento alla minoranza del ministro Andrea Orlando. "Non continuare a guardare il nostro ombelico ma parlare di problemi concreti- aggiunge-, perche' e' cio' che ci chiedono iscritti, militanti e simpatizzanti del nostro partito". Gli orlandiani hanno sollecitato delle risposte dal segretario regionale, Dario Parrini sulla questione delle iscrizioni avvenute fuori dal regolamento, a Piombino e Massa. "Sul tesseramento- ribatte Mazzeo- la commissione di garanzia si e' pronunciata in modo chiaro, non ci sono state violazioni dello statuto e del codice etico del Pd. E questo e' un altro dato politico importante. Ci sono iscrizioni da perfezionare ed e' quello che si sta facendo in questi giorni, con serieta'". Il vice segretario tiene a precisare: "È bene chiamare le cose con il loro nome perche' il nostro popolo non si merita fraintendimenti e confusione". D'altro canto, neppure il quadro descritto di un partito lacerato dalle divisioni interne e' un quadro nel quale si riconosce Mazzeo: "Un partito che si presenta compatto con congressi unitari in 9 federazioni su 12 e in oltre 90% dei comuni e' una grande comunita' politica- informa-. E quando diciamo comunita' politica non intendiamo un 'io' ma un 'tutti'. Dispiace che qualcuno continui a parlare del nostro partito in termini di singolarita', come se il merito di questa prova fosse solo di una parte e non di una pluralita'".

"A Pisa la realta' e' molto critica. È la federazione del Pd che ha piu' risentito della scissione. Abbiamo perso due parlamentari, il presidente della Regione proviene dal nostro territorio. Credo che sia necessario riannodare quei fili che si sono man mano sempre piu' sfilacciati con le altre forze politiche". Lo afferma, nel corso di una conferenza stampa, la consigliera regionale del Partito democratico, Alessandra Nardini espressione della corrente di minoranza che fa capo al ministro della Giustizia, Andrea Orlando. "Abbiamo la necessita'- avverte- di riportare al tavolo di dialogo Mdp, il vice sindaco Ghezzi, e anche l'esperienza dei riformisti, e di tutte quelle esperienze civiche che stanno nascendo e che prenderanno vita nelle prossime settimane". Per raggiungere questo risultato, un segno tangibile dovra' scaturire dai congressi. Secondo Nardini devono essere una buona occasione di confronto sui temi, e non solo sulla ripartizione dei posti di potere, a partire dalle assemblee provinciali. Vale in tutte le realta' che vedranno nei prossimi giorni le assisi di partito, ma specialmente nelle citta' che saranno chiamate a rinnovare le amministrazioni comunali la prossima primavera. Come Pisa, appunto. Territori, precisa, rispetto ai quali "e' necessaria un'attenzione maggiore per far si' che non vadano ad allungare quella gia' troppo numerosa lista di Comuni che abbiamo perso nell'ultimo triennio". L'apertura a sinistra che la giovane consigliera regionale domanda, fa leva sul racconto piu' recente del segretario nazionale, Matteo Renzi: chi e' uscito dal Pd non e' un nemico, da battere sono il Movimento 5 Stelle e la destra sovranista di Matteo Salvini. "Spero di potermi fidare di quello che dice Renzi- dichiara ai giornalisti-: io non l'ho sostenuto all'ultimo congresso, in realta' non l'ho mai appoggiato in alcun congresso, pero' e' anche il mio segretario nazionale". La speranza della consigliera e' che le parole del leader del Nazareno servano a far capire l'importanza di tenere attivo un canale di comunicazione con Articolo Uno-Mdp, "a quella parte di mondo renziano piu' intransigente. Quando ci preoccupavamo del numero importante di esponenti che se ne andavano- ricorda- venivamo derisi e scherniti. Chi lo faceva, adesso dovra' ammettere che, forse, avevamo ragione". (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze