Pd: Rossi: "Renzi sceglie la strada della scissione"

Ultimatum del vice segretario della Toscana Antonio Mazzeo al termine dell'assemblea nazionale del partito


Martedi' sara' convocata la direzione che deve nominare la commissione per il congresso, alla quale e' demandata la data dell'assise. Ufficialmente circola ancora il 7 maggio, ma dopo l'intervento di Emiliano, che ha chiesto una conferenza programmatica prima delle amministrative e le primarie dopo l'appuntamento elettorale, potrebbe aprirsi uno spiraglio per una piccola dilazione.

"Anche oggi nei nostri interventi in assemblea c'e' stato un ennesimo generoso tentativo unitario. È purtroppo caduto nel nulla. Abbiamo atteso invano un'assunzione delle questioni politiche che erano state poste, non solo da noi, ma anche in altri interventi di esponenti della maggioranza del partito. La replica finale non e' neanche stata fatta. È ormai chiaro che e' Renzi ad aver scelto la strada della scissione assumendosi cosi' una responsabilita' gravissima" afferma Enrico Rossi.

"Se davvero Enrico Rossi dovesse scegliere di prendere un'altra strada rispetto al PD la giudicherei una scelta irresponsabile. Ancor di più in un momento delicato come questo in cui il Paese ci chiede ben altro che una scissione al nostro interno. Ma vedo che dopo aver ascoltato quello che ha detto Emiliano ha ammorbidito il tono delle sue parole e questo mi pare un buon segno". Così il vice segretario del Pd Toscana Antonio Mazzeo al termine dell'assemblea nazionale del partito. "Io gli dico di fermarsi. Di riascoltare con attenzione le parole di Fassino prima e di Veltroni poi che hanno chiesto esplicitamente di non perseguire un disegno che niente ha a che fare con quello per cui il Partito Democratico è nato 10 anni fa. Mi piacerebbe riascoltasse e riflettesse su quello che gli ha detto chi è stato il primo segretario del PD: oggi, guardando al futuro, sicuramente la strada da percorrere non è quella della rivoluzione socialista. Tanto meno se volesse intraprenderla da solo. L'assemblea di oggi ha dimostrato una volta di più il grande valore plurale e democratico del nostro partito con un dibattito alto, franco e profondo. È un patrimonio che spero nessuno voglia disperdere e che il congresso è chiamato a valorizzare sottoponendo idee diverse al giudizio dei nostri iscritti".

Redazione Nove da Firenze