PD: Renzi vince a Sesto Fiorentino con oltre l'80% dei voti

Francesco Boccia a Firenze per presentare le proposte economiche della mozione Emiliano. 400 amministratori locali per Orlando. Nasce il comitato provinciale di Siena del Movimento Democratico e Progressista


Firenze, 1°aprile 2017– Si sono conclusi alle 14 di oggi i congressi nei sei circoli del PD di Sesto Fiorentino per la scelta del Segretario Nazionale del PD. "Al termine delle convenzioni di circolo - dice il coordinatore Stefano Gennai - esprimiamo la nostra soddisfazione per il risultato di Matteo Renzi, che tra gli iscritti ha ottenuto oltre l'80% dei voti. Siamo soddisfatti anche per la percentuale di partecipazione, sia nelle discussioni che si sono svolte il venerdì sera sia nelle votazioni di oggi, alle quali hanno partecipato oltre il 70% degli iscritti al Partito. Questo è un importante risultato ma è una prima tappa dell'intero percorso congressuale, che si concluderà con le Primarie del 30 Aprile, aperte a tutti i cittadini. Lavoreremo per confermare e accrescere l'ottimo risultato della mozione Renzi-Martina a Sesto Fiorentino."

Dalla tutela dei risparmiatori alla reintroduzione dell’articolo 18, da una riforma del welfare che metta al centro la persona agli investimenti per la scuola. Sono questi alcuni dei punti chiave della mozione di Michele Emiliano, candidato al congresso del PD. Per illustrare le proposte economiche della mozione, lunedì 3 aprile (ore 11), l’onorevole Francesco Boccia presidente della Commissione Bilancio della Camera e sostenitore di Michele Emiliano nella corsa alla segreteria del Pd, sarà Firenze, nella sede del Consiglio Regionale della Toscana (via Cavour 4), per un incontro operativo con il coordinamento toscano per Emiliano guidato da Paolo Bambagioni. Nel pomeriggio Francesco Boccia sarà invece ad Arezzo: nella città di Banca Etruria, uno degli istituti simbolo della crisi del sistema bancario italiano, terrà una conferenza-dibattito incentrata su uno dei punti chiave della mozione di Michele Emiliano: la tutela dei risparmiatori. Appuntamento alle 18 nella sede aretina del Partito Democratico (piazza Sant’Agostino).

Sono 400 gli amministratori toscani, sindaci, assessori, consiglieri regionali e comunali che hanno sottoscritto la candidatura di Andrea Orlando a segretario Pd. "Dopo il voto del 4 dicembre, è giunto il momento di avviare una riflessione su quale sia il futuro del Partito Democratico, su chi dobbiamo rappresentare per rilanciare la nostra proposta politica" spiega Emiliano Fossi, Sindaco di Campi Bisenzio (Fi) e promotore dell'appello. "Sosteniamo Andrea Orlando perché tra i temi principali dell’agenda programmatica del partito ha posto quelli della giustizia sociale, dei diritti, delle lotte alle mafie". Ripartire dai territori, dalle buone pratiche amministrative che in Toscana da sempre caratterizzano il governo del centrosinistra, per tornare a vincere. "Dobbiamo recuperare un rapporto stretto con il nostro popolo – aggiunge Marco Filippeschi, sindaco di Pisa - e lo possiamo fare solo attraverso la valorizzazione dei tanti nostri amministratori, giovani e meno giovani, che chiedono un cambio di passo nel gruppo dirigente nazionale e in quelli locali: noi amministratori abbiamo bisogno del Partito e la mozione di Orlando ha le proposte migliori per non lasciarci soli”. Le sconfitte elettorali che hanno segnato anche la nostra regione nella scorsa estate sono state un segnale di allarme da non eludere" Continuano i sottoscrittori dell'appello "Adesso è davvero il momento di dirlo: occorre cambiare verso, non tutti abbiamo sentito di avere cittadinanza all’interno del Partito e sentiamo ancora più forte l’esigenza di ricostruire una forte alleanza del centrosinistra, di tutte quelle forze popolari e sociali, scuole e sindacati su tutte, che guardano alla giustizia sociale, all'attenzione verso i più deboli. Solo Andrea Orlando può riuscire in questo compito, necessario per la Toscana e per l'Italia". Erano presenti, tra gli altri, anche Alessandra Nardini, consigliera regionale, Marco Martini, sindaco di Poggio a Caiano, Mirko Dormentoni, presidente Quartiere4.

E’ nato anche a Siena il Comitato Provinciale di “Articolo UNO”, il movimento che vuole essere la costituente di una nuova Sinistra plurale, non soffocata da ambizioni leaderistiche e da pretese di arrogante autosufficienza. Articolo UNO vuole soprattutto dare voce e risposte a quelle fondamentali istanze di giustizia sociale che, oggi, sono sostanzialmente prive di rappresentanza politica: lavoro, uguaglianza, tutela dell’ambiente, legalità, scuola, reti di protezione sociale, ricerca e innovazione, beni comuni, diritti civili.Articolo UNO non sarà l'ennesima espressione di un processo di divisione a sinistra né un nuovo partitino nato per logiche politiciste o di palazzo: siamo e saremo un movimento che vuole riunificare la sinistra dispersa e recuperare i milioni di elettori di sinistra che non votano più o che hanno fatto scelte determinate soltanto da sentimenti di protesta e delusione. La Sinistra in Europa e nel mondo si è messa i movimento avanzando finalmente una netta critica all'esistente - che appare solcato assai profondamente dall'ideologia neoliberista e mercatista - e recuperando, invece, l'idea di un nuovo socialismo dei popoli e dei beni comuni, della dignità dell'uomo e del rispetto per l'ambiente e dei territori in cui viviamo: e noi vogliamo stare dentro questo scenario.Vogliamo metterci in cammino perché crediamo ancora nella funzione storica della politica di elaborare visioni: quelle visioni che nella storia dell'umanità hanno consentito di alzare la testa e rompere le catene della disuguaglianza, dell'isolamento e dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Pensiamo ancora che di fronte ai vorticosi cambiamenti sociali ed economici del mondo di oggi siano necessarie risposte pensate, sensate e articolate, non ricette semplicistiche, superficiali e asservite a pochi centri di potere economico e finanziario globali. Il principio guida che ci siamo dati è nel nome stesso del movimento. E’ l’articolo 1 della nostra costituzione che recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Il lavoro stabile, regolare e giustamente remunerato è la prima garanzia per un’equilibrata costruzione del sé e per un progetto di vita pienamente agito e realizzato. Per questo ci accorgiamo della sua importanza soprattutto quando non c’è o viene a mancare. La sofferenza è tanto più forte se si assiste, come è successo negli ultimi anni, all’attuazione di politiche di precarizzazione strutturale del mondo del lavoro che vanno di pari passo con un programma di governo che si è caratterizzato per aver messo in campo azioni di stampo neo-liberista come quelle legate al Jobs act, alla c.d. “buona scuola”, fino all’emblematica vicenda dei voucher. E il declino economico, che consegue a tutto questo, alimenta inevitabilmente anche un declino civile aumentando l’inaccettabile livello delle diseguaglianze sociali, vero dramma del nostro tempo a livello nazionale e globale; diseguaglianze che non possono essere combattute se non in un’ottica di rafforzamento dei diritti e delle tutele di chi lavora o di chi un lavoro lo cerca e, ovviamente, di politiche di reale equità fiscale e di redistribuzione della ricchezza. Dobbiamo ripartire da qui: da più tutele e più diritti per i lavoratori, ripristinando il nostro livello di civiltà giuridica e democratica precedente alle "controriforme" neoliberiste del governo Renzi, dalla lotta alle diseguaglianze, da un forte impegno sul versante della redistribuzione della ricchezza, dal rafforzamento del welfare, dalla consapevolezza che di fronte al futuro scenario economico e tecnologico, che determinerà nei prossimi decenni la scomparsa di una rilevantissima percentuale di posti di lavoro, dovremo farci carico di promuovere politiche ambientali, necessarie per la salvezza del pianeta, tese a fare dell'economia circolare il motore principale per generare sostenibilità e occupazione. Così come dovrà essere aperta una discussione ed una analisi sui possibili, futuri modelli di coesione sociale e di vita che vedano al centro i temi del rapporto tra ricchezza, salario, lavoro, cittadinanza, collaborazione sociale. Benoît Hamon ha detto: "il futuro dev’essere a misura d’uomo: i nostri figli devono poter ancora respirare dell’aria respirabile, essere liberi di credere alla religione che preferiscono o di non credere a niente, devono poter studiare cose che formino la loro personalità di cittadini, di attori sociali, di donne e uomini, e non solo cose che li formino per fare un mestiere che probabilmente tra dieci anni non esisterà più. Per superare le ansie, le paure di un mondo incerto, le crisi di identità, la paura di restare esclusi, di non avere talenti, di essere stati derubati di tutto dai grandi potenti, per superare le varie superstizioni collettive che quest’era mette in circolazione ci vuole una visione della società, di cosa significa stare insieme, di cosa ci tiene legati gli uni agli altri in un progetto comune". Per la Provincia di Siena “Articolo UNO" ha l’aspirazione di farsi carico delle tante istanze di giustizia sociale che provengono dalla nostra comunità e di farlo costruendo uno spazio politico a sinistra inclusivo, vivo e attivo, aperto al confronto e capace di essere la costituente di una nuova sinistra nel nostro territorio.Nella prima riunione del comitato provinciale di Siena è stato individuato come coordinatore Fulvio Mancuso e come tesoriere Roberto Beligni.

Redazione Nove da Firenze