Paterno, rimozione dei rifiuti con prescrizioni: ecco quali

​Su richiesta del comune di Vaglia, ARPAT ha valutato il report finale, presentato dalla controparte, esprimendo un parere favorevole con prescrizioni


Nel febbraio 2014, nell'ambito di un'indagine dell'Autorità Giudiziaria volta a contrastare il traffico illecito dei rifiuti, ARPAT congiuntamente al Corpo Forestale dello Stato e all'Agenzia delle Entrate, intervenne presso l’ex stabilimento della società Calce Paterno, nel Comune di Vaglia, dove furono rinvenute diverse centinaia di big bags contenenti rifiuti tra i quali circa 1.300 tonnellate di sabbie fini, poi identificate come "polverino 500 mesh“. Tale rifiuto si genera dal trattamento di residui esausti da sabbiatura o lavorazione di taglio metalli con la tecnica del water-jet.

A distanza di 3 anni, e dopo un lungo lavoro di indagine effettuato in contraddittorio con ARPAT, nell’aprile 2017, la ditta incaricata dalla proprietà ha presentato un report conclusivo al comune di Vaglia che l’ha sottoposto ad ARPAT per la verifica delle modalità di caratterizzazione, classificazione e rimozione dei rifiuti contenuti nei big-bags presenti presso Calce Paterno.

ARPAT ha espresso parere favorevole alla rimozione dei rifiuti ma con alcune prescrizioni, tra le quali:

  • effettuare un’attenta valutazione del contenuto di silice cristallina (frazione respirabile) per alcuni gruppi di big-bags, prendendo in considerazione le osservazioni e i criteri suggeriti dall’Agenzia,
  • differenziare le modalità di rimozione dei big-bags, tenendo conto della loro caratteristica di pericolosità dovuta alla silice respirabile,
  • presentare un piano operativo di dettaglio che valuti tutte le caratteristiche dei rifiuti determinate in fase di caratterizzazione, al fine di garantire un’efficace sicurezza ambientale e tutela dei lavoratori nella fase di rimozione degli stessi; per l'aspetto relativo alla tutela e sicurezza dei lavoratori, il piano dovrà essere sottoposto all'attenzione della ASL.

Il parere espresso tiene conto del fatto che i risultati analitici presentati dalla ditta risultano in linea con quelli ottenuti da ARPAT. Come concordato precedentemente i rifiuti sono stati suddivisi in vari lotti e sottolotti in base ai risultati degli accertamenti analitici. I lotti di rifiuti identificati come polverino hanno una composizione che presenta un residuo di metalli pesanti in concentrazione significativa.

Per quanto attiene al nichel, lo studio e la speciazione analitica del metallo, non hanno evidenziato una concentrazione significativa di Nichel Ossido (NiO) nel rifiuto; pertanto lo stesso non ha le caratteristiche per essere considerato pericoloso in relazione a questo contaminante. Per quanto riguarda, invece, la silice, in particolare la frazione respirabile, ARPAT concorda con le valutazioni analitiche presentate dalla controparte ma evidenzia che si ottengono valori diversi utilizzando metodi di analisi differenti.

Per questo è stato richiesto di effettuare un approfondimento circa la pericolosità dei rifiuti contenenti silice cristallina. Nel caso specifico del polverino di Paterno, con il supporto della Direzione Tecnica di ARPAT, è stata valutata la scheda di sicurezza del prodotto in relazione alle frasi di rischio evidenziate in essa.

ARPAT ritiene che, in questo specifico caso ed in assenza di ulteriori elementi di valutazione, per la silice respirabile, ai fini della classificazione di pericolosità del rifiuto definito polverino, dovrebbe essere cautelativamente applicato il limite del 0,1%.

Si è anche valutata la radioattività naturale derivante dalle sabbie di “Garnet” (granato almandino) da cui si genera il rifiuto chiamato polverino; a tale proposito ARPAT ha chiesto anche un parere ad ISPRA, che nella sua risposta ha sottolineato che “l’attività lavorativa comportante l’impiego del granato almandino (Garnet) non appare in alcun modo riconducibile ad un’attività lavorativa con presenza di sorgenti naturali di radiazioni”. Ne consegue che i residui di polverino in giacenza possono essere rimossi e smaltiti senza tenere conto della specifica normativa prevista per i prodotti con radioattività naturale.

Infine ARPAT si è espressa in relazione ai CER da attribuire ai vari gruppi di rifiuti nei big-bags giacenti a Paterno.

Redazione Nove da Firenze