Pasqua in Toscana 2017: gli eventi religiosi

Rievocazione Storica della Passione di Cristo, venerdì 14 aprile a Bagno a Ripoli. Cerimonie simili a Radicofani e San Zeno. Musica invece nella Cattedrale di Firenze. Le messe in latino a Prato


Grande attesa a Grassina anche quest’anno per la Rievocazione storica della Passione di Cristo, manifestazione che ha il patrocinio dell'Unione Europea. Venerdì 14 aprile –dalle ore 14– mercato artigianale in piazza Umberto I, e –dalle ore 17– Concorso delle Vetrine dei negozianti di Grassina. Alle ore 21 in Piazza Umberto I, la novità del 2017 è il 'Discorso della montagna', che precederà il 'Processo di Ponzio Pilato a Gesù', già rappresentato nel 2016. A seguire Corteo storico per le strade del paese e dalle ore 21.15 Scene della vita e della Passione di Cristo sul 'Calvario' di Grassina. In caso di maltempo la Rievocazione si svolgerà lunedì 17 aprile alla stessa ora.

Secondo una tradizione popolare documentata anche da notizie storiche, la Rievocazione Storica della Passione di Cristo a Grassina risale ai primi decenni del XVII secolo: si trattava di un corteo di natura esclusivamente religiosa. Con il passare del tempo gli elementi spettacolari si sono molto sviluppati grazie alla grande suggestione degli eventi rappresentati, alle forti motivazioni psicologiche e all’ambientazione in scenari di raro fascino. La rappresentazione della Passione di Cristo si compone di due parti che si svolgono contemporaneamente: il Corteo storico per le vie del Paese, con la partecipazione di circa 500 figuranti in costume d’epoca, e le scene della vita e Passione di Cristo sul Calvario, interpretate da circa ottanta personaggi. Il Centro Attività Turistica Onlus di Grassina aderisce all’associazione nazionale Europassione per l’Italia e all’associazione internazionale Europassion. Informazioni: Centro Attività Turistica (Cat) Grassina, 055/646051, 333 8270007, email catgrassina@virgilio.it; Call Center Linea Comune: 055.055, da lunedì a sabato, ore 8–20.

A San Zeno si rinnova l'appuntamento con la più antica rappresentazione della via crucis del territorio aretino. Venerdì 14 aprile si terrà la tradizionale "Passione di Cristo sulla collina" che, giunta alla trentunesima edizione, attraversa tutti i luoghi più belli e più suggestivi della frazione alle porte di Arezzo per mettere in scena un grande evento tra fede e spettacolo che coinvolge circa sessanta persone tra figuranti, tecnici e collaboratori. L'evento, organizzato dal circolo Acli di San Zeno in collaborazione con la parrocchia, è ad ingresso gratuito e prenderà il via alle 21.00 nel sagrato antistante alla chiesa con la rappresentazione teatrale delle prime scene della Passione, concludendosi poi con la processione che arriva all'antica cava di pietra sulla collina dove avverrà la crocifissione.

I confratelli di Sant’Agata hanno preparato, a Radicofani, una struttura che simboleggia il Calvario. Ovvero, una quinta costruita appositamente con rami di bosso intrecciati, alta sette metri, con piccole luci che la illuminano, alla cui sommità si trovano tre croci. Questa pia pratica fu introdotta introdotta in Italia dai Gesuiti all’inizio del 1700, e ormai è eseguita solo a Radicofani. Questo non è certo l’unico rito dal sapore antico che caratterizza tutta la Settimana santa, nel paese raccolto ai piedi della possente rocca. Ad esempio, il Venerdi santo comincia subito dopo pranzo (ore 14) con le Tre ore di agonia nella chiesa di Sant’Agata: meditazioni, canti del coro e assoli che ripercorrono la morte di Gesù intorno alle sette parole che disse sulla croce. Al termine (ore 16) è in programma una piccola processione con la statua di Maria Addolorata, dalla Chiesa di Sant’Agata a quella di Santa Maria Assunta, dove sarà scoperta la statua del Cristo morto. In serata (ore 20,30) è prevista la pratica della Passione nella chiesa di San Pietro, con letture e lo scoprimento e l’adorazione della croce. Quindi (ore 22) la solenne processione composta nell’ordine da: gli Scalzi, con abito nero e buffa sul viso, che portano la grande croce e i voluminosi lampioni; i confratelli di Sant’Agata in rosso; la banda; la confraternita femminile del Carmelo con il velo bianco; la confraternita femminile dell’Addolorata con il velo nero; la statua di Gesù morto con il grande Baldacchino portato dai confratelli della Misericordia in nero; la statua di Maria Addolorata portata di confratelli del Santissimo Sacramento in bianco. La processione termina nella chiesa di Sant’Agata. Qui (intorno alle 22,45) ci sarò l’adorazione del Cristo morto, con il “Calvario” illuminato, le statue disposte per l’adorazione delle confraternite e del popolo. Questa pia pratica è così regolata: divisi per confraternita, due confratelli alla volta percorrono la navata inginocchiandosi tre volte nel percorso e poi baciando le statue di Gesù morto e della Madonna addolorata, mentre il coro canta antichi testi latini. Il Sabato santo comincia con la pia pratica del Pianto di Maria nella chiesa di Sant’Agata: antiche meditazioni Canti del coro e assoli sul dolore di Maria Addolorata, raffigurata da una statua. Quest’ultima viene poi riportata in processione fino alla chiesa di Santa Maria Assunta. Nel pomeriggio (ore 17) tutte le famiglie portano cestini con le uova lessate per essere benedette nella chiesa di San Pietro e poi consumate nel pranzo pasquale. Infine, si svolge una solenne (ore 23) veglia di resurrezione nella chiesa di San Pietro. Nella Domenica di Pasqua sono previste due messe: quella solenne, con la corale al mattino (ore 11) e un’altra pomeridiana (ore 17). A seguire (ore 18,15) una piccola processione dei membri delle Confraternite di Misericordia e di Sant’Agata con le vesti storiche, che entrano in chiesa alla fine della messa vespertina per momento di adorazione al Santissimo e cantare la “Compieta” solenne. Sono giorni intensi, caratterizzati a riti che si sono tramandati nel tempo, grazie anche alla sopravvivenza di antiche confraternite religiose. Una specie di mondo a parte, dove aleggia lo spirito di Ghino di Tacco accanto a una forte sensibilità religiosa.

Per la Santa Pasqua 2017, la Cappella Musicale della Cattedrale di Firenze con il Coro di Voci Bianche “Pueri Cantores” eseguiranno, durante la Celebrazione eucaristica in Cattedrale presieduta dal Cardinale Giuseppe Betori col tradizionale "Scoppio del carro",la Missa brevis S. Johannes de Deo di F.J. Haydn, il Regina Coeli W.A. Mozart e brani di D.Bartolucci e M. Manganelli. Per il terzo anno consecutivo, la Cappella Musicale, diretta dal Maestro Michele Manganelli con all’organo Daniele Dori, sarà arricchita dal Quintetto di ottoni del Maggio Musicale Fiorentino. In precedenza, alle ore 10.15, la Cappella Musicale con l’ottetto vocale eseguirà nel Battistero di San Giovanni il canto dell'Ora Terza.

Nella Diocesi di Prato, i giorni che avvicinano alla domenica di Pasqua sono scanditi dalle celebrazioni secondo il rito romano antico. Per la Settimana Santa e l'Ottava di Pasqua, cinque chiese della Diocesi di Prato celebreranno con varie modalità la Santa Messa in latino. Tra queste anche la chiesa della Badia di San Salvatore a Vaiano, quest’ultima inserita nel circuito dell’Associazione Nazionale Case della Memoria come casa di Angolo Firenzuola, abate della badia dal 1438 al 1453. Ad accompagnare la locandina informativa, c’è l'immagine dell’Arresto di Gesù dipinta da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Un’immagine significativa, visto che proprio quest’anno si celebra il 750° anniversario della nascita di Giotto: a Vespignano, nel Comune di Vicchio di Mugello (FI), è visitabile la casa natale dell'artista, anch’essa socia dell’associazione Nazionale Case della Memoria, mentre nella vicina chiesa di San Martino a Vespignano un figlio di Giotto, di nome Francesco, fu priore.

Redazione Nove da Firenze