Rubrica — Agroalimentare

Padule di Fucecchio: ad agosto lavori di rinaturalizzazione

Fattori e Sarti (Sì): "Preservare le competenze professionali e i finanziamenti necessari per il Centro di ricerca che gestisce questo bene comune”


FIRENZE – Davanti al Padule di Fucecchio si aprono mesi di lavoro all'insegna della condivisione e dell'accelerazione. E' il senso delle parole espresse dall'assessore Federica Fratoni al termine del tavolo di confronto del sistema delle riserve naturali del Padule e del Lago di Sibolla, convocato giovedì nella sede della Dogana del Capannone di Anchione, a Ponte Buggianese, alla presenza di istituzioni, consorzio e mondo associativo. Tanti i temi all'ordine del giorno. Primo fra tutti, appunto, l'illustrazione del documento operativo annuale, approvato ad aprile dalla Giunta toscana, per la gestione delle riserve naturali regionali, che definisce criteri e modalità di governance delle aree protette. Ma anche l'occasione per fare il punto sugli interventi di rinaturalizzazione del Padule di Fucecchio, affidati al Consorzio di Bonifica Medio Valdarno, anche a seguito della recente proroga dei termini di validità delle procedura di VIA; e per condividere il progetto per la valorizzazione turistico naturalistica del Padule, elaborato dalla Provincia di Pistoia, sulla base di quanto previsto dal protocollo sottoscritto con la Regione Toscana nel 2015.

E’ stata presentata da Sì Toscana a Sinistra in Consiglio regionale una mozione urgente che chiede alla Giunta di adoperarsi per dare una soluzione strutturale a salvaguardia del ‘Centro di Ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio’, individuando specifiche risorse e preservando il posto di lavoro dei due professionisti impiegati. “La riserva, risultato di battaglie ambientaliste che ne hanno scongiurato la bonifica e l’affiancamento a una discarica di rifiuti, garantisce l’esistenza di un polmone verde in un comprensorio fortemente urbanizzato, acquisendo sia un valore socio-culturale che di servizio all’ecosistema, garantendo la depurazione delle acque e dell’aria e dando un importante contributo alla sicurezza idraulica. Se riconosciamo quest’area umida d’importanza internazionale come un bene comune che assicura importanti funzioni per l’ecosistema e la collettività, l’elemento economico non può diventare l’unico criterio per le decisioni da prendere”, affermano i consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti“Il Centro, che è un’associazione costituita nel 1990 tra le Province di Pistoia e Firenze e i Comuni del comprensorio, ha sempre svolto un ruolo fondamentale sia nell’attività di ricerca ed educazione ambientale sia nella gestione vera e propria della riserva. Grazie al suo impegno gli elementi d’interesse naturalistico hanno migliorato lo stato di conservazione e il Padule è diventato, in tutti questi anni, meta di visitatori e teatro di svariate iniziative didattiche e culturali. La Regione, anche attraverso l’Assessore all’Ambiente, si era impegnata a salvaguardare e rilanciare questa importante esperienza ventennale ma adesso, all’improvviso, gli operatori del centro vengono licenziati in tronco. Chiediamo dunque una valutazione della situazione economica attuale e delle sue necessità, convinti che il Centro non possa essere in alcun modo depotenziato e che sia essenziale preservare le competenze professionali specificamente dedicate, fermando immediatamente i licenziamenti”.

Redazione Nove da Firenze