Ospitare turisti: scelta avida o bisogno di sopravvivere?

Gli Host italiani hanno guadagnato un totale di 621 milioni di euro nel corso degli ultimi 12 mesi condividendo le loro case


Dal Bed and Breakfast di ultima generazione non guadagnano solo i proprietari degli appartamenti, acquistati e ristrutturati poi immessi sul mercato degli affitti brevi, perché dallo studio economico dell'impatto sull'economia locale emerge che circa 5.6 milioni di visitatori sono arrivati nel nostro paese con Airbnb nel 2016 ed hanno speso oltre 3,5 miliardi di euro presso realtà economiche locali durante la loro permanenza.

Il report sugli impatti economici positivi della community italiana nel 2016 include tutti i viaggi prenotati in Italia da Gennaio a Dicembre 2016 e dimostra un impatto generato sulle attività economiche in Italia di 4,1 miliardi di euro nel corso dell’ultimo anno; il calcolo è basato sul guadagno totale degli host pari a 621 milioni di euro in aggregato nel 2016 e 3,5 miliardi di euro di spese stimate.

A beneficiare dell’impatto di Airbnb sono comunità, attività commerciali locali e luoghi di attrazione turistico-culturale insieme alle tante famiglie e proprietari di casa che "Possono trasformare l’abitazione da un costo a una possibilità di piccoli guadagni" questa la filosofia di Airbnb, sulla quale è stata abbozzata ma potrebbe nascere una intensa riflessione sociale.
Dati alla mano i risultati sono questi: le famiglie spesso non si arricchiscono, ma affittano ai turisti per mantenere la proprietà del bene.

La casa in Italia rappresenta un diritto, ma è diventata un costo? La reazione dei proprietari sarebbe dunque quella di mettere a reddito un bene che altrimenti rappresenterebbe solo una uscita di denaro tra tasse dirette ed indirette: costi fissi per le utenze domestiche anche a contatori fermi, costi di smaltimento rifiuti anche ad appartamento vuoto, costi di manutenzione ordinaria dell'appartamento a partire dalla manutenzione degli impianti come la caldaia, costi di manutenzione condominiale ordinaria e straordinaria.

A spiegare meglio il fenomeno sono i dati forniti dai grandi colossi immobiliari come Tecnocasa che ha fotografato uno stallo del mercato della compravendita e dell'affitto, da una parte per mancanza di garanzie finalizzate al mutuo e dall'altra mancanza di garanzie prestate per sottoscrivere affitti duraturi, entrambe le problematiche legate al nuovo mondo del lavoro diventato flessibile o, per molti, "precario".
Anche volendo le famiglie non hanno potuto vendere? Basse le valutazioni, scarse le possibilità di trovare compratori su un mercato che ha offerto molti più vantaggi nelle aste giudiziarie da pignoramento.
 Solo negli ultimi mesi Tecnocasa ha sottolineato la ripartenza della compravendita, in molti casi legata però al circuito del reinvestimento sul settore turistico.

"A beneficiarne è l’intero indotto turistico e dell’accoglienza, specie nelle aree solitamente meno visitate" spiegano gli analisti di Airbnb.

Ecco gli esiti dell'analisi economica: "La community di host e guest di Airbnb stimola nuova e sostenibile crescita economica un impatto generato sul PIL in Italia di 4,1 miliardi di euro nel corso dell’ultimo anno, dato dalla somma dei guadagni degli host e delle spese dei viaggiatori. Gli host su Airbnb hanno accolto 5,6 milioni di host nel corso del 2016, in forte crescita dai 3,6 milioni nel corso del 2015. La grande maggioranza di questi sono europei (circa il 70%) e oltre un quinto dal Nord America (17%). Degli oltre 121.000 host italiani presenti su tutto il territorio e che hanno affittato lo scorso anno, il tipico host in Italia affitta la propria stanza o casa per 23 giorni all’anno per un guadagno di €2,200. In larga parte, questi guadagni hanno permesso agli italiani di integrare il loro reddito e mantenere la proprietà delle loro case. L’età media degli host è di 44 anni ed in media hanno vissuto per circa 33 anni nel loro paese di residenza".

Nelle ultime ore Governo nazionale e Regioni sono intervenuti per regolarizzare il settore nel quale Airbnb non rappresenterebbe una innovazione, seppure tradizionale come l'ospitalità diffusa, ma una realtà che si è inserita in una lacuna del sistema. Si tratta veramente di questo? E se fosse la semplice arte di arrangiarsi tipica del popolo italiano?
La volontà di "stanare" gli evasori è diventata argomento dibattuto tra albergatori riuniti in associazioni di categoria e proprietari divenuti host per necessità o per investimento. C'è chi ha solo la casa di proprietà, chi la casa dei genitori sul mercato degli affitti turistici, ma c'è anche chi ha più appartamenti sul circuito. Le nuove regole investono tutti, tra cedolare secca ed imposta di soggiorno tutto deve essere registrato e trasmesso.

Matteo Stifanelli, Country Manager Airbnb Italia, ha dichiarato: “Contrariamente ai numeri deliberatamente svianti e in qualche caso fantasiosi rilasciati da una delle associazioni di categoria degli albergatori, lo studio – basato su numeri ufficiali – dimostra in maniera netta l’impatto positivo di Airbnb sull’economia nazionale, il suo potere redistributivo in favore della classe media e dei business locali. Esplorando l’Italia in un modo nuovo ed emozionante, gli ospiti di Airbnb possono creare autentici legami con le persone del luogo, vivendo esperienze uniche e visitando luoghi fuori dai percorsi turistici più battuti. La community di Airbnb è innamorata della possibilità di condividere la propria casa e l'ospitalità è da sempre un punto di forza per gli Italiani. Piuttosto che limitare questo diritto inventando lacci e lacciuoli inutili e dannosi ai tempi dell’innovazione tecnologica e digitale come sta avvenendo in queste ore, Governo e Parlamento dovrebbero aprire gli occhi sui benefici che Airbnb porta alla fragile crescita economica ed alla classe media.”

L'Italia, da Nord a Sud ha deciso di investire sul proprio futuro, aggrappandosi al turismo e recuperando per questo reperti e luoghi fino a ieri abbandonati e dimenticati.
Paesi perduti nella memoria sono diventati o stanno diventando Borghi da vivere nell'Anno dei Borghi così definito il 2017 proprio sull'onda di questo recupero architettonico mirato ad aumentare i flussi turistici sul territorio.
Un territorio spesso impervio dove le vie di comunicazione sono proibitive e le strade disastrate a causa della scarsa manutenzione dovuta alla povertà delle casse locali.
Per questo si mettono all'asta i beni pubblici, si accettano le vendite di luoghi storici ad investitori stranieri, si spostano strade e si acconsente dopo anni di diniego a cambiare piani regolatori o si affittano musei, piazze e palazzi pubblici per feste ed eventi privati.

Che l'Italia si stia comportando come un qualsiasi host che non è più in grado di mantenere la proprietà?

Redazione Nove da Firenze