​Ospedale di Careggi, allarme sindacati: mancano sanitari e tecnici sanitari

La carenza denunciata avrebbe "effetti negativi sul personale gravato da aumenti di carichi di lavoro importanti, a rischio la loro professione"


 All’ospedale fiorentino di Careggi ci sarebbe carenza di personale quantificabile in circa 170 operatori tra sanitari e tecnici sanitari (in totale, il comparto conta oltre 4mila addetti): in pratica, rispetto al passato, viene a mancare un intero turno di servizio, quello che garantisce la coperture di assenze legittime dovute a malattie brevi o imprevisti.
Questo l’allarme che lanciano Giancarla Casini (Fp Cgil Firenze) e Michele Tortorelli (responsabile Rsu Fp Cgil), preoccupati per gli effetti sul servizio e le condizioni dei lavoratori: “Aumentano i carichi di lavoro e ciò ha un effetto negativo sul fisico e sullo stress da lavoro correlato. I cittadini devono sapere cosa avviene in una delle realtà più importanti della Sanità toscana, dove è difficile garantire gli attuali servizi senza ricorrere a rientri forzati o a livelli più bassi di standard assistenziali, nonostante la grande professionalità di chi lavora.

Nel dettaglio, rispetto al 31 dicembre 2016, fra pensionamenti e trasferimenti il personale in azienda si è ridotto di circa 170 unità: negli ultimi anni, secondo il sindacato, si è assistito ad una riorganizzazione dei comparti in cui si è razionalizzato il più possibile, senza programmare piani di assunzioni, ma coprendo solo le necessità contingenti.
Per questo la Casini e Tortorelli chiedono alla Direzione che “i 170 lavoratori mancanti siano riassunti all’interno diun piano di investimenti che, dopo anni di tagli, inverta la tendenza sia per dare risposte ai bisogni di salute della cittadinanza sia per dare risposte ai lavoratori, che tanto hanno dato per sostenere i servizi, subendo trasformazioni organizzative, spesso anche all'ultimo momento, e che non riescono più a sostenere carichi di lavoro così importanti. Bisogna ripristinare il turnover, effettuare la sostituzione immediata delle lavoratrici in gravidanza o del personale in lunga malattia. Così non si può più andare avanti e senza risposte dalla Direzione ci riserviamo di effettuare iniziative di mobilitazione a fianco dei lavoratori”.

Oggi la questione è stata trattata in una conferenza stampa presso la Camera del lavoro di Firenze, dove hanno portato la loro testimonianza alcuni lavoratori di Careggi che hanno raccontato le criticità quotidiane della loro attività. Come Francesca, infermiera lì da 17 anni: “Il personale cala di numero ma posti letto e pazienti restano i soliti: i coordinatori sono in difficoltà per coprire i turni che diventano irregolari e noi abbiamo problemi ad organizzarci anche la vita privata in questa situazione”. Ha aggiunto Patrizia, fisioterapista: “Si va in pensione più tardi, il personale invecchia e aumentano le difficoltà di tanti lavoratori in certe mansioni nei reparti”. Le ha fatto eco Damiano, infermiere: “Se un collega non arriva a dare il cambio non è che puoi andartene, prima c’era il pool di sostituzioni e ora non più, si lavora fino a 12 ore di fila, così il sistema collassa”. Ha concluso Daniela, ex Oss in pensione da un mese: “Sui territori l’assistenza è calata, i pazienti arrivano tutti a Careggi ed è più complicato dare risposte”.

La Uil Fpl Careggi da tempo sottolinea all’amministrazione dell’ospedale carenze strutturali nella progettazione, nella programmazione e nella predisposizione di quelle minime misure di sicurezza a garanzia degli operatori e dei cittadini. "In particolare ci riferiamo al funzionamento del servizio di accoglienza, che attualmente non prevede per gli operatori alcuna preparazione preliminare e specifica sui percorsi sanitari da tenere in determinate situazioni che si possono creare in un ospedale. L’azienda, al contrario, ha pensato di sopperire a questa carenza con corsi - tenuti da appositi docenti - per insegnare agli operatori l’approccio e il comportamento da tenere verso un’utenza che, è bene ricordarlo, è talmente variegata che necessita di risposte precise e qualificate, non improvvisate né standardizzate.  Sul piano logistico le strutture non danno alcuna garanzia di sicurezza agli operatori che sono esposti a pericoli e rischi derivanti dalla mancanza di vetri di separazione, che in sede di trattativa con l’azienda abbiamo più volte chiesto per salvaguardare l’incolumità di chi lavora (spesso di notte prestano servizio donne). Ad oggi la nostra richiesta è caduta nel vuoto, e ci auguriamo che un domani non ci dovremmo trovare di fronte a qualche spiacevole episodio. Sarebbe gravissimo, visto che da parte dell’azienda sono stati ripetutamente ignorati i nostri allarmi su una situazione intollerabile. Questa denuncia, tra l’altro, segue quella fatta al CTO, risolta positivamente dopo i nostri appelli, per quanto riguarda la disposizione delle porte d’ ingresso. Come Uil Fpl pretendiamo che anche a Careggi l’amministrazione si disponga a trovare una soluzione per i settori dell’accoglienza che oggi risultano gravemente deficitari dal punto di vista della sicurezza. Nell’occasione denunciamo, inoltre, lo stato di degrado all interno di Careggi che ha da tempo superato qualunque livello di guardia. Come sa benissimo chi frequenta l’ospedale, durante tutto il giorno, a qualunque ora, assistiamo impotenti a persone dedite all’accattonaggio; la notte, invece, nei cortili interni dell’ospedale soggiornano i senza tetto senza alcuna garanzia o tutela per chi nell'ospedale ci lavora. A questa grave situazione, si aggiunge la cronica mancanza di personale infermieristico e ostetrico che opera in condizioni di precarietà negli organici e che quindi deve sopperire con le proprie forze a carichi di lavoro sempre più pesanti. Chiediamo all'azienda un incontro da tenersi quanto prima perché cittadini e lavoratori non possono più aspettare. Senza adeguate risposte siamo pronti alla mobilitazione".

Intanto a Figline chiude il Bar del Serristori. Problematiche di carattere contrattuale e gestionale oltre carenze di tipo strutturale e tra queste l’instabilità complessiva del pendio e i relativi lavori, a breve, di consolidamento dello stesso, hanno resa necessaria la chiusura del Bar interno al presidio ospedaliero Serristori.
Dal momento che la problematica era già all’attenzione dell’Azienda Sanitaria sono già stati previsti ristori alternativi, sia per i pazienti che per gli operatori.

Per quanto riguarda i pazienti ed i loro familiari sono presenti e diffusi all’interno della struttura sanitaria i distributori automatici di bevande (calde e fredde) e snack, che potranno essere eventualmente implementati se risulterà necessario. In particolare sarà garantito come sempre il servizio di ristoro dedicato ai donatori di sangue.

Per gli operatori è invece stato previsto un ampliamento dell’utilizzo del ticket restaurant attraverso nuove convenzioni, sia con gli esercizi commerciali, sia con una casa di cura privata, posti nelle immediate vicinanze dell’ospedale.

Sono inoltre in corso, e procederanno ad oltranza fino al pieno ripristino della funzionalità del sistema, i lavori sull’impianto di riscaldamento che è inattivo in alcune zone dell’ospedale. Non sono assolutamente interessate le aree di degenza ma l’intervento di riparazione è stato comunque immediatamente disposto al fine di evitare il più possibile disagi.

Redazione Nove da Firenze