Osmannoro fai da te: cercasi urbanizzazione

Una zona talmente funzionale da non essere mai stata studiata per servire i cittadini


Fabbriche, Magazzini all'ingrosso e Store ad altra concentrazione di pubblico, ma impossibili da raggiungere. Quando su Nove abbiamo affrontato il tema delle multinazionali a Firenze abbiamo scoperto che la prima richiesta da parte delle aziende è godere di una urbanizzazione funzionale questo per consentire a dipendenti, fornitori e clienti di poter raggiungere la sede Il minimo sindacale per poter decidere di investire sul territorio.

Firenze pronuncia spesso la parola "Osmannoro", si tratta della località industriale in periferia che sino agli anni '90 era rappresentata dalla semplice "casina rossa" che si trova ancora sulla rotonda verso Prato o Sesto Fiorentino.

Dopo l'ennesima segnalazione giunta a nove@nove.firenze.it  sulle difficoltà riscontrate nel raggiungere le aree che si aprono nel grande polo commerciale alla periferia di Firenze, abbiamo effettuato alcune prove.

Raggiungere l'Osmannoro in automobile, fatta eccezione per gli imbuti di traffico che si possono trovare da viale Belfiore, fino in via Baracca, ed ancora all'altezza della via Pratese non appare complicato. Assurdo sembra invece arrivare sulla grande rotonda  e capire che non ci sono uscite utili, se non percorrendo l'intero vialone sino alla prima svolta a sinistra che obbliga ad incrociare il traffico proveniente da Sesto Fiorentino.

Trattasi però di un lotto commerciale che invoglia i clienti a spostarsi anche con i mezzi pubblici da Santa Maria Novella. Alcuni si sono attrezzati con Navette private come Ikea, altri si affidano alla copertura di Ataf.

Abbiamo chiesto aiuto a Massimo Milli rappresentante della Faisa Cisal che ci ha indicato con dovizia di particolari le linee più utili per effettuare il percorso: 29 e 30 con rispettive lettere e diramazioni.

Non è stato difficile intercettare le linee, anche se il 29 ha una frequenza di passaggio da cometa di halley che farebbe desistere chiunque dall'attesa. 
Una volta abbandonato il mezzo per i pedoni inizia la caccia alle strisce pedonali.
Non sono previsti sottopassaggi, né si intravedono attraversamenti in prossimità della grande rotonda dedicata esclusivamente a far girare le autovetture.
Il primo attraversamento utile lo troviamo all'altezza della ditta Cavalli. Talmente distante che sarà necessario tornare indietro.

Per il rientro verso Santa Maria Novella, oltre ad attendere il solito 29 presso il capolinea nascosto tra gli uffici sul retro del grande magazzino di fai da te, è possibile intercettare il 30 effettuando nuovamente l'attraversamento del viale, e portandosi poi fin quasi al deposito Ataf, oppure si può cercare di raggiungere gli autobus in arrivo dalla Motorizzazione - Campi Bisenzio.
Per fare questo occorre infilarsi tra gli edifici camminando su percorsi non lastricati.
Si arriva così ad un distributore dal quale occorre prendere un sentiero nell'erba per raggiungere la fermata verso Campi oppure le strisce pedonali che però, dopo aver attraversato il viale extraurbano senza segnalazione semaforica, terminano sul guardrail.

Se volessimo chiudere ironicamente, in vista dello shopping natalizio saremmo portati a scrivere "Auguri", se non fosse che il rischio per i pedoni è talmente elevato da richiedere ben altro.

Per scongiurare errori domandiamo all'autista Ataf che conduce la Linea 30 se sia effettivamente così difficile raggiungere le fermate e dalle fermate i luoghi di interesse "E' un gran casino" risponde. "A vedere questo posto pare che sia ancora un campo aperto, senza nessun insediamento. Di urbano non c'è nulla".

Antonio Lenoci