Nuove regole per gli shoppers a pagamento

Necessario abilitare registratore di cassa (costo medio 20 Euro). Ministero: "Sì a sacchetti portati da casa, ma no al riuso"


Entra in vigore l'obbligo di utilizzare gli shopper compostabili a pagamento per l'acquisto di prodotti ortofrutticoli sfusi nei supermercati. Sembra che il prezzo medio dovrebbe attestarsi a 0,03 centesimi. Pur con un costo così esiguo si è scatenata l'ira di molti, finita inevitabilmente sui social media.

E mentre chi è a favore di azioni strutturali in favore dell'ambiente spende il proprio tempo a cercare di far ragionare i più riottosi, risolve tutto il Ministero della Salute che pochi minuti fa fa una parziale retromarcia che ha dell'incredibile. "No al riutilizzo dei sacchetti bio quando si acquista frutta e verdura al supermercato, ma sì all'impiego di buste monouso nuove che il cittadino può portare da casa, risparmiando". Questa la posizione ufficiale del ministero della Salute.

A tre giorni dall’entrata in vigore del provvedimento che ha suscitato grandi polemiche nei social come sugli organi di stampa locale e nazionale, si può provare a fare un primo bilancio di quanto si sta verificando nelle attività commerciali del territorio. “C’è sicuramente ancora molta confusione sul dispositivo, tra i consumatori come nelle imprese del settore, soprattutto quelle a conduzione familiare che fanno molta fatica, (nonostante la mole di informazioni che anche noi stiamo fornendo), a districarsi in una normativa tutt’altro che facile da comprendere”, commenta Daniele Guerrini, Presidente Fiesa Confesercenti. “Ecco perché avevamo chiesto, anche nelle scorse settimane, una proroga temporale per l’entrata in vigore della nuova normativa: occorreva più tempo per informare consumatori e imprese! (e comunque non è stato particolarmente opportuno, a nostro avviso, far entrare in vigore una norma che, per sua natura, va ad incidere sulle attività food durante le festività natalizie”)”, continua Guerrini. Intanto, in Piazza Pier Vettori e nelle restanti 17 sedi di Confesercenti città Metropolitana continuano ad arrivare le telefonate con le più disparate richieste di informazioni, ecco quelle più “gettonate”:

1) Obbligatorietà del pagamento relativamente alle caratteristiche delle borse

2) Entità e modalità di erogazione delle sanzioni

3) Risvolti fiscali del provvedimento e prezzo di vendita risultabile dallo scontrino.

Emerge anche che molti non erano a conoscenza della necessità di abilitare il registratore di cassa al nuovo obbligo normativo, cosa che naturalmente andava fatta entro lo scorso 1° Gennaio (costo medio 20 euro con IVA). “A tre giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, ormai il dado è tratto, conclude Guerrini, “data però la grande risonanza, anche mediatica e politica che ha avuto il provvedimento riterremmo opportuno che quanto prima il MISE procedesse, a convocare le associazioni di categoria per fare una prima valutazione sull’attuazione del provvedimento; come Presidente di Fiesa Confesercenti Firenze mi farà carico di sollecitare i nostri vertici nazionali sul tema”.

"Premesso che in Francia c'è già una legge approvata che vieta tutta la stoviglieria in plastica (produzione e vendita) a partire dal 2020, che anche in Italia noi stessi in AICS lavoriamo ad una PDL in tal direzione, e che quindi si tratta di una strada già delineata, dovremmo fermarci un attimo a riflettere sul nostro futuro e sul futuro dei nostri figli e parlare di numeri facili da comprendere prima di andare su tutte le furie" Così Andrea Nesi responsabile ambiente di AICS. "Anche ammesso che un utente utilizzi 10 sacchetti per 3 volte a settimana (un'enormità), il costo totale per 12 mesi sarebbe € 43 (10 sacchetti x 3 giorni a settimana x 4 settimane x 12 mesi = 1440 sacchetti x 0,03 cent = 43 euro). Però il contributo in favore dell'ambiente sarà di 1440 sacchetti di plastica in meno. Noi pensiamo che sia giusto procedere in tal direzione" Continua Nesi "Pochi minuti fa però, il ministero della salute rilancia con un comunicato che ha dell'assurdo. Potrete portare i sacchetti da casa ma devono essere compostabili e non utilizzati in precedenza, demandando al supermercato il controllo che i sacchetti siano appunto nuovi. Una vera assurdità che si ritorcerà contro chi l'ha messa in campo pensando forse più al 4 marzo che non all'ambiente ad alla nostra salute. Speriamo vivamente che non depotenzino questa lodevole iniziativa smentendo il comunicato o che provveda il Ministero dell'Ambiente a mettere il punto su questa ridicola iniziativa" Conclude Nesi.

Redazione Nove da Firenze