Nuova vita per Santa Orsola, festa in San Lorenzo

I fiorentini intravedono la fine di un percorso tortuoso fatto di idee e di aste, entrambe aride e deserte


FOTOGRAFIE — Firenze festeggia il co-patrono di San Giovanni Battista, San Lorenzo, e con l'occasione svela il progetto di recupero per quel buco nero che da anni assorbe gran parte della potenzialità attrattiva del centro storico.

Dopo il rilancio del Mercato Centrale, con il primo piano invaso dal tempio del food ed il piano terreno restituito al commercio ambulante, la redistribuzione degli stalli per il Mercato esterno conosciuto in tutto il mondo, restava da recuperare Sant'Orsola, il vecchio Convento abbandonato.

Dalle 16 alle 20 apertura straordinaria dell'ex Convento e alle 18 attesissimo Dario Nardella, Sindaco metropolitano, che illustrerà ai cittadini il futuro di quest'area: una piazza urbana di 17mila metri quadri e al tempo stesso un centro polivalente di attività culturali, accademia musicale, foresteria e altro ancora.

Come spesso accade ai contenitori dismessi per anni si sono susseguite ipotesi: scuola, caserma, museo di Pinocchio, area archeologica con biblioteca,  studentato, albergo con piscina e quanto di più culturale sfornasse la fantasia. Ma tutto senza soldi.  
Oggi la cordata di imprenditori capitanata da Andrea Bocelli ha incassato il benestare di Palazzo Medici Riccardi (Città Metropolitana - ex Provincia) e la ristrutturazione è pronta a partire sotto l'osservatorio della Soprintendenza che aveva già seguito gli scavi alla ricerca delle spoglie mortali di Lisa Gherardini del Giocondo, forse la Monna Lisa di Leonardo eseguiti dal Comitato per la salvaguardia dei beni culturali presieduto dal professor Silvano Vinceti
A lungo presente tra le antiche mura anche l'ex assessore provinciale Stefano Giorgetti che, dopo aver preso a cuore gli scavi, si trova oggi a seguire la rinascita ancora nei panni di assessore, ma a Palazzo Vecchio.

Nell'ex Convento che si apre accanto alla via Taddea dov'è la casa natale di Carlo Lorenzini, il Collodi autore di Pinocchio, saranno allestiti tre spazi, con schermi e sedie, dove oltre a partecipare all'incontro con il Sindaco e con la consigliera delegata al Patrimonio Benedetta Albanese, si potrà accedere a informazioni video sul recupero dell'immobile. 

Per l'occasione sarà anche lanciato un sito web della Metrocittà che come un work in progress oltre a offrire le informazioni storiche e di progetto sull'ex convento, registrerà tutti i passaggi legati alla valorizzazione dell'edificio.
La Città Metropolitana di Firenze, infatti, ha valutato positivamente il progetto e l'offerta economica presentata da un gruppo composto dalla mandataria 'Property Finance e Partners spa di Firenze' e, come mandanti, da Almud Edizioni Musicale srl di Cascina, Sire spa di Firenze, Giulio Tanini spa di Firenze, Gervasi Spa di Firenze, Procogen srl di Impruneta, Gefat srl di Poggibonsi, Tanzini Quintilio e Figlio sas di Poggibonsi, Sant’Ilario srl di Poggibonsi, Bch srl di Firenze.

Dopo il placet della Commissione tecnica, si attende il parere della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici. Quindi si prevede un periodo di sei anni per portare a compimento la valorizzazione di Sant'Orsola.
Tutti i presenti saranno poi invitati a partecipare alla festa che si terrà in piazza San Lorenzo.

Per Santorsolaproject, Emanuele Salerno dichiara: “Soddisfatti che l’obiettivo della valorizzazione del Sant’Orsola sia entrato tra le priorità dell’agenda politica della città a seguito della mobilitazione civica di questi anni, ora chiediamo che il primo cittadino, il Sindaco Dario Nardella, attivi i provvedimenti necessari per promuovere la trasparenza del processo e garantire l’interesse pubblico. Auspichiamo che il recupero divenga un modello per la rigenerazione partecipata dei ‘vuoti urbani’ e per le azioni strategiche del Comune e della Città Metropolitana di Firenze”.

Emanuele Salerno è membro del gruppo di residenti ed esperti di rigenerazione urbanistica partecipata che da quattro anni, assieme a una rete di numerose associazioni e soggetti del territorio, propone iniziative per la valorizzazione degli spazi pubblici del rione San Lorenzo e per la riqualificazione dell’immobile pubblico ex Convento di Sant’Orsola, al centro dell’area della città di Firenze, riconosciuta come patrimonio mondiale e tutelata dall’Unesco. Recentemente ha presentato sei linee d’indirizzo, un “foglio di istruzioni per aprire la scatola” del Sant’Orsola affinché il progetto di recupero del complesso si inserisca in modo efficace e sinergico nella rete economica e sociale del rione San Lorenzo e venga garantito l’interesse pubblico.

Specifica Emanuele Salerno: "Considerato che la valorizzazione del Sant’Orsola è senza dubbio il più importante processo di rigenerazione di un immobile pubblico nel centro storico tutelato dall’Unesco degli ultimi tre decenni, riteniamo necessario che l’Amministrazione e le risorse intellettuali ed economiche della città intervengano attivamente nel dibattito pubblico in corso per garantire l’interesse pubblico della riqualificazione del complesso. A questo fine il nostro contributo individua sei dimensioni fondamentali: cooperazione, porosità, partecipazione, integrazione, risarcimento e memorie. In particolare, all’Amministrazione chiediamo l’adozione delle misure amministrative idonee a garantire due obiettivi strategici: 1) l’implementazione di una strategia di recupero che individui usi e funzioni, oltre quelle già definite nella proposta del gruppo intorno a Bocelli, coerenti con le caratteristiche e le esigenze del tessuto urbano e sociale; 2) il conferimento al recupero dell’ex Convento delle caratteristiche di un progetto pilota per la riqualificazione partecipata dei ‘vuoti urbani’ della città.”

Il consigliere comunale Tommaso Grassi dichiara: "Oggi Nardella ripercorrerà la strada del suo predecessore che fin da quando era in Provincia ogni 10 agosto prometteva alla cittadinanza mirabolanti soluzioni per il complesso di Sant'Orsola: dai 35 milioni, mai stati a bilancio, ma così tanto sventolati nel 2008 ai giorni d'oggi che si annuncia l'imminente avvio dei cantieri per i prossimi 6 anni di lavori dimenticandosi che la commissione tecnica ha sollevato dubbi sull'interesse pubblico dell'operazione. Ma Nardella legge quello che viene deciso dalla Città metropolitana oppure vuol continuare a raccontare favole? La commissione della Città metropolitana è chiara nell'evidenziare, rinviando al Consiglio comunale la responsabilità politica e amministrativa di dichiarare l'interesse pubblico sul progetto presentato dal raggruppamento di società riunite attorno alla figura di Andrea Bocelli. Ma nel lungo travaglio dell'analisi della documentazione la commissione evidenzia almeno altri tre punti di criticità e che potrebbero essere oggetto di future contestazioni da parte degli altri partecipanti o arrecare grattacapi qualora fosse sollevato il caso di fronte ad altre autorità: dalla modifica completa del piano economico finanziario che è stato completamente riscritto insieme al via libera delle banche e all'evidente disallineamento con la relazione illustrativa, dalla fuoriuscita dal raggruppamento delle società dell'ATI dopo l'indagine sulle 'mazzette' in cui era coinvolto il Presidente della società SIRE srl. Tutte questioni su cui la Commissione ha soccorso l'ATI pur di non dichiarare fallita anche questa procedura."

Prosegue Grassi: "Nei verbali si può leggere che 'la proposta presentata dal Raggruppamento non soddisfa pienamente il requisito della funzione pubblica così come previsto dalle norme urbanistiche vigenti e che tale requisito potrebbe trovare soluzione con la presentazione di un progetto unitario al Comune di Firenze'. Ci pare di vedere che anche la commissione ha molti dubbi sulla procedura che vedrà 'regalare' il complesso per attività private che non avranno ritorno per la collettività e che priveranno della possibilità di dare spazi pubblici alla zona di San Lorenzo, che soffre da anni l'abbandono di quell'edificio. Certo, però il passare degli anni, le promesse vane della politica non può portarci ad accettare un qualsiasi progetto pur di riaprire il complesso di Sant'Orsola."

Conclude poi l'esponente di Sinistra Italiana: "Inoltre, dai verbali si apprende che, manca anche il parere della Sovrintendenza che potrebbe imporre prescrizioni troppo onerose o non realizzabili e non compatibili con le funzioni che il privato ha ipotizzato per Sant'Orsola: ma crediamo che il punto più delicato sia quello della compatibilità urbanistica delle funzioni previste nel complesso di Sant'Orsola con la necessaria e auspicabile forte vocazione di interesse pubblico. Si dà per scontato, da parte di Nardella e company, che il Consiglio comunale approverà qualsiasi variante pur di vedere partire i lavori? E siamo sicuri che di fronte ad obiezioni ben motivate, qualcuno non arriverà ad imporre al Comune uno stop per aver forzato le norme vigenti? Dovesse proseguire questo intervento sarebbe l'esempio di come ormai l'ente pubblico non governa più la pianificazione e la programmazione ma delega completamente, agli appetiti sul territorio, la decisione politica e amministrativa e la politica è così succube ad essere disponibile ad assumersi il rischio di cambiare norme e regole a piacimento dell'interesse privato. Quello che ci chiediamo è se possa farlo, peraltro così spudoratamente senza che intervenga la magistratura."

"Brucia la novità di uno spazio che sarà restituito a nuova vita. Segua pure il suo copione" così Benedetta Albanese, consigliera della Città Metropolitana delegata al Patrimonio, replica al consigliere comunale di Palazzo Vecchio Tommaso Grassi.
"Presentiamo oggi alla cittadinanza un progetto che ha la caratteristiche che abbiamo richiesto. Grassi non dice nulla di nuovo. Ogni aspetto è stato valutato da chi di competenza ed è sotto osservazione. Forse brucia a qualcuno, che insegue un'inconcludenza fatta di parole e aggressività senza costrutto, la novità di uno spazio restituito a nuova vita grazie all'impegno della Città Metropolitana. Noi ci concentriamo su questo fatto insieme ai cittadini che hanno a cuore la loro città. Grassi segua pure il suo solito copione".

Redazione Nove da Firenze