Nel Chianti lunga vita: oltre venti i centenari presenti

Longevità nel Chianti. La ricetta del buon vivere? Olio d’oliva e movimento


L’amore per la terra, la cucina casalinga, la coltivazione e il consumo di prodotti genuini sono sinonimo di longevità. Il valore della filiera corta si è rivelato nel tempo la ricetta giusta del buon vivere. È quanto hanno confermato i diciotto anni di attività, studio e ricerca portati avanti dall’équipe di medici americani e italiani nell’ambito del progetto InChianti, sostenuto dal National Institute of Aging di Bethesda negli Stati Uniti in collaborazione con i Comuni di Greve in Chianti e Bagno a Ripoli. Oggi gli oltre venti centenari, uomini e donne presenti nel Chianti, con una prevalenza del gentil sesso residenti a Greve, San Casciano, Tavarnelle, Barberino, sono i testimoni migliori di questo stretto legame che mette in relazione qualità della vita e buon invecchiamento. Alcuni dei 400 anziani che oggi continuano ad essere monitorati dal team di medici riferiscono che è merito dell’aria ‘buona’ che si respira tra le nostre colline, altri sostengono che l’elisir di lunga vita è assicurato dalla qualità e dalla genuinità di ciò che si mangia e “se è sono prodotti dell’orto di casa o della piccola uliveta di proprietà ancora meglio”.

L’olio extra vergine di oliva, la qualità dell’ambiente, la cucina mediterranea, il consumo delle produzioni locali sono riconosciuti come elementi che favoriscono il prolungamento della vita. “Il valore di questo progetto - commenta il sindaco Paolo Sottani – che contiene il maggior numero di informazioni a livello europeo è ampio e mirato in quanto approfondisce dal punto di vista scientifico i dati riguardanti la longevità degli abitanti, parametro che risulta superiore a quella di altre zone d’Italia e d’Europa. Un modello virtuoso legato anche ai livelli raggiunti nel Chianti sul piano della qualità della vita, dell'aria e dell’alimentazione incentrata sulla dieta mediterranea e sul consumo di olio di oliva che tutela l'organismo dall'insorgere di molte patologie relative all’età avanzata”.

Ideata e promossa dal gerontologo Luigi Ferrucci, la ricerca InChianti ha analizzato i processi di invecchiamento della popolazione residente nel Chianti. Stefania Bandinelli è il medico responsabile del progetto, finanziato integralmente dal National Institute of Aging di Bethesda in collaborazione con l'Azienda Sanitaria Fiorentina. “I dati emersi dallo studio – aggiunge il sindaco - ci invitano a promuovere la produzione di prodotti naturali e a coinvolgere le aziende del nostro territorio, che già mostrano una spiccata sensibilità, a muoversi in tale direzione, il mio ringraziamento va alla dottoressa Bandinelli, al suo staff e al National Institute of Aging di Bethesda".

Anche il medico Marco Colpo che sta seguendo il quinto follow up del progetto InChianti, al momento in corso, rileva che “la longevità è legata alla salute psicofisica ed è un risultato algebrico di vari fattori tra cui lo stile di vita, le abitudini e l’alimentazione che deve essere sobria e regolare e ricorrere a cibi di qualità e non in quantità eccessive, altro fattore importante è il movimento”. Uno degli strumenti più innovativi, legato allo sviluppo del progetto, è l'utilizzo di un cellulare android, caratterizzato da particolari sensori applicato allo studio della popolazione anziana. Una cintura che viene indossata dall'anziano per una settimana rileva i movimenti, calcolati attraverso l'accellerometro, il giroscopio e il magnetometro. Il primo definisce i movimenti lineari, il secondo quelli angolari. Dallo studio, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Elettronica dell’Università di Bologna, è emerso che la maggior parte delle cadute avviene in ambienti domestici (54,8 per cento), soprattutto nella camera da letto, in cucina e in bagno. Il momento più critico al mattino e la maggior parte degli episodi avviene in avanti (38 per cento), indietro (32 per cento).

Redazione Nove da Firenze