Muoversi, Firenze spera nella Tramvia e nelle Biciclette

Il Piano strategico verso la Città Metropolitana del 2030: come possiamo migliorare


Firenze è lenta, occorre in media un'ora per coprire una distanza di 5,5 km come si evince dallo studio al quale hanno collaborato le Ferrovie. Questo il concetto di slow city?
Mentre i fiorentini iniziano a familiarizzare con Mobike cercando attraverso la App ed il Gps le biciclette disponibili, e non mancando di segnalare quelle abbandonate nei luoghi più inconsueti, resta alta l'attenzione e l'apprensione su quelle che saranno le scelte di riorganizzazione del trasporto pubblico con l'arrivo della Linea 2 e Linea 3 della Tramvia.

Il nodo di Santa Maria Novella, oggi fulcro del trasporto locale, è destinato ad essere stravolto dai nuovi flussi, lo stesso accadrà quando entrerà a regime la Stazione Foster con il nuovo Hub di interscambio tra ferro e gomma.
Previsto nelle prossime ore il primo faccia a faccia tra gli addetti ai lavori per ridisegnare le traiettorie urbane ed extraurbane che punteranno ad offrire nuovi servizi presso le fermate Aeroporto SMN e Careggi SMN ma anche ad allontanare i mezzi turistici da viale Montelungo e dunque dalla Fortezza da Basso.

Lo studio di 'The European House - Ambrosetti' sulla mobilità nelle Città Metropolitane "conforta il cantiere aperto dalla Metrocittà di Firenze per realizzare il suo Piano strategico entro il 2030" commenta Andrea Ceccarelli, consigliere della Città Metropolitana delegato alle Infrastrutture che interviene sullo studio, condotto in collaborazione con Fs Italiane e presentato a Cernobbio.

Lo studio evidenzia come chi utilizza il mezzo pubblico nella Città Metropolitana di Firenze impiega in media il doppio del tempo che a Parigi, Madrid, Berlino o Londra: 61 minuti per coprire solo 5 chilometri e mezzo.

La Metrocittà di Firenze si collocherebbe al quinto posto sulla classifica delle 14 nazionali secondo l'«Urban Mobility Index» dopo quelle di Milano, Torino, Venezia e Genova.
Esisterebbe un margine di miglioramento per un'inversione di tendenza nell'arco di tre-cinque anni ma si fonda su tre pilastri: la creazione di un solido sistema di infrastrutture di trasporto urbano su rete fissa e la forte integrazione modale correlata a un'efficace pianificazione urbanistica.

Una soluzione fattibile? "E' proprio quello che stiamo facendo - sottolinea Ceccarelli - Il Comune di Firenze sta portando avanti la Tramvia che cambierà decisamente la mobilità nel territorio non solo su Firenze, tenendo conto che essa raggiungerà Campi Bisenzio a nord-ovest e il Chianti a Bagno a Ripoli. L'intesa siglata con Regione Toscana e Comuni di Firenze, Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Scandicci e Sesto Fiorentino per il prolungamento delle linee della tramvia individua la Città Metropolitana come coordinatrice dell'attivita di progettazione".

"Al tempo stesso la Città Metropolitana - aggiunge il Direttore Generale Pietro Rubellini - approvato il Piano strategico 'Rinascimento metropolitano', sta concretizzando le linee di accessibilità universale che riassumo in sintesi: per uno spostamento efficiente e differenziato si sta attuando una serie di interventi di integrazione ed interscambio tra mobilità privata e pubblica. Saranno create le superstrade ciclabili attraverso la ricucitura della rete ciclabile intercomunale, che rappresenta una delle priorità per incoraggiare gli spostamenti in bicicletta su scala metropolitana sia per i turisti che per i cittadini. Il 21 settembre la Città Metropolitana parteciperà alla Settimana europea della Mobilità proprio su questo tema, evidenziando l'impatto positivo del progetto - e i relativi interventi - approvato con il bando periferie come anche del Patto per Firenze, con finanziamenti del Governo per diversi milioni di euro".

Nei piani ci sarebbe "La ciclo-superstrada Firenze - Sesto Fiorentino - Prato è concepita come primo progetto di una rete di percorsi dedicati aperta al territorio metropolitano (ad esempio a Sud di Firenze, verso Bagno a Ripoli).
Saranno realizzati più Nodi Intermodali, cioè punti di scambio della mobilità metropolitana, in cui convergono più infrastrutture trasportistiche e dove è possibile in modo veloce ed immediato passare da un mezzo di trasporto ad un altro (aereo/ treno/ tram/ autobus/ auto/ bici/ piedi)"

Inoltre "Con il Piano strategico si innalza l'offerta digitale al cittadino per favorirne gli spostamenti, con una reale integrazione dei sistemi di mobilità metropolitana tra le diverse società che gestiscono i servizi a livello locale, la copertura estesa della banda larga, la realizzazione della Sentient City Control Room, un aggregatore di big data a livello metropolitano".

Redazione Nove da Firenze