Mps, bond subordinati e azioni in borsa: consigli di Aduc

Terminano domani i 10 mesi di sospensione: come si comporteranno i titoli sul mercato?


 Domani, 25 ottobre, gli strumenti emessi e/o garantiti da Banca Mps torneranno ad essere negoziati dopo dieci mesi di sospensione. Le azioni, in particolare, vedranno i primi prezzi dopo l'intervento dello Stato sotto forma di ricapitalizzazione precauzionale con conseguente conversione delle obbligazioni subordinate in capitale sociale.

Giuseppe D’Orta, responsabile Aduc Tutela del Risparmio spiega "Le stime, basate sull'asta dei credit default swap (una specie di assicurazione sul fallimento) sui bond subordinati del mese scorso vedono un prezzo di 4,5-5,0 euro per azione. Un valore che sostanzialmente dimezza il prezzo di 8,65 cui sono state assegnate le azioni dei bond subordinati. Ci perde anche lo Stato che si è visto assegnare le azioni sottoscritte a 6,49"

Cosa fare? "I portatori di obbligazioni subordinate sanno da tempo di trovarsi a - 50% o giù di lì, ma adesso arriva l'assai poco simpatico momento in cui lo vedranno materialmente.
Il nostro suggerimento per il comune risparmiatore che si è visto assegnare le azioni in cambio dei bond subordinati è quello di vendere".

I motivi sarebbero diversi "I portatori dei bond subordinati quasi sempre comuni risparmiatori, spessissimo clienti del Mps, i quali credevano di detenere normali obbligazioni della banca, non hanno le capacità, tecniche e personali, per maneggiare azioni. Se si è comuni risparmiatori, e ci si trova per le mani uno strumento che non si conosce, occorre liberarsene immediatamente. Ciò al di là di qualsiasi altra considerazione.
 I bondholder stanno soffrendo da molto tempo, e vendere le azioni rappresenta un primo passo -seppur doloroso- verso la soluzione del problema.
Nel caso in cui le azioni scendessero ancora di prezzo in futuro, l'ulteriore perdita di valore non sarebbe riconosciuta in giudizio perché la scelta di mantenerle in portafoglio è stata del risparmiatore, e non è conseguenza diretta della conversione del bond in capitale.
Ancora, nel caso in cui le azioni scendessero ancora, persone non abituate a maneggiarle e incapaci di venderle a - 50% circa non le venderebbero mai più".
 
Se poi risalgono? "A parte il fatto che per compensare una perdita del 50% occorre un rialzo del 100%, il comune risparmiatore non è in grado di sopportare perdite come quelle di cui stiamo parlando, per importo e per tipologia. Si corre pertanto il serio rischio di vendere al primo rialzo che porta il titolo "in verde". Infine, ma non meno importante: la strada per rifarsi passa per quasi tutti per i ricorsi all'Acf Consob ed eventualmente per le cause vere e proprie. Da quando è esploso il caso abbiamo analizzato un'enorme quantità di documenti sottoposti da numerosissimi clienti, e possiamo affermare che nella stragrande maggioranza dei casi ci sono i presupposti per ricorrere".

"Se si è invece investitori abbastanza esperti e magari si sono acquistati i bond ad un prezzo molto sotto la parità, si possono fare ragionamenti diversi".

Cosa accade alle azioni derivanti dalla conversione del bond cosiddetto "Antonveneta"? "Il prospetto contiene anche i dettagli dell'offerta sulle azioni derivanti dal bond "Antonveneta", che avrà inizio alle 8,30 del 30 ottobre e terminerà alle 16,30 del 17 novembre. Le azioni concambiate dal bond Antonveneta hanno codice IT0005276776 ma si possono liberamente vendere. In tal caso assumono automaticamente il codice IT0005218752 delle normali azioni Mps. La vendita può interessare coloro i quali non posseggono i requisiti per aderire all'offerta".

 Aduc mette a disposizione un servizio di assistenza specifico per gli azionisti e gli obbligazionisti Mps.
Per maggiori informazioni o assistenza, gli interessati possono contattare Aduc tramite il canale Investire Informati oppure nelle sedi di
- Firenze (sede nazionale): investire@aduc.it
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Redazione Nove da Firenze