Mps: bond subordinati convertiti in azioni

Popolare Vicenza e Veneto Banca: come ricevere l'indennizzo per i bond subordinati


I decreti del ministero dell’Economia e delle Finanze emanati il 28 luglio hanno attuato quanto previsto dall'articolo 23, comma 3, del Decreto Legge 237 del 2016 convertito nella Legge 15 del 17 febbraio scorso "Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio". Il 10 agosto è poi giunto il via libera definitivo della Banca Centrale Europea e le obbligazioni subordinate di Banca Mps sono state convertite in azioni ordinarie di nuova emissione, con i rapporti di conversione indicati nel decreto di dicembre 2016. bond "Fresh" è stato convertito al 18%, i tre bond "Tier 1" al 75% mentre tutti bond "Tier 2" sono stati convertiti al 100% senza distinguere tra le sei emissioni "Lower Tier 2" e il maggiormente subordinato bond "Upper Tier 2" a tasso variabile scadenza 2018, codice IT0004352586 emesso nel 2008 per finanziare l'acquisto di Antonveneta e collocato al pubblico al dettaglio, a differenza delle altre emissioni destinate inizialmente ai soli investitori istituzionali. Le azioni emesse per la conversione hanno un valore stabilito in 8,65 euro (6,49 euro invece quelle riservate al Ministero dell'Economia) ed hanno un codice Isin provvisorio IT0005276768 che diventerà IT0005218752, ossia quello delle normali azioni Mps, quando sarà pubblicato il prospetto informativo per la quotazione. Le azioni date in cambio al bond "Antonveneta" hanno invece codice provvisorio IT0005276776 perché il bond sarà oggetto dell'offerta di ristoro.

"Se le azioni derivanti dalla conversione del bond Upper Tier 2 saranno trasferite al di fuori della transazione -spiega Giuseppe D'Orta, consulente dell'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori- acquisiranno automaticamente il codice Isin IT0005276768 oppure IT0005218752, a seconda se il trasferimento avverrà prima oppure dopo la pubblicazione del prospetto informativo. La pubblicazione del prospetto informativo, con l'offerta di ristoro per il bond Antonveneta ed il ritorno alla quotazione di tutti gli strumenti finanziari emessi o garantiti da Banca Mps, è prevista per l'autunno. L'articolo 19, comma 2, lettera a) del Decreto Legge prevede che il ristoro venga erogato ai soli titoli per la cui offerta sussisteva obbligo di pubblicare un prospetto. L'unica emissione dotata di un prospetto informativo in italiano approvato dalla Consob è quella cosiddetta Antonveneta. Le modalità precise saranno comunicate in autunno, è facile prevedere che il nominale delle obbligazioni sarà decurtato dall'importo delle cedole nel tempo erogate. Per il bond Antonveneta ciò si risolverebbe in un calo di valore pari a 32,2795, importo che porterebbe il valore-base di conversione dal nominale di 100 a 67,7205. Inoltre, come per le subordinate delle altre banche fallite, potrebbe essere presa in considerazione anche l'eventuale differenza positiva tra il rendimento del bond e il rendimento di un titolo di Stato a tasso variabile (CCT, quindi) in corso di emissione di durata finanziaria equivalente. Occorre quindi attendere ancora, almeno per i possessori dell'unico bond oggetto dell'offerta di ristoro. I portatori delle altre emissioni, invece, fanno bene a non perdere tempo e valutare se ci sono i presupposti per rivalersi nei confronti della banca che ha negoziato i titoli".

E' stato pubblicato il regolamento che disciplina l'accesso all'indennizzo forfettario per i possessori di bond subordinati di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. I possessori di bond subordinati delle due ex popolari venete possono presentare istanza al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che gestisce le pratiche, entro il 30 settembre. E' facile ipotizzare che il termine sarà prorogato, come avvenuto per le richieste riguardanti i titoli subordinati delle quattro banche finite in risoluzione nel novembre del 2015. Nel frequente caso di titoli cointestati, la domanda deve essere presentata da tutti i cointestatari che siano in possesso dei requisiti sopra indicati. E' possibile presentare un'unica istanza da parte di uno dei cointestatari se corredata di apposita delega. Il rimborso per gli aventi diritto è pari all'80% cui Intesa Sanpaolo aggiunge di suo (si fa per dire, dato che ha ricevuto in regalo le due banche da parte dei contribuenti) un ulteriore 20%. La percentuale viene calcolata su un valore pari al corrispettivo pagato per l’acquisto degli strumenti finanziari subordinati al netto degli oneri e delle spese direttamente connessi all'acquisto e della differenza, se positiva, tra il rendimento degli strumenti finanziari subordinati e il rendimento di mercato di un BTP in corso di emissione di durata finanziaria equivalente oppure il rendimento ricavato tramite interpolazione lineare di BTP in corso di emissione aventi durata finanziaria più vicina.
"Il ristoro è destinato alle sole persone fisiche, agli imprenditori individuali e agricoli ed ai coltivatori diretti. E' esteso ai loro eredi o coniugi, conviventi more uxorio e parenti entro il secondo grado che abbiano i bond per trasferimenti tra vivi -spiega Anna D'Antuono, legale consulente dell'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori- L'acquisto o sottoscrizione dei bond deve essere stato effettuato entro il 12 giugno 2014, data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue della Direttiva "Brrd" sui salvataggi bancari. L'acquisto deve essere avvenuto nell’ambito di un rapporto negoziale diretto dell’investitore con una delle due banche emittenti. Sono quindi esclusi tutti gli obbligazionisti che hanno sottoscritto oppure comprato i titoli presso altri intermediari, incluse le banche che facevano parte dei due gruppi Veneto Banca e Popolare Vicenza. Sono anche esclusi gli acquisti effettuati sul mercato mediante le due banche, quando queste hanno agito solo da intermediari. I titoli devono essere stati posseduti alla data del 25 giugno 2017. Ci sono poi dei parametri di natura patrimoniale oppure reddituale da rispettare. Essi sono:

- Essere in possesso di un patrimonio mobiliare al 31 dicembre 2015 inferiore a centomila euro, escluso il valore dei titoli azzerati
oppure
- Disporre di un reddito complessivo ai fini Irpef anno 2014 (dichiarazione del 2015) inferiore a trentacinquemila euro.

E' sufficiente rispettare uno soltanto dei due parametri, non per forza entrambi".

Redazione Nove da Firenze