MPS, Banca Etruria e le banche venete: cosa non ha funzionato nei controlli delle authority?

Inchiesta di Plus24, il settimanale di risparmio, finanza ed educazione finanziaria del Sole 24 Ore in edicola sabato 8 luglio. Il Comitato Azzerati dal Salva-Banche a confronto con Ubi. Cenni (Pd): “Bene il piano, ora guardiamo al futuro della Banca del Monte”


Perché Monte dei Paschi di Siena, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, ma anche Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti hanno potuto devastare i risparmi di centinaia di migliaia di famiglie italiane? Cosa non ha funzionato nei meccanismi di controllo e di vigilanza interni ed esterni? Il ministero dell’Economia, Banca d’Italia e Consob hanno davvero realizzato il loro mandato costituzionale di salvaguardare l’esercizio del credito e tutelare il risparmio? Possono evitare di rispondere dei danni causati dalle loro inefficienze? E davvero Gianni Zonin e Vicenzo Consoli, insieme ad amministratori sindaci e revisori delle due banche venete andate in liquidazione coatta amministrativa domenica 25 giugno, potrebbero non essere chiamati a rispondere penalmente della gestione irregolare della Vicenza e di Veneto Banca? Oppure ci sono strumenti giuridici per fare emergere le loro responsabilità verso centinaia di migliaia di azionisti e di obbligazionisti subordinati “azzerati”? E perché mentre negli Usa gli amministratori d’azienda che commettono reati da “colletti bianchi” pagano con decine di anni di carcere in Italia riescono sistematicamente a farla franca o a vedere slittare di anni pene bagatellari rispetto ai danni procurati? Le risposte a queste e ad altre domande dei lettori sono nell’inchiesta “Fuori controllo”, il tema di copertina di Plus24, il settimanale di risparmio, finanza ed educazione finanziaria del sabato del Sole 24 Ore in edicola sabato 8 luglio.

È stato finalmente fissato l’incontro, facilitato da Banca d’Italia, tra i risparmiatori Azzerati dal Salva-Banche e il gruppo Ubi. Ubi, che si aggiudicata al valore di 1 euro le 3 banche poste in risoluzione dal Governo nel novembre del 2015 e che ha determinato il sacrificio dei risparmi di oltre 130 mila famiglie italiane della vecchia Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti, potrà finalmente dimostrare le sue reali intenzioni su come intenda riallacciare i rapporti con il territorio e i suoi risparmiatori. L’appuntamento è fissato per martedì 11 luglio alle ore 15:30 presso la sede principale della Nuova Banca Etruria Gruppo Ubi ad Arezzo, in Via Calamandrei.

“L'approvazione del piano di ristrutturazione di Banca Monte dei Paschi di Siena è un buon segnale per il futuro e la messa in sicurezza dell’istituto bancario senese. In questi mesi va riconosciuto il grande impegno del Governo e del Mef che si sono spesi per garantire la tenuta dell’intero sistema bancario. L’aiuto di Stato è positivo solo se sarà lo strumento per il recupero della piena autonomia dell’attività Banca e della sua capacità di stare sui mercati e di alimentare lo sviluppo dei territori. Le priorità, sul breve e lungo periodo, rimangono la tutela dei lavoratori e dei risparmiatori che hanno pagato prezzi molto pesanti. L’auspicio adesso è che si possa veramente essere davanti a una ripartenza che consenta di riavviare un cammino industriale, economico e finanziario solido e competitivo, dove Mps possa tornare a essere banca solida e punto di riferimento anche a sostegno dello sviluppo della comunità e del Paese. Di pari passo sarà importante il lavoro della commissione d’inchiesta che mi auguro, nonostante il poco tempo a disposizione dovuto a una nomina a fine della legislatura, possa approfondire le responsabilità e chiarire tutti i passaggi delle passate gestioni”. Con queste parole Susanna Cenni, parlamentare del Pd alla Camera, commenta l'approvazione da parte della UE del piano di ristrutturazione presentato da Banca Mps.

Redazione Nove da Firenze