Campagna elettorale: il caso Massoneria in Toscana è un boomerang per il Movimento 5 Stelle

Il M5S prende le distanze, ma sui Social esplode la polemica sulle candidature


 Brucia ancora l'esito delle Parlamentarie in Toscana e l'occasione per tornare sull'argomento la offre il caso Massoneria. Sui Social gli attivisti criticano i selezionatori più dei selezionati.

Il consigliere regionale Giacomo Giannarelli interviene sul caso dei candidati espulsi dal Movimento "Bruno Azzerboni candidato in Calabria e Piero Landi in Toscana al momento della sottoscrizione della candidatura non hanno detto la verità e non ci hanno informato di far parte di una loggia massonica. Per questa ragione non possono stare nel Movimento 5 Stelle e sempre per questo motivo gli sarà richiesto di rinunciare al seggio. Li inibiamo dall'utilizzo del simbolo e ci riserviamo di agire nelle opportune sedi al fine di risarcire eventuali danni di immagine cagionati al MoVimento 5 Stelle".

Quel che accade sul profilo dell'esponente pentastellato è pero l'apertura di una polemica sulle scelte dei candidati da presentare al popolo elettorale.

A guidare gli interventi un attivista fiorentino, impegnato da anni nel Movimento e tra i primi protagonisti dei gruppi nati sull'onda dei Meet-up di Beppe Grillo, Paolo Chiarini.
Chiarini, tra coloro che si sono presentati con curriculum e video alle Parlamentarie non trovandosi poi tra i candidabili, commenta "Anche molti attivisti chiederanno i danni a coloro responsabili della situazione Toscana. Mentre i referenti erano intenti a fare una illecita selezione preventiva per le Parlamentarie "ad personam" in quanto non prevista nei regolamenti, inserivano persone negli uninominali senza rispettare il Regolamento per le candidature. Tutto ciò senza dare una minima risposta e trasparenza verso i militanti e l'opinione pubblica e quindi contravvenendo il nostro Codice Etico. Perché chi ha apportato ingerenze nelle candidature non si è impegnato a fare le verifiche preventive? Chi ha scelto le persone inserite negli uninominali e non ha controllato i requisiti è Lui il primo responsabile! ..I danni di immagine cagionati al MoVimento 5 Stelle provengono dagli stessi Portavoce che hanno gestito la situazione, per cui confrontatevi fra di Voi e date spiegazioni pubbliche perché il nemico non sempre è solo fuori ma spesso si può trovare proprio all'interno".

Altri commenti sono di eguale tono "Io, la richiesta di risarcimento la farei a chi l'ha scelto senza rivolgersi agli attivisti della zona. Ne sa qualcosa, Giannarelli?" oppure "Vorrei sapere chi ha fatto le “scremature” in Toscana e chi ha garantito per la candidatura di questa persona e delle altre scelte direttamente da chi ancora non si sa".

Redazione Nove da Firenze