Moschea e Ramadan a Scandicci, incontro dei vertici PD a Firenze

​Il segretario PD metropolitano di Firenze Fabio Incatasciato ha convocato questa mattina un incontro col Gruppo Pd del consiglio metropolitano in Palazzo Medici Riccardi


Sono oltre 25mila i fedeli presenti nell'area metropolitana fiorentina, trovare uno o più luoghi da destinare ad adeguati centri di culto è una priorità.
Il Partito Democratico ha fatto il punto sulla vicenda della Moschea a Firenze, anche alla luce della discussione avvenuta nell’ultimo mese in merito alla possibilità di collocare il centro di preghiera all’interno della ex caserma Gonzaga per il prossimo periodo del Ramadan.
Il sindaco Nardella, tutti i membri del gruppo, i sindaci di Bagno a Ripoli, Impruneta, Signa, Lastra a Signa, i cinque Presidenti di Quartiere, il Segretario cittadino del PD Massimiliano Piccioli e quello di Scandicci Fausto Merlotti, ed anche il sindaco di Calenzano, Alessio Biagioli, consigliere metropolitano e ora in MdP hanno risposto all'appello dell'ex sindaco di Fiesole oggi coordinatore Fabio Incatasciato.

L’incontro avrebbe permesso di chiarire diverse posizioni tra i Sindaci e di condividere un'unica linea di lavoro in futuro su un tema così importante nei rapporti tra la comunità islamica e la Città metropolitana.

"Si è ritenuto primario - avverte il PD -  l’impegno di tutti i territori affinché nei prossimi mesi sia affiancata la comunità islamica nell’individuazione di tutte le soluzioni possibili per definire una volta per tutte un luogo dove poter istituire un centro di preghiera adeguato alle esigenze di un numero sempre più grande di fedeli (oltre 25 mila dagli ultimi dati) presenti nell’area metropolitana fiorentina. Anche dalla capacità di lavorare assieme e di trovare soluzioni si misurerà la capacità, di amministratori e partito, di essere classe dirigente responsabile. Il tema della futura Moschea, da troppi anni relegata a soluzioni temporanee che comunque Firenze ha governato adeguatamente, non è un problema da scansare, ma una straordinaria occasione di integrazione e una risposta a migliaia di stranieri che hanno scelto la nostra città per vivere e lavorare. Tutto questo a partire dal Patto di cittadinanza firmato dal sindaco Nardella con Izzedin nel 2016, dove si individuavano per la prima volta in modo chiaro i punti fondamentali su cui costruire un percorso di convivenza tra comunità differenti all’interno della città".

Inoltre "Si è condiviso come il sindaco di Firenze abbia più volte lanciato negli ultimi due anni proposte e soluzioni che per molte ragioni, esterne alla volontà di amministratori e partito, non hanno trovato soluzione: dall’aula bunker del centro storico alle localizzazioni prima di Varlungo e poi nel Quartiere 3. Tra queste, la collocazione nella caserma Gonzaga, era solo un passaggio per trovare risposta all’imminente Ramadan. Si sono condivise altresì le preoccupazioni degli amministratori e del PD di Scandicci, da sempre per altro impegnati nel tema dell’integrazione straniera sul proprio territorio, nel valutare complessa e difficile una soluzione nella frazione di San Giusto, luogo attraversato da molto traffico e periferia complicata per molte ragioni infrastrutturali".

La decisione "Si è deciso, unitariamente di affiancare e sostenere l’amministrazione fiorentina nelle soluzioni che verranno individuate per il Ramadan per la prossima fine di Maggio, ribadendo che qualsiasi luogo individuato, non avrà nessun carattere di investitura per una soluzione da individuare in futuro e sarà invece solo occupato per il mese di preghiera.
Si è deciso, nelle prossime settimane, a partire dalla fine del Ramadan, di incontrare come Partito democratico e con gli amministratori presenti stamane, tutti i rappresentanti della comunità islamica, a partire dall’Imam Izzedin Elzir, per capire, valutare e intervenire su tutte le soluzioni territoriali possibili sui territori e gli edifici disponibili nel capoluogo e nei comuni metropolitani".

“Abbiamo fatto ripartire un lavoro importante mettendo assieme amministratori e Partito – afferma il Segretario Incatasciato – per definire nei prossimi mesi tutte le soluzioni possibili. Questo della Moschea è un tema a cui dobbiamo dare risposta se vogliamo davvero una città fondata sull’integrazione, ma è anche un tema tutto metropolitano, dove col lavoro di tutti i nostri amministratori si possono trovare soluzioni adeguate e definitive. Da troppo tempo, nonostante le molte proposte del sindaco di Firenze, se ne sta parlando. Per il PD fiorentino questa è una priorità, ovviamente da costruire con la partecipazione dei cittadini e di tutti i soggetti coinvolti”.

Redazione Nove da Firenze