Moschea a Firenze: nascerà da un immobile privato

La comunità islamica si dichiara pronta a procedere in autonomia con l'acquisto di un bene privato


Troppo tempo trascorso senza decidere, per questo la comunità islamica parla di "inerzia" da parte di Palazzo Vecchio e della città di Firenze davanti ad una decisione più volte portata su tavoli istituzionali ed in piazza attraverso percorsi più o meno partecipati, moderati da esperti di comunicazione sociale.
Lo scacchiere del capoluogo non ha offerto uno spazio pubblico degno di particolare interesse, né sembrano essere servite le linee guida per la nuova Moschea in cui si auspicava un luogo idoneo che tra le varie caratteristiche strutturali fosse anche "facilmente raggiungibile dai mezzi pubblici".
L'Imam di Firenze si dichiara pronto all'acquisizione di un bene privato nel quale creare il nuovo luogo di culto destinato d ospitare i fedeli.
Il percorso partecipato e pubblicamente condiviso procederebbe dunque secondo la trattativa privata.

Il giorno dopo l'approvazione da parte del Consiglio Regionale della mozione di Sì Toscana a Sinistra che impegna la Giunta regionale “ad attivarsi con un ruolo di coordinamento e stimolo nei confronti degli enti locali affinché possa essere garantita l’esistenza di luoghi appositamente dedicati al culto e alla cultura islamica, dotati delle necessarie caratteristiche strutturali e igienico-sanitarie, nonché inseriti armoniosamente nel rispettivo contesto territoriale", l'Imam di Firenze Izzeddin Elzir dichiara che, a causa dell'inerzia del Comune di Firenze, la comunità islamica si vede costretta ad andare avanti da sola.

I consiglieri della Regione Toscana Fattori e Sarti (Sì) commentano: "Comprendiamo fino in fondo le motivazioni dell'Imam, ma non dobbiamo rinunciare al dialogo. Servono nuovi ponti fra comunità islamica e istituzioni: noi aiuteremo a costruirli. E' incomprensibile la marcia indietro del Comune di Firenze e i tentennamenti di questi anni, il clima di odio e razzismo che si sta diffondendo nel paese richiede risposte all'altezza, politiche di dialogo e di inclusione, non esclusioni e discriminazioni. Nardella saprà essere finalmente all'altezza del suo ruolo istituzionale o sarà nuovamente ostaggio dei diktat di Renzi e delle divisioni nel suo partito?”

Redazione Nove da Firenze