Moschea a Firenze: ipotesi Lupi di Toscana, provvisoria la Fortezza

L'ex Caserma Gonzaga tra Firenze e Scandicci entra tra le location che potrebbero ospitare il luogo di culto islamico


Tra le numerose ipotesi di siti urbani che potrebbero ospitare la comunità islamica fiorentina per consentire di poter esercitare il diritto di culto costituzionalmente garantito entra anche l'ex Caserma Gonzaga sulla quale è in corso uno studio partecipato da parte di vari soggetti ad iniziare dal Quartiere 4 guidato da Mirko Dormentoni che proprio nei giorni scorsi ha presentato una prima bozza delle linee guida che potrebbero guidare la rinascita dell'ex Caserma abbandonata dai militari e ceduta dallo Stato al Comune di Firenze.

A segnalarlo è il collega Jacopo Storni sul Corriere Fiorentino che ha raccolto anche l'impegno da parte della giunta di trovare "Entro Maggio" una location più adeguata e dignitosa, non escludendo la possibilità di poter usare l'area della Fortezza da Basso.

L'ex area militare servita dalla Tramvia Linea 1 ed a poca distanza dall'Ospedale Torregalli sarebbe una location ben servita dai mezzi di trasporto e facilmente raggiungibile, ovvero la peculiarità che Palazzo Vecchio ha messo sul tavolo tecnico e l'emento che ad oggi renderebbe impraticabili strade che vedono coinvolte alcune storiche Ville come Villa Fabbricotti che la Regione Toscana ha nel 2016 inserito tra i beni storici per i quali sarebbe risultato impossibile provvedere con la manutenzione.

Nell'attesa della creazione di un centro interculturale - luogo di culto atteso anche dall'Arcivescovo Giuseppe Betori che auspica un luogo di preghiera consono all'uso, la Fortezza da Basso e l'area Mercafir, oggi già ridotta nel suo complesso operativo, potrebbero quindi fungere da sedi temporanee.

Ieri durante l'incontro del Sindaco con la comunità islamica fiorentina in Borgo Allegri, l'assessore all'urbanistica Giovanni Bettarini ha commentato: "Per la prima volta un Sindaco della Città di Firenze entra nella Moschea cittadina. Il nostro Sindaco Dario Nardella l'ha fatto per raccontare la Costituzione, e le regole della convivenza civile nelle quali crediamo. Ne è seguito un bel confronto, grazie anche all'Imam, l'amico Izzeddin Elzir. Io ho accompagnato Dario insieme ad altri assessori e consiglieri comunali. E sono fiero di questo pomeriggio. E del fatto che a Firenze affrontiamo così anche le questioni più delicate. Con coraggio, in maniera aperta e condivisa, ascoltando le opinioni di tutti ma tenendo presente che ci sono delle regole che per tutti valgono. Avanti così".

A un anno dalla firma del ‘Patto di cittadinanza’ tra Comune di Firenze e Comunità islamica di Firenze e Toscana, primo del genere in Italia, il sindaco Dario Nardella è andato al centro islamico di Borgo Allegri "Questa visita - ha dichiarato il sindaco Nardella, accompagnato da molti assessori e consiglieri comunali - è stata decisa insieme qualche settimana fa, all'indomani della firma del Patto nazionale per un Islam italiano. Una firma storica perchè segna un primo importante passo verso il riconoscimento reciproco tra Stato italiano e tutte le comunità islamiche. Vedo nel pubblico molti giovani musulmani nati in Italia, molti cittadini italiani, anche di altre religioni: questo significa che l'incontro ha un'importanza concreta non solo per i musulmani ma per tutto il quartiere". 

Nardella ha ricordato che "il diritto di pregare in luoghi consoni è fondamentale" e ha sottolineato che "Firenze è una comunità aperta, dove ovviamente tutti devono rispettare le regole di civile convivenza, altrimenti rischiamo l'intolleranza e la ghettizzazione".

Redazione Nove da Firenze