Rubrica — Mostre

Monet experience and the Impressionists

In Santo Stefano al Ponte fino al 1 maggio 2018


Non è una mostra nel senso classico della parola ma qualcosa di più: una full immersion sensoriale e olfattiva nella magia e spettacolarità dell’arte moderna quella che attende il visitatore nella chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte da ieri, 18 novembre, al 1 maggio 2018.

Monet experience and the Impressionsts è il titolo del nuovo percorso digitale immersivo di Crossmedia Group (con la direzione artistica di Sergio Risaliti), che dopo Klimt e Leonardo propone i capolavori del grande artista francese. Fu proprio lui, Claude Monet, nato a Parigi nel 1840 e morto a Giverny nel 1926, l’autore delle celebri ninfee, colui che nel 1872 dipingendo l’alba sul porto di Le Havre diede nome a quel movimento – l’impressionismo – che segnò l’avvio della pittura en plein air e dell’arte moderna. Il quadro fu presentato al pubblico due anni dopo presso lo studio del fotografo Nadar. Fu in quell’occasione che all’opera venne assegnato il titolo Impression, soleil levant, come ricorda lo stesso Monet: “Il paesaggio non è altro che un’impressione, ed istantanea, e per questo ci si diede quell’etichetta a causa mia. Avevo mandato una mia cosa fatta a Le Havre, dalla mia finestra, col sole in mezzo alla nebbia e qualche albero di nave che si innalzava sullo sfondo. Mi avevano chiesto un titolo per il catalogo e non poteva certo essere preso per una veduta di Le Havre, quindi ho detto “Metta Impressione”.

Il visitatore sarà coinvolto in uno spettacolo unico e irripetibile davanti ad immagini che nascono e si dilatano a 360 gradi su schermi giganteschi a comporre una narrazione suddivisa in 20 scene alimentate anche dai profumi naturali appositamente creati da Aromantique fino a materializzarsi nell’avventura a tre dimensioni con gli Oculus Vr , proposta al pubblico ad integrazione della mostra.

E sarà come riappropriarsi per un attimo di quella freschezza e ariosità di pennellata ‘impressionista’ che scaturiva dalla felicità vissuta a contatto diretto con la natura e che si interromperà, come racconta Proust, con l’inizio della civiltà del progresso e della vita moderna, virtuosamente interpretata da Monet in un equilibrato mix fra raffigurazione e realtà, luce e colore, staticità e movimento.

(Fiamma Domestici)

Redazione Nove da Firenze