Mobilità a Firenze, in taxi: itinerari, segnaletica e tariffe

Il modo migliore per tenersi aggiornati sulle deviazioni è l'esperienza sul campo, e Whatsapp


 Sono reduci da uno sciopero nazionale e da un anno che li ha visti aumentare attraverso l'inserimento di licenze green oltre ad essere stati protagonisti di una sfida con Uber. Sono i tassisti fiorentini.

Abbiamo chiesto ad alcuni di loro di aiutarci in questo nostro approfondimento sulla mobilità fiorentina, sull'attraversamento del capoluogo toscano e sui nodi critici del sistema.

"Ogni mattina - racconta una tassista - ci svegliamo consapevoli che qualcosa, nella viabilità, sarà cambiato. Ci aggiorniamo subito attraverso i canali messi a disposizione dalle associazioni, ma soprattutto attraverso il nostro Gruppo Whatsapp nel quale inseriamo indicazioni, deviazioni e suggerimenti da condividere con i colleghi" un Gruppo al quale qualche fiorentino vorrebbe forse avere la fortuna di partecipare.

Usate i navigatori? "Seguiamo le indicazioni di Google Maps come avete fatto voi, anche se ci siamo resi conto che molto spesso l'aggiornamento è tardivo, ci sono zone attorno a piazza Giorgini ad esempio dove i sensi unici sono ancora quelli di inizio cantierizzazione della Tramvia e dove c'è un nuovo cordolo in via Vittorio Emanuele II che è la fine del mondo. Inoltre, Google Maps sembra fornire gli itinerari evidenziando le strade più frequentate che forse non sono le migliori. Preferiamo Waze la community aggiornata dagli utenti, sempre che gli utenti fiorentini abbiano il buon cuore di parteciparvi attivamente ed in modo costante". E funziona? "Funziona fino a che non incrociamo qualche pullman contromano, o qualche automobilista che per seguire lo smartphone smette di seguire la segnaletica.. Non che la segnaletica verticale sia particolarmente curata a Firenze. Ci sono innumerevoli esempi di situazioni che creano problemi: a volte troviamo cartelli che indicano strade chiuse per lavori, ad esempio via del Moro, la nostra staffa per Santa Maria Novella, che doveva essere interdetta dal 14 novembre ed invece è stata chiusa solamente ieri. Vedevamo le auto passare e forse qualcuno di noi si è pure accodato, ma chi l'ha evitata ha allungato il tragitto. Oppure sempre su piazza Goldoni trovi il cartello che avvisa della chiusura di via de' Bardi... rischia di creare confusione in chi scoprirà l'esistenza di via de' Bardi solo quando ci arriverà".
L'Oltrarno "L'Oltrarno è un terno al lotto, Borgo San Jacopo ha cambiato senso chissà quante volte, per non parlare di Santa Trinita dove capita di trovare auto straniere che si infilano nella parte di ponte più stretta e rifanno la campanatura alle ruote sul cordolo".

Quali sono le criticità maggiori? "Verrebbe facile dire piazza Stazione - sottolineano i tassisti - per noi il Parcheggio è "maledetto" ma ci siamo tutti i giorni. L'ostacolo di via della Scala è micidiale, con una preferenziale che non serve e sulla quale manca solo di vederci un cammello, poi ci passano tutti. Il problema è il semaforo su viale Fratelli Rosselli dove i furbetti bucano il rosso, occupano l'incrocio e chi deve uscire verso Belfiore non passa mai. Altro problema è piazza Gaddi, dove abbiamo la dimostrazione del fatto che la Tramvia, seppur piena di passeggeri, non ha ridotto la congestione del traffico. Per non parlare di Careggi dove siamo profondamente dispiaciuti per i clienti, sono infatti sempre più gli anziani che non guidano, costretti a restare in macchina un sacco di tempo per poi perdere altro tempo nelle sale d'aspetto".

La Linea 3 Careggi - Santa Maria Novella sarà utile? "Qualcuno la userà, sicuramente. Siamo molto preoccupati però per il nostro servizio. Per capire cosa accadrà allo Statuto basta guardare oggi via Jacopo da Diacceto dove oltre ai binari della Tramvia c'è solo una corsia di scorrimento. Se qualcuno si ferma, per qualsiasi motivo, esci solo con l'elicottero. Tra noi diciamo che un giorno chiederemo asilo politico all'Hotel Londra. Immaginatevi una famiglia che deve tirare fuori la spesa dal bagagliaio tra piazza Viesseux ed il Poggetto. Ci preoccupa molto anche la svolta Belfiore - Redi dove occorrerà decidere da che parte stare appena usciti dal sottopasso Milton - Strozzi e dove arriveranno altri semafori per dare il verde prioritario alla Tramvia".

Quanto incidono le condizioni di traffico sulle vostre entrate? "Enormemente. Il servizio si basa sulla salita - discesa e trasporto del passeggero. Più corse riesco a fare in un determinato tempo e maggiore è il guadagno. Se resto bloccato con un cliente a bordo il tassametro corre, ma non è lo stesso, oltre al fatto che il cliente probabilmente è perso. Parlavamo di Careggi.. per Careggi il Comune di Firenze ha imposto una tariffa fissa di 10 Euro sulla tratta SMN - Careggi, ma fa riferimento a quando c'era la corsia preferenziale, eliminata per i lavori in corso. Da tassametro non basterebbero 17 Euro. Facile immaginare dunque il costo del ritorno, quando la tariffa non è più fissa al cliente dobbiamo chiedere parecchi soldi e magari è sempre il paziente, anziano, non deambulante che dicevamo prima".

Dell'Aeroporto non parlate, perché? "Perché esistono alternative. Probabilmente via di Novoli sarà impraticabile, ma abbiamo il viale Guidoni a più corsie e poi c'è via Baracca. Inoltre il cliente che chiama il taxi non è quello che anche adesso si ingegna con i mezzi che ci sono e continuerà a prendere il taxi".
Il viadotto dell'Indiano? "Facciamo finta che non ci sia, non è la via preferenziale per i tassisti, è un collegamento inutile. A meno di non essere proprio in zona e dover solo superare l'Arno, ma è un rischio".

Speranze? "Che i cantieri spariscano e di poter avere maggiori corsie preferenziali, ben controllate anche attraverso le multe. Perché abbiamo capito che è inutile mettere le strisce gialle, ma anche i semafori se poi non si multano pesantemente i trasgressori".

I tassisti hanno parlato con noi, ma hanno preferito non apparire e non dare riferimenti di appartenenza alle associazioni di categoria. Qualora i rappresentanti della categoria volessero aggiungere qualcosa, siamo pronti a farli parlare con i nostri lettori.

Antonio Lenoci