All'asta a Cannes immobili comunali e case nel centro storico

Il sindaco Nardella: "Firenze é considerata dagli operatori internazionali la realtà più interessante in Italia nella quale investire". Grassi: "La scelta di vendere al Mipim per far cassa non ci appartiene"


Presentare il patrimonio immobiliare di Firenze smart city e le opportunità di investimento in città: questo l'obiettivo della due giorni del sindaco Dario Nardella al Mipim di Cannes, la più grande fiera dell’immobiliare a livello internazionale che offre l’occasione per far conoscere ai grandi investitori mondiali il patrimonio immobiliare italiano pubblico e privato. Nel padiglione Italia, dove quest'anno per la prima volta é stato allestito un corner del Comune di Firenze, Nardella ha avuto l'occasione di incontrare i rappresentanti di un importante fondo di investimento americano interessato all'Italia e il general manager di un grande fondo nazionale il cui raggio d'azione si concentra nel Nord e nel Centro del nostro Paese. Svariati gli incontri che si sono succeduti nell'arco della giornata con investitori stranieri e italiani, mentre domani é in programma un incontro con il rappresentante di un fondo olandese.
"Dagli incontri che ho fatto é emersa la conferma del grande interesse nei confronti della nostra città - ha detto il sindaco Nardella - Firenze non solo é considerata dagli operatori internazionali la realtà più interessante in Italia nella quale investire ma anche quella dove lo si può fare piú facilmente, come ci ha detto anche Elisabetta Spitz, l'amministratore delegato del fondo immobiliare Invimit con cui il Comune sta definendo la cessione di tutti i 66 appartamenti di proprietà non classificati come erp. Molte le dichiarazioni positive da parte di esperti del settore immobiliare nei confronti della nostra città". Una delle principali questioni discusse è stata la vendita degli immobili Ataf: il complesso in viale dei Mille, che ha una superficie superiore a 10 mila metri quadrati, e le tre aree a nord della città destinate a officine manutenzione e depositi. Queste ultime sono collocate, rispettivamente, in via Michelacci (ha una superficie territoriale pari a 13 mila 900 metri quadrati), in viale XI Agosto (con una superficie territoriale di 11 mila 800 metri quadrati) e in via Pratese (17 mila 800 metri quadrati sempre di superficie). Tutti i vari complessi risultano ad oggi locati prevalentemente ad Ataf Gestioni e hanno una rendita di oltre 3 milioni di euro. Nel corso dei vari incontri il sindaco Nardella ha evidenziato ai rappresentanti dei fondi alcuni dati caratteristici dell'economia fiorentina come, ad esempio, il reddito pro-capite che è del 32% superiore a quello nazionale, il tasso di disoccupazione che è del 35% inferiore alla media nazionale e il tasso di occupazione che è del 20% superiore alla media nazionale. Nel corso del pomeriggio il sindaco Nardella ha partecipato anche alla presentazione del padiglione Italia, nell'ambito della quale sono state mostrate le immagini dei quattro complessi Ataf in vendita.

Queste le dichiarazioni del capogruppo di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi: "Gli esiti della prima giornata del sindaco Nardella e del Direttore generale Parenti a Cannes per la Mipim dove vengono presentati agli investitori internazionali gli immobili in vendita sul territorio fiorentino non lasciano dubbi: Nardella ha sicuramente un futuro come venditore di casa d'aste. Vende immobili a reddito come i depositi Ataf e annuncia la alienazione di 66 case nel centro storico al fondo immobiliare Imvimit." "Sui depositi di Ataf senza dubbio chi comprerà non vi vorrà rimettere e quindi ha davvero poco senso vendere immobili che ogni anno rendono oltre 3 milioni di euro: delle due una, o l'affitto pattuito non è remunerativo ma in questo caso difficile sarà trovare un privato disposto a rimetterci, oppure è già pronta la rassicurazione che a breve, tra qualche anno, il Comune concederà una variante per fare case e spazi commerciali. In entrambe le situazioni la scelta di vendere adesso con la gara del trasporto pubblico sospesa in attesa della definizione dei contenziosi non ha alcuna utilità per l'amministrazione comunale." "Sul fronte invece degli appartamenti del centro storico, oltre a ribadire i dubbi sulla loro classificazione come alloggi non popolari, crediamo che con la crisi economica che colpisce anche i fiorentini, la carenza tanto di alloggi popolari quanto di appartamenti a canoni di locazione accessibili a famiglie in difficoltà a cui si somma anche l'assenza di qualsiasi vincolo sul reimpiego per l'emergenza abitativa dell'entrata dalla vendita, si sia di fronte ad una scelta scellerata del Comune. Almeno si fosse pensato a fronte della vendita di 66 appartamenti nel centro storico di comprarne almeno altrettanti in altre zone della città per dare una risposta alle situazioni di emergenza abitativa." "È palese che la vendita serva per far cassa e poter dire ai fiorentini che questa amministrazione investe tanto sulle opere pubbliche scaricando ogni peso sul futuro: cosa venderemo quando non ci saranno più immobili e appartamenti? Palazzo Vecchio? Nardella come chi lo ha preceduto non ha a cuore Firenze ma solo la sua immagine e l'unico suo interesse è far apparire più che essere".

Redazione Nove da Firenze