Meningite: migliorate le condizioni del bambino ricoverato al Meyer

"La vaccinazione a scopo preventivo resta la soluzione migliore. La SIMIT è impegnata nel promuovere e nel rafforzare la rete infettivologica con l’Istituto Superiore di Sanità e con il Ministero della Salute”, dichiara il Presidente SIMIT. La vicesindaca e assessora all’università e alla ricerca Giachi: «Necessario fugare leggende metropolitane e opinioni costituite su poco fondamento»


FIRENZE- Sono migliorate nella notte le condizioni del bambino di 8 anni colpito da meningite da meningococco C e ricoverato nel tardo pomeriggio di ieri al Meyer. Il piccolo sta rispondendo positivamente alle terapie e non è in pericolo di vita. Sveglio e sfebbrato, il bambino è stato protetto dal vaccino che gli era stato somministrato nel 2009, che ha mitigato l'aggressività dell'infezione.

"Sono contenta di questo miglioramento e faccio al bambino i miei auguri per una pronta guarigione - ha detto l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi - Anche in questo caso il vaccino è servito ad attenuare la gravità della malattia. E dunque ancora una volta rinnovo il mio invito a tutti quanti rientrano nelle categorie per le quali il vaccino contro il meningococco C è indicato, a vaccinarsi, dal proprio medico di famiglia o dal pediatra, o agli ambualtori della Asl. Il vaccino è gratuito. La campagna straordinaria contro il meningococco C è stata prolungata fino al 31 marzo 2017.

«È necessario fugare leggende metropolitane e opinioni costituite su poco fondamento per garantire un dibattito equilibrato che ristabilisca la verità e consenta ai cittadini di orientarsi in queste scelte senza essere guidati da paure non fondate». Lo ha sottolineato la vicesindaca e assessora all’università e alla ricerca Cristina Giachi intervenuta, questa mattina a Palazzo Vecchio, alla presentazione del ‘Premio Città di Firenze sulle scienze molecolari 2016’ che quest’anno è stato assegnato al professor David I. Stuart, uno dei leader mondiali nella progettazione di vaccini. «Preziosissima, quindi – ha aggiunto – l’occasione di riconoscere il 14° ‘Premio Città di Firenze’ al professor Stuart: il dibattito è ormai maturo per accogliere una maggiore scientificità e fondatezza di tutte le opinioni».

"Da gennaio 2015 in Toscana si sono registrati 73 casi da meningococco C: la maggior parte di questi è ascrivibile al sottotipo St11, che rappresenta una variante del meningococco caratterizzata dalla spiccata aggressività e quindi da una maggiore letalità. Solitamente, infatti, la meningite, nei suoi altri ceppi, ha una mortalità inferiore al 10%” sottolinea Antonio Chirianni, Presidente SIMIT “I numeri, nonostante siano in crescita, non devono destare preoccupazione: ogni anno in Italia infatti ci sono poco più di 200 casi di meningite meningococcica. La Toscana ha registrato un superamento di queste previsioni, ma resta entro limiti che non destano preoccupazioni tali da far pensare a un fatto epidemico di portata nazionale. La Società Italiana di Malattie Infettive è fortemente impegnata a mantenere uno stato di allerta in tutta la rete infettivologica nazionale, che è capace di contrastare questa emergenza. È in stretto contatto con l’Istituto Superiore di Sanità e con il Ministero della Salute al fine di intervenire in maniera rapida ed efficace in funzione dei possibili risvolti che si possono verificare".

Nonostante le inevitabili apprensioni, non c’è allarmismo per gli infettivologi.Abbiamo infatti a disposizione uno strumento efficace per mantenere questi focolai epidemici sotto controllo, la vaccinazione - sottolinea il professor Massimo Andreoni primario di Malattie infettive Università Tor Vergata e Past President SIMIT - La vaccinazione rappresenta l’unico rimedio disponibile. I vaccini oggi disponibili sono estremamente efficaci sia nei confronti del meningococco di tipo B che di tipo C (quelli circolati finora). Danno un buon livello di immunità e possono contrastare efficacemente il rischio di infezione. Secondo il Piano Nazionale delle Vaccinazioni il vaccino per il meningococco C è fortemente consigliato nel primo anno di vita: questo permette di stimolare una risposta anticorpale adeguata e duratura, ma che non dura per sempre. Per questo motivo, anche la popolazione adulta, laddove se ne riconosca la necessità, ne dovrà fare un richiamo. Il risultato infatti cambia in base ai soggetti e alle circostanze".

Meningite, i dati aggiornati ad oggi, 23 novembre 2016

Dall'inizio del 2015 ad oggi, in Toscana sono 58 i casi di meningite da meningococco C: 31 nel 2015, 27 nel 2016.

Nel 2015, i casi di meningite notificati sono stati complessivamente 38: 31 da meningococco C, 6 B, 1 W, 1 non noto.

Nel 2016, ad oggi i casi notificati sono 36: 27 di ceppo C, 6 B, 1 W, 1 X, 1 non tipizzabile. Tra questi casi, non è compreso quello della signora deceduta lunedì 21 all'ospedale di Livorno, che era affetta da meningite pneumococcica, patologia che non può essere messa in relazione con i casi di meningite di tipo B o C registrati negli ultimi mesi in Toscana.

Nel 2015 sono decedute 7 persone: 6 che avevano contratto il ceppo C e 1 per il ceppo B.

Nel 2016 sono decedute 6 persone, tutte per il ceppo C.

Dall'inizio della campagna vaccinale straordinaria (fine aprile 2015) al 31 ottobre 2016, sono state somministrate in totale 717.457 vaccinazioni: 194.958 nella fascia di età 11-20 anni; 326.643 nella fascia 20-45; 195.856 dai 45 anni in su.

Al 31 ottobre, risulta che abbia aderito il 77% dei pediatri di famiglia e l'85% dei medici di medicina generale.

Per quanto riguarda i nuovi nati (che non rientrano nella campagna straordinaria di vaccinazione), a 24 mesi di età (quindi nati nel 2013) risulta una copertura del 91%.

Redazione Nove da Firenze