Rubrica — Spettacolo

Maurizio Donadoni – Mulino da silenzio. Diario di lavoro (ma non solo) di un attore

Con "Mulino da silenzio" Maurizio Donadoni porta per la prima volta a Firenze la sua riflessione sui mestieri e le arti dei professionisti del teatro. In scena mercoledì 7 giugno alle 21 a Il Lavoratorio (Via Giovanni Lanza 64/A)


Registi che dirigono attori, attori che creano i personaggi, personaggi che si incarnano nell'attore, Mulino da Silenzio è la messa in scena del diario di lavoro tenuto da Maurizio Donadoni nel 1988 durante il lavoro con Luca Ronconi per “Le carmelitane” di Georges Bernanos. Un racconto in cui si mischiano arte, vita e paradosso. 

Una storia in cui il genio di Ronconi - che prova e riprova fino a che la macchina teatrale non è perfetta - incontra l’incasinato Donadoni, che d’inverno va in tournèe in vespa restando quasi sempre in riserva. E dove lo spaesato Donnadieu (finto cappellano del Carmelo di Compiegne, con nome di fantasia) personaggio dello spettacolo che, a forza d’essere evocato dall’interprete in palcoscenico durante le prove, il giorno della prima, a replica finita, lo segue in camerino e non lo lascia più solo, diventando, da quel momento, l’alter ego improbabile e scomodo dell’attore che lo interpreta. Il tutto condito di ironia quanto basta per creare una piéce che è allo stesso tempo fedele trasposizione del duro lavoro che sottende la messa in scena di un grande spettacolo e ironica rievocazione di un momento grande del teatro italiano che si è fatto sempre più raro nella quotidianità dell'oggi. Ma è anche momento in cui l'umanità dell'attore, le sue fragilità e insicurezze emergono nella loro semplicità. E lì meno male che c'è una comunità di pari che tutto permette di superare, spesso grazie al sorriso. 


Autore e attore teatrale, cinematografico e televisivo, Maurizio Donadoni ha recitato, tra gli altri, diretto da Gabriele Lavia, Luca Ronconi, Massimo Castri, Carlo Cecchi, Cristina Pezzoli, Piero Maccarinelli, Valerio Binasco, Krizstof Zanussi, Marco Bernardi, Antonio Calenda. Nel cinema ha lavorato con Marco Ferreri, Carlo Lizzani, Franco Rossi, Giacomo Battiato. Alberto Bevilacqua, Pasquale Pozzessere, Sergeij Bodrov, Marco Bellocchio, Marco Tullio Giordana, Saverio Costanzo. Protagonista di sceneggiati televisivi tra cui “ Un bambino di nome Gesù”, “Scoop”, “ Processo di famiglia” “L’ispettore anticrimine”, “La piovra 9”, “Caravaggio”, “Pinocchio”, “ Il prefetto di ferro”, tra i testi finora scritti ha rappresentato con successo anche “Fegatelli”, “ Checkpoint K” , “Canto della Rosa Bianca” e “ Precarie età” prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano.

A far da cornice al monologo di Maurizio Donadoni è Il Lavoratorio, luogo dedicato al teatro, musica, danza e arti performative situato nel cuore del Quartiere 2 di Firenze e che realizza, oltre ad eventi, corsi di formazione, incontri, seminari, residenze artistiche, mostre e progetti culturali.

Per informazioni: http://www.illavoratorio.it/

Prenotazioni: info@illavoratorio.it

Elena Elia

Redazione Nove da Firenze