Marmo in Toscana: morto operaio a Carrara

Schiacciato da un lastrone, inutili i soccorsi


I vigili del fuoco di Massa si sono diretti a Carrara, località Torano, per un infortunio sul lavoro in una cava di marmo dove un operaio è rimasto sotto del materiale distaccatosi da una parete. Il 118 ha comunicato il decesso della persona.
A perdere la vita un operaio di 46 anni, Mauro, travolto da un blocco di marmo di due tonnellate. Ad aprile un altro incidente aveva tolto la vita a due operai, Roberto e Federico.
I sindacati per domani hanno indetto in tutta la provincia lo sciopero generale del settore del marmo.

"Nelle cave troppi morti e troppi infortuni gravi in questi anni. E' una mattanza a cui bisogna porre fine. Ora la magistratura dovrà fare luce su questo ennesimo e tragico incidente" esclama il presidente della Regione Enrico Rossi. 
"Da parte nostra - prosegue Rossi - così come abbiamo fatto a Prato dopo il rogo di Teresa Moda, intensificheremo il lavoro tracciato nel Piano straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo nel distretto apuo-versiliese, per il quale abbiamo stanziato due milioni e mezzo di euro. Sul fronte delle attività estrattive, stiamo analizzando le dinamiche degli incidenti; formeremo tutti gli operatori del distretto alla sicurezza, a cominciare dai lavoratori; vigileremo ripetutamente su tutte le cave, verificando l'adozione dei dispositivi di protezione individuale e collettiva; verificheremo la conformità delle macchine ai requisiti essenziali di sicurezza. In particolare, per quanto riguarda il settore lapideo, vigileremo sul rispetto dei protocolli sanitari e sulle operazioni di movimentazione".

Questo lavoro è già partito. "Per ora - ricorda il presidente - dieci tecnici, selezionati con concorsi precedentemente svolti, sono già operativi. Estar sta svolgendo i nuovi concorsi per l'assunzione di geologi e ingegneri, che saranno al lavoro in un paio di mesi. Arriveremo così, a breve, alla composizione di un'unità di lavoro di circa 30 professionisti della sicurezza in cava".

Ma non è tutto. "Aumenteremo tutte le misure di sicurezza e i controlli per assicurare il rispetto e l'attuazione del Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro".
"Alla famiglia dell'operaio e a tutti i lavoratori del distretto - conclude Rossi - esprimo la vicinanza e la solidarietà mia e della Toscana tutta".

Sull'ultimo drammatico incidente mortale nelle cave di Torano a Carrara Mauro Fuso segretario regionale della Cgil Toscana e Paolo Gozzani, segretario generale della Cgil di Massa Carrara, hanno rilasciato la seguente dichiarazione stampa congiunta: “Nonostante le denunce degli ultimi mesi e le iniziative intraprese dalla Regione Toscana, a Carrara si continua a morire nelle cave di marmoL'ultimo incidente mortale di oggi ci fa urlare di sdegno. Ci sono luoghi di lavoro dove non si rispettano i requisiti minimi per la sicurezza e ci sono lavori dove il rischio è molto alto. Per salvare il lavoro e la vita dei lavoratori quando mancano i requisiti di sicurezza bisogna avere il coraggio chiudere le attività fino al ripristino non del minimo, ma del massimo di sicurezza possibile. Di lavoro c'è bisogno per vivere, di lavoro non si deve morirePurtroppo gli infortuni sul lavoro si susseguono nel nostro Paese con una frequenza allarmante, è assolutamente prioritario invertire con forza questa sequenza mortale. E' un compito di tutti e in particolare di chi, come il Governo, ha strumenti e poteri per intervenire con messaggi netti così come indicato spesso dal Presidente della Repubblica”.

"I requisiti minimi per la sicurezza nelle cave di Carrara non sono sufficienti a prevenire questi incidenti mortali - dichiara la sen. Alessia Petraglia - Si deve avere più coraggio per difendere la sicurezza sul posto di lavoro di questi uomini per ottenere il massimo possibile e non perdere più una vita. Di lavoro non si deve morire è arrivato il momento di chiudere tutte quelle cave che non sono in grado di far lavorare in sicurezza i loro addetti".

Redazione Nove da Firenze