Rubrica — Mostre

“Marino Marini. Passioni visive” e “Miró e Marino. I colori del Mediterraneo” aperte fino al 7 gennaio 2018

Inaugurate le grandi mostre di Pistoia capitale della Cultura Italiana


Pistoia orgogliosamente non solo italiana. Per una sera l’occhio di Marino Marini sul mondo, uno sguardo aperto e lungimirante sul fermento culturale del Novecento e il patrimonio universale dell’arte arcaica, ha catapultato centinaia di visitatori, ospiti di Palazzo Fabroni e Palazzo del Tau, in una dimensione di respiro internazionale. In occasione dell’inaugurazione delle grandi mostre mariniane, e fino al termine del 2017, Pistoia si fa ambasciatrice nel mondo. E’ l’arte, percezione di un’eco lontana e contemporanea allo stesso tempo, che continua a portare alla ribalta la città toscana ma ne allarga gli orizzonti e la innalza a centro europeo della cultura mondiale.

Il nipote di Marino, Paolo Pedrazzini, al timone della Fondazione, la famiglia giapponese di Azuma, celebre scultore e allievo di Marino, i direttori di alcuni dei maggiori poli museali del mondo, come il Musée Maillol di Parigi, ma anche i rappresentanti ed esperti d’arte giunti da Milano, Firenze, Roma, Venezia e tanti altri hanno onorato il valore aggiunto di Marino Marini, la sua opera e il percorso artistico indagato sin dagli anni ‘30, le fonti di ispirazione e il rapporto con i grandi protagonisti dell’arte coeva. Pistoia, complici la Fondazione Marino Marini diretta da Maria Teresa Tosi, il Comune di Pistoia e i numerosi partners, scommette gli ultimi mesi di ‘regina italiana delle arti’ sulle ‘passioni visive e i segni mediterranei’ del figlio più illustre.

Le due grandi mostre, eventi di punta della ricca programmazione culturale che contagerà il 2018 con la trasferta veneziana al Guggenheim, hanno aperto i battenti l’una a Palazzo Fabroni, l’altra al Museo Marino Marini. “Passioni visive” racconta la scultura di Marino, non il mito, ma le opere e “prova ad indagare come l’esperienza visiva dell’artista pistoiese si innesti nel contesto intellettuale e artistico mondiale – dicono i curatori Flavio Fergonzi e Barbara Cinelli - evidenziando nelle sale di Palazzo Fabroni i punti di snodo, gli elementi di confronto con i linguaggi delle antiche civiltà, come modelli visivi, e le relazioni molteplici con gli artisti che il maestro pistoiese ha incontrato nel corso della propria vita”. Dalla scultura che allena come una palestra visiva alla pittura che scatena corti circuiti basati sulle emozioni del colore. “Mirò e Marino. I colori del Mediterraneo” è l’evento che mostra il talento inedito di Marino pittore, innamorato del colore “da cui prende forma - commentano Ambra Tuci e Francesco Burchielli - ogni idea che si traduce in luce mediterranea e si staglia su campiture ampie dominate da cromatismi brillanti e vivaci”.

Nella mostra di Corso Fedi, curata dalla Fondazione, quaranta dipinti, molti dei quali mai visti, mettono in primo piano, frutto anche in questo caso di un lavoro di ricerca, le affinità e i tratti comuni a Marino e all’amico catalano Juan Mirò, di cui il Palazzo del Tau espone molte opere dopo aver ottenuto prestiti importanti dai musei di Barcellona e Palma. Ma a rendere omaggio a Marino Marini c’erano soprattutto le opere degli amici etruschi, romani, greci, Pisano, Donatello, Martini, Moore, il loro modo di accostarsi all'artista pistoiese è il punto di fuga di Passioni visive.

“Un pezzo della storia dell’arte italiana – sono le parole della direttrice Maria Teresa Tosi - che appartiene a tutti noi e che oggi possiamo far conoscere grazie al supporto di tutti coloro che hanno reso possibile la mostra, i promotori, i sostenitori, lo staff della Fondazione e soprattutto grazie a Marino e alla moglie Marina che ha contribuito a promuovere, valorizzare l’opera dell’artista anche dopo la sua scomparsa”.

Per il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, entusiasta dell’esito dell’operazione culturale “il punto di forza risiede nella volontà di attivare sinergie proficue, nella creazione di un sistema che fonde risorse e idee pubbliche e private, è questa la direzione nella quale dobbiamo continuare a collaborare, consapevoli che l'alta qualità degli eventi e il titolo di capitale della cultura italiana debbano continuare a produrre effetti positivi per la città e caratterizzare il lavoro di rete nel 2018”. Un pensiero condiviso e sottolineato dai partner presenti all’inaugurazione di Palazzo Fabroni: Luca Iozzelli, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Alessio Colomeiciuc, presidente della Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia, Massimo Micheli del Rotary Club Marino Marini.

“Grazie allo zio Marino – conclude Paolo Pedrazzini che ha offerto al pubblico il ritratto di un uomo di grande sensibilità - io e mia sorella Lorraine abbiamo vissuto un’infanzia felice, la scultura ha fatto da sfondo ai momenti di gioco, ai percorsi di crescita in Italia e in Svizzera, i cavalli, le pomone hanno lasciato un segno di vitalità creativa in ognuno di noi”.

Redazione Nove da Firenze