Firenze, M5S: "il PD fa saltare l'accordo sulla propaganda referendaria"

La rabbia delle opposizioni nei giorni della Leopolda. Stamani inaugurato il comitato del Sì a Grassina


I volantini, i manifesti e una panchina tricolore per dire che “basta un si”. Appare così la nuova sede dei comitati per il Si al referendum del 4 dicembre che è stata inaugurata questa mattina in piazza Umberto I, 42 a Grassina alla presenza tra gli altri del sindaco Francesco Casini, del coordinatore di “Basta un Si Bagno a Ripoli” Francesco Pignotti, del segretario del PD Gian Bruno Ravenni. Tanti i cittadini che hanno partecipato alla inaugurazione e che hanno brindato insieme in vista dell'ultimo mese di campagna elettorale. Lo spazio resterà infatti aperto fino al 4 dicembre per informare le persone sui contenuti della Riforma Costituzionale e sulle ragioni per cui è ritenuto importante votare Si: dal superamento del bicameralismo paritario alla riduzione di poltrone e costi della politica, dalla abolizione del Cnel all’aumento degli spazi di partecipazione attraverso i referendum. “In questo ultimo mese di campagna referendaria è davvero necessario il contributo di tutti - è stato spiegato - e la cosa più importante sarà informare le tante persone che ancora non conoscono nel dettaglio il testo della riforma e il contenuto del referendum. Lo faremo strada per strada e casa per casa e questo spazio sarà il posto dove chiunque potrà venire per chiedere, per parlare e certamente anche per confrontarsi sul merito della riforma. Sappiamo che sono ancora tantissimi gli indecisi e la nostra priorità sarà convincere loro con la forza delle nostre idee perché questa riforma rappresenta il frutto di una discussione durata molti anni e che adesso finalmente vede il traguardo. Con un si al referendum del 4 dicembre l'Italia diventa un paese più moderno ed efficiente. Mai come adesso il cambiamento che auspichiamo da tanti anni è davvero vicino a poter essere raggiunto”.

Questo l'intervento delle consigliere M5S al Comune di Firenze Silvia Noferi ed Arianna Xekalos insieme ai delegati nazionali del movimento per il Referendum: "Venerdi 4 novembre la riunione in Comune su come regolamentare la Campagna Elettorale per il Referendum Costituzionale si è conclusa con un nulla di fatto. Tutti i delegati di partiti e comitati, eccetto quello del PD che si era assentato, avevano concordato all'unanimità modifiche alla bozza raggiungendo un accordo che prevedeva di cancellare la deroga della Giunta Comunale a concedere nell’ultima settimana della campagna elettorale piazza Signoria/Uffizi e Piazza Duomo/San Giovanni. (confermate?) La Giunta Comunale in precedenti tornate elettorali aveva assegnato Piazza Signoria al Partito Democratico negandola agli altri partiti. Considerando che non è possibile organizzare un evento in una sola settimana, era ovvio che anche questa volta la Giunta avrebbe assegnato al suo partito piazza della Signoria per chiudere la campagna elettorale. Ci troveremo ad affrontare una campagna elettorale dai toni molto alti non solo per la posta il gioco ma anche per i metodi antidemocratici di chi la sta guidando, come confermano comportamenti come questi e le regole inventate sul momento e per l’occasione che vietano le manifestazioni per il NO in concomitanza con la kermesse renziana alla Leopolda per il SI. L’inizio della campagna elettorale dovrebbe garantire a tutti di esprimere il proprio pensiero e manifestarlo pubblicamente, invece proprio a Firenze, città in cui il Presidente del Consiglio è stato Sindaco, questo diritto viene negato, alla faccia della democrazia e dei valori per cui Firenze ha ricevuto la medaglia d’oro.  Evidentemente anche la Democrazia e la Coerenza sono due valori anacronistici per il partito di maggioranza, meglio cancellarli".

Un incontro sul referendum e la legge finanziaria avrà luogo l'8 novembre (alle ore 21) al circolo Arci di Piazza dei Ciompi con Stefano Fassina e Giulio Marcon.

"Sul Monte dei Paschi, inaccettabile collegamento con esito referendum" Lo afferma Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico della Lega Nord e Portavoce dell'opposizione in Regione Toscana. "Dopo che Renzi ci ha raccontato con la faccia tosta che lo contraddistingue che con lui la politica sarebbe uscita dalle banche adesso scopriamo che il 4 dicembre invece che per la Costituzione si voterà per il Monte dei Paschi? E quale sarebbe il legame fra il numero dei senatori e la banca di Siena? La verità è che l'unico legame è Renzi stesso che, in caso di vittoria del "si" avrà le mani libere per regalare la banca ai suoi amici di JP Morgan con i soldi dei risparmiatori. È assurdo infatti che si dipinga come un "salvataggio" quella che sarà una strage per gli obbligazionisti del Monte dei Paschi a cui verranno assegnate obtorto collo azioni senza valore in cambio del loro credito verso la banca. Sono capaci tutti di "salvare" una banca con i soldi degli unici incolpevoli per questo disastro, e legare il loro destino al referendum è solo la vigliaccata finale. Draghi ha già stampato 1100 miliardi per comperare titoli di stato con il "quantitative easing": dato che l'ok alla sciagurata fusione fra il Monte Paschi e l'Antonveneta lo diede lui, é pregato di stamparne qualche miliardo in più rilevando al prezzo di carico le obbligazioni detenute dai risparmiatori togliendo così dalle mani di Renzi e dei suoi amichetti uno squallido gioco sulla pelle dei cittadini."

"Il Partito democratico nella campagna referendaria vuole che piazza della Signoria a Firenze possa essere utilizzata solo per la propaganda del sì. Oggi, durante la riunione per definire le regole che si è svolta a Palazzo Vecchio con tutti i partiti, i rappresentanti del Pd hanno proposto che quel luogo possa essere utilizzato solo dietro l'autorizzazione della giunta comunale, il che significa di fatto escluderlo dalla possibilità di utilizzarlo per la propaganda del no". E' quanto denunciano i capigruppo di Fratelli d'Italia in Regione e in Comune Giovanni Donzelli e Francesco Torselli. Durante la riunione non è stato trovato un accordo e il tavolo è stato aggiornato alla prossima settimana. "Si tratta dell'ennesimo gesto di arroganza dell'amministrazione Nardella - sottolineano Donzelli e Torselli - non erano bastate le polemiche delle comunali del maggio 2014, quando piazza della Signoria fu esclusa 'ad hoc' dalla 'black-list' dei siti storici da preservare dalla propaganda elettorale, per ospitare il premier Matteo Renzi alla chiusura della campagna di Dario Nardella. Noi pensiamo che luoghi dal così alto valore storico e artistico debbano rimanere estranei alla propaganda - concludono gli esponenti di Fratelli d'Italia - ma se in questa occasione si decide di renderli utilizzabili devono essere accessibili per la propaganda del sì come quella per il no. Certo non possono essere utilizzati dal Pd come se fossero il giardino di casa propria".

Redazione Nove da Firenze