Rubrica — Agroalimentare

Lupo: mozione di Sì-Toscana a Sinistra contro gli abbattimenti

Ma i lupi amano i centri faunistici


Il lupo, specialmente se inserito in un branco, è un predatore senza troppi avversari nel mondo animale, in compenso è perseguitato dall’uomo, che lo considera un concorrente nella caccia della selvaggina, oltre ad un pericolo per la sua attività di allevamento e per il rischio di poterne subire le sue aggressioni. 

"Continua la guerra dell'Assessore Remaschi alla fauna selvatica la cui ultima tappa è la richiesta al Ministero di abbattere il 5% dei lupi. Una richiesta contraria alla Direttiva europea Habitat, visto che la nostra regione non rientra nella casistica che consente le deroghe alla norma, e che non tiene conto di tutti gli studi scientifici che segnalano come abbattere alcuni esemplari di lupo provochi un effetto contrario a quello desiderato, generando la disgregazione dei branchi e il conseguente aumento della predazione del bestiame allevato da parte di esemplari vaganti ”, dichiarano i Consiglieri regionali di Sì - Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti, che ieri hanno depositato una mozione sul tema. "Stupisce che per alimentare una propaganda antiscientifica e filovenatoria, ai limiti dell'istigazione al bracconaggio, s’ignori che la presenza del lupo assicura un sistema biologico e naturale di contenimento dei cinghiali e degli altri ungulati, come i daini e i caprioli, cui la Regione ha dichiarato una guerra tutta a colpi di fucile. Una guerra che sortisce ancora una volta l'effetto contrario a quello auspicato, dato che aumenta l'estro riproduttivo degli animali selvatici. Lascia comunque esterrefatti quest'accanimento contro il lupo, una specie che peraltro, al di là del clamore mediatico, provoca danni limitati al mondo agricolo e agli allevatori rispetto ad altri animali". "Oggi con il nostro atto chiediamo, assieme alle principali associazioni ambientaliste e agli studiosi, di cambiare rotta per evitare di aggravare i problemi che si afferma di voler affrontare e risolvere. La convivenza con i nostri lupi è possibile e per aiutare concretamente gli allevatori colpiti da fenomeni predatori bisogna finalmente attivare una capillare azione di prevenzione su tutto il territorio, con tecnici preparati che studino le soluzioni migliori per ciascuna realtà (ad esempio recinzioni elettrificate e cani da guardiania) e con il giusto riconoscimento dei costi accessori legati all’attuazione di queste misure”. "Ora tutto questo è immediatamente realizzabile, dato che la Commissione Europea ha approvato il regime di aiuti previsto dalla Regione a beneficio delle aziende zootecniche per i danni da predazione provocati dal lupo".

Ma escludendo quindi i pochi "veri rifugi" (quelli senza scopo di lucro e ad ingresso libero), chiamati “Santuary”, gestiti da volontari e dedicati al ricovero di lupi nati e/o cresciuti in cattività, inizialmente adottati da privati quando erano cuccioli e poi rifiutati poiché troppo difficili da allevare, tutti gli altri “Wolf Center” non sono altro che una rivisitazione moderna dei vecchi zoo, con la differenza che nelle recinzioni (mediamente più spaziose delle solite gabbie) ci sono solo lupi e non animali di altre specie. I vari centri faunistici di tutto il mondo ospitano spesso sia soggetti reperiti allo stato selvatico che altri allevati in cattività fin dai primi giorni di vita.

Redazione Nove da Firenze