Rubrica — Agroalimentare

Lupi alle porte di Arezzo

Confagricoltura “Non sottovalutare allarme. Sia garantita sicurezza”. Nella commissione guidata da Anselmi confronto con sindaci del territorio e presidenti parchi nazionali e regionali


“L'allarme lanciato a Terranuova Bracciolini conferma le nostre preoccupazioni su un numero sempre più elevato di lupi in Toscana. E se vogliamo passare oltre i tanti problemi che questi creano ai nostri allevamenti e ai danni che le nostre aziende sono costrette a subire, non credo sia opportuno lasciar cadere nel vuoto la preoccupazione in termini di sicurezza di chi abita nelle zone dove gli avvistamenti crescono ogni giorno. La Regione Toscana prenda atto di questo allarme per evitare che domani ci troviamo a commentare qualcosa di più che un semplice avvistamento.” E' quanto dichiarato da Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana dopo l'avvistamento di un branco di lupi nei pressi di un agriturismo a Terranuova Bracciolini in provincia di Arezzo.

“Non sarà un documento politico, sarà un atto di indirizzo con cui assumere responsabilità amministrativo-istituzionali, di lettura del territorio, con potenziali indicazioni di comportamento”. Così il presidente della commissione consiliare che si occupa di sviluppo rurale, agricoltura, caccia, zootecnia,Gianni Anselmi (Pd), al termine dell’audizione di martedì 18 aprile, con presidenti di parchi nazionali e regionali e con i sindaci dei territori che hanno subito attacchi di lupi. L’incontro rientra nell’ambito dell’indagine conoscitiva che la commissione ha deciso di avviare lo scorso anno anche a seguito dei gravi danni subiti dalle aziende zootecniche toscane. “Faremo nostri tutti i contributi pervenuti – ha detto Anselmi citando l’audizione già svolta con le strutture amministrative della Regione e delle Province, con il tessuto associativo e il mondo accademico – per individuare i possibili strumenti, anche di carattere amministrativo, che attraverso la cooperazione interistituzionale si possono mettere in campo”. Un documento, probabilmente pronto entro luglio, in cui “raccogliere e sintetizzare un quadro esaustivo delle possibilità normative, degli strumenti di intervento della Regione, delle procedure che riguardano gli allevatori che accedono a richieste di indennizzo” ha spiegato ancora il presidente.

La mattinata, giudicata “proficua” che ha “allargato il quadro delle conoscenze di ciascun commissario sulla materia”, ha registrato gli interventi del presidente del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi Luca Santini, del presidente e del guardia parco del Parco regionale Alpi apuane Alberto Putamorsi e Fabio Viviani,dei sindaci di San Casciano dei Bagni (Si) Paolo Morelli, Vernio (Po) Giovanni Morganti, Lajatico (Pi) Alessio Barbafieri, Monteriggioni (Si) Raffaella Senesi, e degli assessori all’Ambiente dei comuni di Calenzano (Fi) e Terranuova Bracciolini (Ar) Damiano Felli e Deborah Romei.

Al termine degli interventi il presidente ha rilevato come siano proprio i sindaci i “più disarmati”. “Tengo molto – ha proseguito Anselmi - che la commissione conservi, pur nelle sue articolazioni politiche e nel rispetto delle diverse sensibilità, un atteggiamento di governo sulla questione”. È infatti intenzione del presidente “evitare impeti di natura estremista” di coloro che si collocano su una posizione “iper animalista” ma anche di quelli che “vorrebbero usare strumenti peraltro non consentiti dalla normativa”. “Siamo consapevoli dei limiti delle nostre prerogative come istituzione” ha detto ricordando che la Regione “non ha titolarità legislativa sulla materia”. “Possiamo però concorrere a creare un contesto che non sia solo governo degli indennizzi, per quanto anch’essi limitati dalle normative, che conosciamo e rispetto ai quali la Regione ha operato anche in sede comunitaria”. “Cercheremo di consegnare un quadro nel quale muoverci, uno scenario con indirizzi compatibili al contesto giuridico legislativo in essere e senza assumerci la responsabilità di forzature che non ci competono” ha concluso.

Sulla necessità di un approccio “pragmatico” ma anche di “larghe vedute” è intervenuta la vicepresidente della commissione Irene Galletti (M5s) che già in occasione della prima audizione aveva chiesto di “guardare la questione sotto vari profili”, senza mai trascurare il “punto fondamentale: servono dati numerici attendibili”. Per Galletti il “vero problema è la predazione”. “Occorre cercare una soluzione attraverso il confronto e lo scambio di informazioni, nel rispetto delle diverse esigenze e affrontando fino in fondo la questione degli ibridi” ha detto.

Nel corso dell’audizione sono intervenuti anche i consiglieri Marco Niccolai (Pd) e Roberto Salvini (Lega Nord).

Redazione Nove da Firenze