Rubrica — Arte & Mercato

Luciano Ori, pittore, scrittore, poeta tra i fondatori del Gruppo 70

Anni fa vidi ad un’asta un dipinto degli anni ‘50 dove Ori ricreava il gioco di ombre e luce di una finestra a mattoni


Ad aprile ricorreva il decimo anniversario della morte di Luciano Ori, pittore, scrittore, poeta, ma soprattutto noto per essere uno dei fondatori del Gruppo 70, il movimento della Poesia Visiva.

Ricordo, pochi giorni dopo l’accaduto, di aver parlato al telefono con Giuseppe Chiari, il quale, scosso dalla morte dell’amico, mi disse che casualmente si erano incrociati sull’autobus, uno o due giorni prima, mentro uno saliva l’altro scendeva, salutandosi frettolosamente.

Dopo una vita passata a stretto contatto fra amici/artisti, è come se un pezzo della propria esistenza se ne fosse andato, un po’ come una vita di coppia.

Ori inizia la sua carriera artistica come pittore, già nel 1950 tiene la sua prima esposizione personale, ad un certo punto la sua pittura potrebbe essere definita astratta, anche se in realtà era più affascinato dai laterizi, dei quali ne esaltava le geometrie. Anni fa vidi ad un’asta un dipinto degli anni ‘50 dove Ori ricreava il gioco di ombre e luce di una finestra a mattoni di un fienile; oppure in collezione privata un dipinto del ‘61/’62, dove erano rappresentati dei mattoni forati impilati visti dalla sezione.

Nel 1963, assieme ad Eugenio Miccini e Lamberto Pignotti, fonda il Gruppo 70, ma lui stesso sosteneva che l’anno corretto fosse quello successivo, come riporta il Dizionario Biografico di Treccani: “… Dal 1964 partecipò attivamente, insieme ai fondatori Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini, al movimento fiorentino d’avanguardia Gruppo 70 (la data di fondazione – precisava lo stesso Ori – non si doveva far risalire al 1963, come affermato in molti resoconti storico-critici: in tale anno infatti, la poetica del gruppo appariva ancora estremamente eterogenea e solo l’anno seguente assunse precise connotazioni; L. O., 1974, pp. nn.)...”.

Nello stesso gruppo si associeranno anche Lucia Marcucci, Ketty La Rocca che morirà prematuramente nel 1976, ma anche Giuseppe Chiari, Gianfranco Baruchello, Emilio Isgrò e tanti altri, fra cui Antonio Bueno, il quale però non abbandonerà mai lo stile per il quale è conosciuto.

Quello della Poesia Visiva è stato, probabilmente, uno dei movimenti più avanguardisti che Firenze ha visto dal secondo dopoguerra ad oggi. La casa editrice Skira, sul volume “Futurismo 1909-2009”, dà ampio spazio ai fondatori della Poesia Visiva, nella sezione “Dopo il Futurismo”, come movimento innovativo di importanza nazionale e Luciano Ori ne è assolutamente uno dei principali rappresentati, non solo per essere, come ho detto, uno dei fondatori, ma per la qualità della sua ricerca.

Forse alcune delle opere più caratteristiche di Ori, sono quelle legate ai pentagrammi: interessanti collages su grandi spartiti, con le più svariate evoluzioni, dove concettuali e dove semplicemente ironiche. Tutta questa produzione è stata realizzata dall’inizio degli anni ‘70 fino alla fine dei ‘90.

Arte & Mercato — rubrica a cura di Giacomo Ferri

Giacomo Ferri

Giacomo Ferri — Giacomo Ferri è appassionato di tecniche e stili, esperto di arte contemporanea è da anni curatore di mostre e rassegne in Toscana e non solo

E-mail: giacomoferri.arte@gmail.com