Rubrica — Mostre

Lucca: Pontormo in 3D a San Franceschetto fino al 21 ottobre 2017

Un video–racconto dedicato al celebre ritratto di Palazzo Mansi


Arriva nella Chiesa di San Franceschetto a Lucca Pontormo in 3D. Fino al 21 ottobre tutti pronti a inforcare gli appositi occhiali e partire per un viaggio virtuale nell’arte del ‘500, incontrando un burbero artista e un ragazzo un po’ smemorato, involontari protagonisti di un video-racconto prodotto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. La Fondazione inaugura così una nuova era per gli ambienti della piccola chiesa di San Franceschetto adesso dotata delle più moderne tecnologie di proiezione, un centro di cultura incastonato nel Complesso Conventuale di San Francesco, ma soprattutto un luogo di divulgazione in grado di aprire una finestra sulla città e i suoi tesori.

La sala, che in inverno ospiterà anche attività didattiche dedicate alle scuole, si propone come vera e propria vetrina “parlante” dove valorizzare e promuovere le evidenze artistiche cittadine. Di qui l’intesa con i Musei Nazionali di Villa Guinigi e di Palazzo Mansi che incontrano una forma di promozione efficace e d’avanguardia. Protagonista del video-racconto è, infatti, il capolavoro di Pontormo, Ritratto di giovinetto, conservato nel Museo Nazionale di Palazzo Mansi, fulcro di una storia a due voci articolata tra passato e presente, tra la realtà storica del ‘500 e la fortuna critica e artistica dell’affascinante dipinto.

L’opera

Il Ritratto di giovinetto che Jacopo Carucci da Pontorme, detto Pontormo, realizzò tra 1525 e 1526 è un’opera molto singolare che ben rappresenta la produzione dell’artista, atipico interprete delle novità rinascimentali che assieme a Rosso Fiorentino fu protagonista di una “parentesi anticlassica” nella prima metà del Cinquecento. Un’arte fatta di pennellate vibranti, di posture complesse quella del Pontormo, che ritroviamo anche in questo ritratto che ancora oggi porta con se’ un piccolo enigma, legato all’identità del ragazzo, probabilmente da identificare con Alessandro de Medici, detto il Moro, contemporaneo dell’artista.

Il video-racconto

Proprio l’alone di mistero che circonda l’opera è uno dei temi su cui è stata costruita la “trama” del filmato, realizzato da Infinity Blue con la regia di Maurizio Bernardi, la sceneggiatura di Andrea Salani e la consulenza scientifica di Rosanna Morozzi, direttrice dei Musei Nazionali di Lucca.

Un racconto a due voci, quella del maestro, anziano e burbero, e quella del giovinetto stesso, incapace di ricordare con chiarezza la propria identità. Una narrazione vivace in cui due monologhi si intrecciano consegnando allo spettatore tante informazioni sull’artista e sull’opera, ma soprattutto dando spazio a quella parte della ricerca artistica che, al di là di ipotesi e attribuzioni, valuta in primis il valore emozionale dell’arte stessa.

Un racconto dunque, ma costruito su solide basi scientifiche, dove si lasciano in sospese tutte le questioni ancora dibattute proponendo teorie e opportunità suggestive, senza cercare di spettacolarizzare l’arte con voli pindarici o forzature.

Le immagini in 3D contribuiscono a dare una forma moderna e piacevole alla storia, spingendo ancor di più lo spettatore alla curiosità, invogliandolo dunque a vedere, o rivedere, l’opera dal vivo nelle sale di Palazzo Mansi.

La mostra e i Musei

La mostra in San Franceschetto resterà aperta a ingresso gratuito fino al 21 ottobre, dal mercoledì al sabato, con orario 11-13 e 14-20.

All’ingresso della mostra verrà rilasciata una contromarca che dà diritto a una riduzione per l’accesso ai Musei nazionali di Palazzo Mansi e Villa Guinigi: € 2,00 singolo museo; € 3,25 cumulativo due musei.

Musei Nazionali sono aperti dal martedì al sabato con orario 8.30-19.30; entrambi saranno aperti straordinariamente tutti i sabati dal 2 settembre al 7 ottobre fino alle 22.30 (ultimo ingresso ore 22). È prevista inoltre un’apertura straordinaria, con stesso orario, anche il 14 settembre in occasione della Santa Croce.

È stato realizzato un piccolo catalogo, disponibile all’ingresso della mostra, in cui è trascritto il racconto protagonista del video con testo a fronte in inglese.

Redazione Nove da Firenze