Livorno: inaugurato Scoglio della Regina

Nuova vita per piazza Garibaldi


LIVORNO– È stato inaugurato a Livorno lo Scoglio della Regina, intitolato all'ammiraglio Raimondo Pollastrini, alla presenza dell'assessore regionale Cristina Grieco e delle autorità locali (tra cui il sindaco, il prefetto e il vescovo della città). Il recupero del primo stabilimento balnerare italiano (1781) ha permesso di restituire alla città una struttura utile ad ospitare alcune funzioni di eccellenza nel campo della tecnologia, della ricerca e del trasferimento tecnologico. La riconversione è stata finanziata all'interno dei Piani Integrati di Sviluppo Urbano Sostenibile (PIUSS*).

Questo uno stralcio del discorso letto dal sindaco Filippo Nogarin: "Entro un mese, i locali alla mia sinistra che poi potrete visitare, ospiteranno i laboratori allestiti dall'Istituto di Biorobotica della Scuola Sant’Anna, dal consorzio di biologia marina, dal CNR, dal consorzio LAMMA e dalla Capitaneria di Porto di Livorno.Questa è dunque una delle due gambe, insieme alla Dogana d’Acqua, su cui poggerà il nuovo “Polo della ricerca e delle alte tecnologie” di Livorno. 

Parliamoci chiaro: se vogliamo sviluppare una manifattura che sia realmente competitiva sui mercati, se vogliamo attirare a Livorno un’industria di qualità, è indispensabile puntare su prodotti dall’alto valore aggiunto. E questo significa puntare sulle alte tecnologie.
L’idea è questa: dai laboratori del polo hi-tech usciranno progetti e prototipi che dovranno poi essere trasformati in prodotti di consumo e questo ci permetterà di creare una sinergia virtuosa con aziende specializzate in robotica e biorobotica e soprattutto interessate a investire nella blue e green economy.Un salto nel futuro per una città che per troppo tempo è rimasta ancorata a un modello di sviluppo industriale ormai tramontato. In questi tre anni alla giuda dell’amministrazione abbiamo assistito a continui crisi industriali e chiusure di impianti produttivi, operazioni decise da lontano davanti alle quali le istituzioni non hanno potuto fare nulla.
Se vogliamo lasciarci alle spalle la classificazione di area di crisi complessa, non possiamo trasformarci in terra di conquista per multinazionali senza scrupoli, perennemente alla ricerca di mano d’opera a basso prezzo.
Dobbiamo al contrario puntare sull’eccellenza, in modo da ritagliarci un nostro posto privilegiato. La ricerca, l'innovazione e la conoscenza rappresentano la ricetta vincente per Livorno.
Questo si che è un valore aggiunto unico che nessuno potrà portarci via".

Nel suo intervento Cristina Grieco ha affermato: "Restituire a nuova vita lo Scoglio della Regina ha per Livorno una doppia valenza: si toglie dal degrado e dall'abbandono un pezzo di città e lo si fa dotandola di un centro di eccellenza in grado di ridare competitività e prospettive di sviluppo ad un intero territorio partendo dalla formazione, dalla conoscenza, dall'innovazione". Grieco ha espresso infine soddisfazione per essere giunti ad un traguardo ambito che, insieme al restauro del sito dell'antica Dogana d'Acqua, rappresenta la base di una rinascita fondata sul buon utilizzo dei fondi europei.

Lo Scoglio della Regina diventa così un centro di ricerca dove le imprese innovative avranno modo di sviluppare idee o creare nuovi prototipi da trasformare poi in prodotti di consumo. Ciò avverrà grazie all'accordo tra LAMMA, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, CIBM (Centro Interuniversitario di Biologia Marina), CNR-IBIMET e ISPRA firmato solo pochi mesi fa.

La festa in piazza Garibaldi, uno dei cuori pulsanti della vecchia Livorno, è iniziata stamani con alcuni laboratori creativi e di riciclo e con la musica della banda di strada del liceo musicale Niccolini Palli. Poi è stata la volta dell'asta di biciclette della Ciclofficina Contropedale gestita dall'Arci, inaugurata a gennaio, che coinvolge alcuni ragazzi dei centri di accoglienza della città che ospitano migranti e rifugiati: uno dei tanti progetti toscani spontanei che coniuga accoglienza e integrazione. Riparano bici abbandonate e gettate via, per poi rivenderle appunto in aste pubbliche come quella di stamani, spesso proprio a gente del quartiere (clicca qui per vedere un video). Tra gli eventi collaterali della festa che inaugura i fondi sfitti che si animeranno per tutto il mese con quattrordici temporary shop, un modo per rendere il quartiere più vissuto e frequentato e dunque più sicuro, ci sono anche foto d'epoca, pittori a dipingere all'aria aperta e maglioncini e lavori ad abbellire gli arredi urbani, realizzati dalle donne dell'associazione Streghe Arcobaleno. Un fitto programma che proseguirà fino a domani, domenica 11 giugno, con sconti per chi – nell'arco dell'intero mese di giugno – avrà visitato tutti e dieci i fondi.

"La sinergia tra livelli istituzionali complementari e tra soggetti pubblici e privati", ha sottolineato in piazza l'assessore regionale alla sicurezza e alla partecipazione, Vittorio Bugli, intervenuto alla festa, "è lo strumento migliore e più efficace per realizzare progetti di rigenerazione urbana: i soli, peraltro, che possono garantire risultati duraturi nel tempo e garantire la sicurezza per i cittadini che devono poter vivere i loro quartieri".

La zona di piazza Garibaldi con l'omonima via e le strade attorno, oggi conosciuta come quartiere Garibaldi, era una volta chiamata Borgo Reale e rappresentava uno dei luoghi più vivaci della città di Livorno, con le botteghe e le attività degli artigiani, i fondi dei pescatori e dei calafati lungo il fosso Reale, sul bacino d'acqua antistante la Fortezza Nuova.

"E' importante che questa sinergia si concretizzi e coinvolga, in questo modo, la città di Livorno, storicamente crogiuolo di razze e di culture", ha concluso l'assessore. "Questi progetti rappresentano un modo creativo, ma direi anche intelligente ed utile, per dare gambe ad integrazione e rilancio sociale e non solo economico della città".

Con Bugli era presente anche l'assessore al Lavoro e formazione, Cristina Grieco, la vicesindaco di Livorno, Stella Sorgente, e il direttore generale della Confesercenti Alessandro Ciapini.

Redazione Nove da Firenze