Libertà di stampa: alluvione di notizie false, di bufale e strumentalizzazioni

Se ne parla all’Università di Pisa martedì 9 maggio. Documento di Ast e Regione Toscana contro le querele temerarie e no al bavaglio turco. Barni: "Al fianco dei giornalisti in difesa del diritto alla verità"


Fake news, post-verità, fact checking, debunking sono solo alcuni dei termini entrati recentemente nel vocabolario collettivo per indicare la crisi del sistema tradizionale dell’informazione. Di questi temi si discuterà martedì 9 maggio alle 11 nell'aula Q2 del Polo Piagge dell’Università di Pisa (Via Giacomo Matteotti, 11) in un workshop organizzato dalla professoressa Roberta Bracciale del dipartimento di Scienze Politiche. Al centro dell’incontro c’è la presentazione del numero monografico della rivista “Problemi dell’informazione” dedicato al tema “Il lavoro giornalistico e la moltiplicazione degli ambienti comunicativi”. Nel corso del workshop si parlerà quindi di come i processi di diffusione delle nuove tecnologie stanno modificando numerosi ambienti della vita quotidiana e professionale e, in particolare, di come il giornalismo deve riadattare le sue routine produttive e ridefinire i rapporti con le fonti e con il pubblico in un ecosistema mediale ibrido caratterizzato da meccanismi di disintermediazione sempre più diffusi.

Solidarietà a tutti i giornalisti e agli operatori dei media che, per l'esercizio della loro professione, sono finiti in carcere o stanno subendo minacce e intimidazioni. In Turchia come in tutto il mondo. È questo il messaggio lanciato martedì mattina da Palazzo Strozzi Sacrati, in occasione dell'incontro tra una delegazione dell'Associazione Stampa Toscana e Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana, con delega anche alla promozione dei diritti umani. L'incontro – avvenuto su proposta del sindacato unitario dei giornalisti è avvenuto nel giorno in cui la Federazione nazionale della stampa italiana ha dato appuntamento a Roma per un sit-in di protesta contro il governo della Turchia, paese nelle cui carceri attualmente ci sono ben 150 giornalisti, e in vista della giornata del 3 maggio, dedicata, in tutto il mondo, alla libertà di stampa. A guidare la delegazione dell'Associazione Stampa Toscana è stato il presidente, Sandro Bennucci, accompagnato dalla vicepresidente, Paola Fichera, e dalla segretaria, Lucia Aterini.

"Le istituzioni toscane – ha sottolineato la vicepresidente Barni – non possono che essere al fianco dei giornalisti italiani e di tutto il mondo nella loro mobilitazione per i loro colleghi turchi così come di chiunque e per qualunque motivo abbia perso la sua libertà per motivi legati alla libertà di opinione e di manifestazione del pensiero. Non è e non può essere solo una battaglia dei giornalisti e non è una battaglia che riguarda solo paesi lontani. Il diritto alla verità va difeso ovunque e solo una informazione libera e indipendente ce lo può garantire, soprattutto in tempi in cui, tristemente, dilagano post-verità e fake news. Dalla Toscana, regione che storicamente è stata protagonista nelle battaglie per i diritti umani, parte un forte appello per la liberazione di tutti i giornalisti e i perseguitati per il loro impegno di verità".
"Un impegno – ha sottolineato Bennucci, a nome dell'Ast ma portando anche il saluto del segretario Fnsi Raffaele Lorusso – che non può non guardare con attenzione anche a tutto ciò che accade in Italia, paese che, pur in una realtà completamente diversa dalla Turchia, si attesta sempre a un desolante cinquantaduesimo posto nelle graduatorie mondiali sulla libertà di stampa. Alle istituzioni chiediamo un impegno concreto contro le querele temerarie, in una situazione in cui la querela è spesso utilizzata come arma di pressione contro il diritto di cronaca e i giornalisti meno tutelati. Allo stesso modo chiediamo che siano pienamente applicate le normative per un'amministrazione trasparente e per il libero accesso all'informazione".

Redazione Nove da Firenze