Legittima difesa, sicurezza personale tra polemiche ed ironia

Sul web migliaia di interventi sarcastici all'indomani della nuova normativa che il Senato sarà chiamato a chiarire


La nuova Legge sulla legittima difesa ha scatenato enormi polemiche nei salotti politici, mentre sul web nelle ultime ore sono apparsi numerosi commenti a carattere ironico. Il relatore toscano, David Ermini, è pronto a correggere il testo.

Tra le maggiori accuse il passaggio, latente ma significativo, sulla disponibilità effettiva di armi in casa della potenziale vittima. 
C'è chi ha sviluppato il senso critico spolverando il Diritto Comparato e sottolineando le analogie con la legge vigente in Francia dove la proprietà privata è questione Napoleonica, ma c'è anche chi ha paragonato le preoccupazioni di una Italia che si interroga sulla legittima difesa con l'estremo sospetto riservato da sempre agli Stati Uniti d'America dove il possesso di armi è diventato leggenda e dove il Presidente Obama ha combattuto una lotta contro il possesso di armi.

I Social Network si sono scatenati in particolare sull'aspetto che separa il giorno e la notte nell'interpretazione della fattispecie. Un discrimine orario mal digerito che avrebbe suscitato le perplessità del Segretario PD ed ex Premier Matteo Renzi, che a nome della maggioranza ha ipotizzato un chiarimento dei termini della Legge attraverso il passaggio in Senato.

"Meno male che c'è il Senato" ha detto il presidente Pietro Grasso.
Matteo Salvini leader della Lega ha preannunciato una raccolta firme per un Referendum che punti a cancellare la Legge.
 Pippo Civati ha parlato di una norma che "permette l'uso delle armi in modo sconsiderato".
A difendere il testo è David Ermini, ex presidente del Consiglio Provinciale di Firenze ed oggi parlamentare PD, relatore della nuova Legge alla Camera dei deputati che attira l'attenzione sul termine giuridico "ovvero" che non starebbe per "In pratica" ma per "oppure". In questo modo il testo sarebbe interpretabile così: "Si considera legittima difesa la reazione a un'aggressione commessa in tempo di notte OPPURE a seguito dell'introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno".

L'annuncio di un Referendum e l'ipotesi di una lotta politica hanno scatenato immediate reazioni. "Non servirebbe togliere la parola notte - ha dichiarato Ermini nelle ultime ore - ma se è l'elemento per cui si deve fare una campagna elettorale contro, allora la togliamo".
La giustificazione del ravvedimento è affidata a queste parole: "Come giustamente mi ha detto Renzi, la percezione dei cittadini deve essere di completa sicurezza e quindi dobbiamo essere disponibili a correggere il testo".

Ma quali sono le novità? Si configura la legittima difesa, che prevede patrocinio legale a carico dello Stato, in caso di aggressione commessa di notte o di intrusione nella proprietà privata con violenza, minaccia o inganno.
Il pericolo deve essere attuale e deve esserci proporzionalità tra offesa e difesa.
Viene esclusa la colpa per chi spara se vi è pericolo per la libertà personale o sessuale e l'aggressione è causa di un grave turbamento psichico.

Sì Toscana a Sinistra presenta una mozione affinché dalla Regione Toscana giunga un forte e chiaro monito al Parlamento a non procedere con l’approvazione della nuova Legge sulla legittima difesa 

Annunciano i Consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti: “Dopo l’incostituzionale Decreto Minnitti–Orlando e le deliranti polemiche xenofobe sulle ONG siamo al terzo atto di questa follia collettiva: la legge sulla legittima difesa approvata per ora alla Camera trasformerà la Repubblica in un saloon sanguinoso, dove il primo a morire è lo stato di diritto. Il tutto per inseguire l’estrema destra, alimentando false percezioni e pericoli immaginari, immersi fino al collo in un pericoloso circolo vizioso politico-mediatico. L’Italia è uno dei Paesi con il più basso tasso di omicidi al mondo: 0,8% ogni centomila abitanti, reati di camorra e omicidi “familiari” compresi, e in costante diminuzione, essendo passati dai 1.901 omicidi del 1991 ai 469 del 2015. Allo stesso tempo diminuiscono costantemente i reati non cruenti come furti e rapine. Ma nonostante ciò, i demagoghi della paura e dell’ignoranza alimentano il terrore e spingono gli italiani ad armarsi, dimenticando che dove le armi circolano liberamente tra i cittadini, come negli Stati Uniti, si hanno i numeri più alti di morti ammazzati. Dobbiamo anche ricordare che i casi aperti per legittima difesa sono al 2015 in tutto 136, e per oltre il 90% si prevede l’assoluzione, prova evidente che la legge precedente già consentiva ampiamente di difendersi. Con il voto alla Camera il PD, invece di porre un argine ai deliri leghisti e delle destre, sancisce l’istituzione della pena di morte privata, la vendetta “fai da te” senza l’intervento delle autorità: si cancella così un principio cardine del diritto, invitando, di fatto, i cittadini a farsi giustizia da soli. Si passa così dalla legittima difesa alla licenza d’uccidere. Il messaggio culturale è agghiacciante: armatevi e sparate pure, basta che il rapinatore vi faccia molta paura. Senza comprendere che tutto questo non disincentiverà i furti, farà solo sì che chi ti entra in casa si assicurerà di essere ben armato e pronto a spararti prima e meglio di te. Senza capire che la corsa ad armarsi aumenterà femminicidi e morti per banali liti in discoteca, con il vicino di casa o per strada. La Toscana ha abolito per prima la pena di morte nel 1786, adesso non possiamo restare in silenzio davanti ad una simile e incomprensibile regressione. Ci auguriamo che il Consiglio regionale della Toscana voglia discutere seriamente le nostre proposte, con tutta l’attenzione che una Politica responsabile deve avere, analizzando i dati di realtà e senza rincorse estremiste”.

Redazione Nove da Firenze