Rubrica — Editoria Toscana

Le donne nel giornalismo sportivo e la rivoluzione delle news

Oggi al ​Festival del Calcio, in corso di svolgimento a Firenze


FIRENZE– Più forti dei pregiudizi, le donne si sono imposte con professionalità e simpatia anche nel giornalismo sportivo, soprattutto in quello televisivo. Anche di questo si è parlato al Festival del Calcio, in corso di svolgimento a Firenze, sabato mattina con le giornaliste di Sky Sport 24 Sara Benci ed Eleonora Cottarelli, nell'incontro “SkySport24: la rivoluzione continua delle news”, moderato da Omar Schillaci, vice direttore WiredSara Benci, nata come pallavolista e passata a seguire il calcio all'inizio della sua esperienza a Teletruria, racconta: “Lavoro, esperienza e presenza sul campo aiutano ad abbattere il pregiudizio del muro al maschile, specie tra i colleghi, in questo tipo di lavoro. L'estetica – aggiunge – aiuta certamente nella fase iniziale, poi però non è sufficiente. Se vuoi fare la giornalista devi avere una certa competenza”. Poi racconta il passaggio dall'esperienza di Sportime a SkySport24: “Una domenica mattina, in una delle prime edizioni, ci accorgemmo di essere ancora troppo ancorati all'ottica Sportime. Dovevamo in qualche maniera personalizzare la nostra conduzione. Un collega di allora per primo ci spinse ad abbandonare un po' quest'ottica di lavoro per avvicinarci ancora di più al live. L'edizione con Cassano in diretta – ricorda – è stata una delle cose che mi ha divertito di più ed anche tra le più produttive dal punto di vista giornalistico”. E' una sportiva anche Eleonora Cottarelli: “Ma non sapendo praticare lo sport benissimo, mi piaceva parlarne”. Ricorda l'esordio a Sky: “C'era un corridoio che ci portava dalla redazione agli studi ed attraversarli mi dava una grande emozione. La mia grande opportunità – ammette ridendo – sono stati i lanci del wrestling”. Quindi, parla di come si sia modificata l'ottica nell'attuale esperienza lavorativa: “Il passaggio a SkySport24 ha cambiato un po' le regole del gioco: è cambiato il linguaggio, l'immagine sull'evento live può essere anche più sporca, ma diventa un riferimento per il tuo pubblico per tutta la giornata. All'inizio – spiega – c'erano sei ore di conduzione, poi ci siamo regolati trovando un'alternanza più veloce, con maggiore freschezza. Il live ci permette di raccontare le cose con un flusso diverso. Ci sono le immagini che si devono mediare rispetto al classico servizio chiuso che facevamo a Sportime”. Infine, i suoi ricordi professionali più belli: “La prima Olimpiade e la sera della Champions dell'Inter, dove siamo rimasti in diretta fino alla mattina successiva, cercando di raccontare tutto quello che accadeva, aspettando l'arrivo della squadra che avvenne solo alle prime luci dell'alba”.

Redazione Nove da Firenze