Lavoro pubblico: lunedì 5 presidio regionale Cgil, Cisl, Uil a Firenze per il contratto

I sindacati chiedono a governo, regioni e ANCI di tenere fede agli impegni. Diplomati magistrali esclusi: mozioni in Consiglio regionale per la salvaguardia dei contratti


Firenze– Dopo 9 anni di blocco contrattuale finalmente i dipendenti pubblici, con l’accordo del 30 novembre 2016 firmata da Cgil, Cisl e Uil con il governo, hanno riconquistato il giusto diritto al rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Dopo il primo importante traguardo con l’ipotesi di accordo, a dicembre scorso, per il nuovo contratto del comparto ‘Funzioni centrali’ (in Toscana 14.200 mila addetti), c’è stato però un ingiustificabile rallentamento per il rinnovo dei contratti nei comparti ‘Sanità’ e ‘Autonomie locali’ (che in Toscana riguardano rispettivamente 35.200 e 43.000 lavoratori). Per questo Fp-Cigl, Cisl-Fp e Uil-Fpl nazionali hanno lanciato una giornata di mobilitazione in tutta Italia, per chiedere a governo, regioni e ANCI che vengano sbloccate subito le trattative per arrivare alla sottoscrizione dei nuovi contratti. Lunedì 5 febbraio, si svolgeranno iniziative davanti alla sede di tutte le regioni italiane e, a Roma, davanti a palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione pubblica. In Toscana il presidio, a cui sono attese alcune centinaia di lavoratori, è fissato per le ore 14, davanti alla sede della Presidenza della Regione, in piazza Duomo, a Firenze. I sindacati toscani hanno anche inviato una lettera al presidente Enrico Rossi, per chiedere un incontro durante il presidio e il sostegno della Regione Toscana a sbloccare il rimpallo tra autorità pubbliche che impedisce il rinnovo di un contratto bloccato da 9 anni.

Le ripercussioni della sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 20 dicembre che esclude dalle Gae (Graduatorie ad esaurimento) tutti i diplomati magistrali prima del 2001-2002, al centro di due mozioni approvate dal Consiglio regionale della Toscana nel corso della seduta di martedì 30 gennaio. La prima, presentata dal consigliere Andrea Quartini, e la seconda dalla consigliera Valentina VadiEntrambi gli atti impegnano la Giunta ad attivarsi, presso tutte le sedi istituzionali competenti, per trovare una soluzione definitiva che tuteli il più possibile le figure professionali coinvolte, anche attraverso la salvaguardia dei contratti stipulati a tempo indeterminato, e scongiurando ripercussioni sulla vita lavorativa e personale di allievi, famiglie e comunità educante. Sulla vicenda è intervenuta in Aula anche l’assessore toscano all’Istruzione che ha ricordato la lettera inviata al Miur per sollecitare un confronto urgente con le Regioni. 

Redazione Nove da Firenze