La Storia sotto la Tramvia: tornerà un giorno il Porto Leopoldino

Firenze attende la conclusione dei lavori per la Linea 2 e la Linea 3


Nelle ultime ore la notizia dello slittamento nella consegna delle nuove linee, si parla adesso dell'estate del 2018, ha fatto sollevare un invito alla massima attenzione sulla qualità dei lavori al fine di non ritrovarsi, come già accaduto con la prima Linea, l'impianto urbanistico deficitario.
Tra i deficit più volte elencati anche la mancata ricostruzione dell'Oratorio San Carlo che trovava posto sul Lungarno del Pignone e il Porto Leopoldino, entrambi i manufatti furono infatti sezionati, numerati e.. depositati.

Durante la costruzione della Linea 1 della Tramvia tra Firenze e Scandicci il gruppo tecnico formato dal tandem Matulli - Bacci il vicesindaco e l'ingegnere delegato da Ataf per seguire l'opera si imbattè nei resti dell'antico porto di Firenze.
Immediata la proposta di preservarlo per restituirlo alla città nelle ottime condizioni in cui era stato rinvenuto. Rientrato poi nei 100 Luoghi e nel Masterplan delle Cascine, giace ancora in attesa.

A ricordarlo è oggi Vecchia Firenze Mia, l'archivio digitale sui Facebook curato da Gianni Greco che commenta "Parte del perfettamente conservato Porto Fluviale del Pignone tornato alla luce con i lavori del ponte tramviario. Oggi conservato a pezzi chissà dove e rimontato chissà quando".

Nonostante lo scalo fluviale fosse presente nelle raffigurazioni pittoriche conservate nell'allora Museo Firenze Com'era di via dell'Oriuolo, il Comune di Firenze, Ataf e Soprintendenza si dichiararono sorprese del ritrovamento

Sono passati 12 anni. Oggi che si lavora alla realizzazione delle due nuove Linee in contemporanea, con le delicate operazioni in corso sulla Galleria di Palazzo Mazzoni, e mentre procede la ristrutturazione della Passerella dell'Isolotto con la rinascita delle Cascine che resta una "grande scommessa" riesumare il Porto Leopoldino sembra suonare come monito agli errori del passato. 

Redazione Nove da Firenze