La commemorazione della partenza del primo convoglio di deportati ebrei

Che è avvenuta a Firenze il 9 novembre 1943 . L’assessore Funaro esorta i giovani ad esprimere le loro opinioni: “È facendo sentire la propria voce che si può combattere contro le ingiustizie”. Giovedì 16 novembre 2017, corteo in memoria della deportazione degli Ebrei. Stragi: mozione chiede la declassificazione dei documenti e la digitalizzazione dei processi


Firenze– Il 6 novembre 1943 il comando nazista avviò a Firenze la cattura e la deportazione degli Ebrei fiorentini. Vennero arrestate oltre 300 persone. Il 9 novembre furono caricate sui treni diretti verso Auschwitz, dove arrivarono il 14 novembre. Solo 107 superarono la selezione per l'immissione nel campo: gli altri vennero immediatamente eliminati. Nell'elenco dei deportati figuravano anche otto bambini nati dopo il 1930 e 30 anziani, nati prima del 1884.
I tedeschi avevano completato l'occupazione di Firenze nel settembre 1943. Qui i nazisti poterono contare per la razzia sul sostegno attivo dei fascisti, in particolare su quello della banda Carità. Degli Ebrei deportati nei lager dal 6 novembre del '43 in poi, solo 15 tornarono indietro: otto donne e sette uomini.

“Esprimete in maniera forte le vostre opinioni perché è facendo sentire la propria voce al resto del mondo che si può combattere contro le ingiustizie”: è l’esortazione che stamani l’assessore al Welfare Sara Funaro ha rivolto ai giovani presenti al binario 16 della stazione di Santa Maria Novella, in occasione della celebrazione commemorativa della partenza del primo convoglio di deportati ebrei avvenuta il 9 novembre 1943, quando più di 300 ebrei furono ammassati su alcuni vagoni di un treno e trasportati ad Auschwitz. E sempre ai giovani era rivolto il messaggio contenuto nel brano tratto dal ‘Diario Anna Frank’ che l’assessore Funaro ha letto sul binario 16: ‘Non ci è permesso di avere opinioni. Le persone possono dirti di tenere la bocca chiusa, ma non possono impedirti di avere un’opinione. Anche se si è ancora molto giovani, non dovrebbero impedirti di dire quello che pensi’.

Alla commemorazione erano presenti tra gli altri la vicepresidente del Senato Rosa Maria Di Giorgi, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, la vicepresidente della comunità ebraica Daniela Misul, alcuni partigiani, un rappresentante della ACF Fiorentina e una delegazione di alunni della scuola Dino Compagni, che hanno suonato due brani musicali, uno di musica ebraica e uno di musica Kletzmer.
“La partenza del primo convoglio di deportati ebrei dalla stazione di Firenze è un evento da ricordare ogni singolo giorno - ha detto l’assessore Funaro -. L’amministrazione comunale è molto impegnata, sia nella Giornata della Memoria che il 9 novembre, per tenere alto il ricordo e la memoria su eventi che hanno segnato drammaticamente la nostra storia affinché i giovani sappiano quello che è successo, sappiano riconoscere le ingiustizie e possano impegnarsi per combatterle. Episodi tragici della storia come quello che avvenne settantaquattro anni fa al binario 16 è per noi un impegno e un dovere, significa non dimenticare. Coltivare la memoria è anche un nostro compito perché il futuro si basa e si costruisce sul ricordo del passato e sulla memoria”. “Dal binario 16 sono partite centinaia di persone della comunità ebraica fiorentina - ha spiegato l’assessore -; centinaia di civili, partigiani, militari, che se ne sono andati per cercare di fronteggiare uno sterminio di massa. In pochi hanno fatto ritorno, nonostante a Firenze ci fosse una rete di solidarietà straordinaria. Anche in città si era formata l’organizzazione di resistenza ebraica Delasem - ha continuato - alla quale aderirono religiosi e civili che hanno rischiato la loro vita per salvare le persone deportate nei campi di sterminio. Il ricordo va soprattutto ai bambini deportati da questo binario, la più piccola era Fiorella Calò di 5 mesi, e agli anziani, la più avanti con l’età era Fanny Tedesco di 93 anni”.
Nel corso del suo intervento l’assessore Sara Funaro ha ringraziato la Fiorentina per aver aderito, lo scorso mese di ottobre in occasione del 10/o turno di campionato, all’iniziativa della Federcalcio, d’intesa con il Ministro per lo Sport e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, nata dopo l’oltraggio della memoria, da parte di alcuni tifosi laziali in curva Sud. L’iniziativa, realizzata per condannare gli episodi di antisemitismo e continuare a coltivare la memoria della Shoah, prevedeva la lettura di un brano tratto dal ‘Diario di Anna Frank’ prima dell’inizio della partita.
“Quello compiuto da alcuni tifosi laziali è un gesto orribile, molto grave - ha concluso l’assessore Funaro -. Episodi del genere sono inaccettabili e sono da condannare in maniera forte, senza se senza ma”.

Dal 2013 la Comunità di Sant'Egidio ha inteso ricordare la deportazione degli Ebrei di Firenze, avvenuta il 6 novembre del 1943, attraverso un pellegrinaggio della memoria nelle strade del centro storico. Il corteo quest'anno partirà da via del Corso, giovedì 16 novembre, alle ore 17.30, con appuntamento al Canto di Croce Rossa (all'angolo di via del Corso con via dei Cerchi) e percorrerà le vie del centro fino alla sinagoga di via Farini, dove i partecipanti al corteo saranno accolti dai responsabili della Comunità Ebraica per una cerimonia nel piazzale. La cittadinanza è invitata. L'appuntamento è alle 17.30, ma in caso di temporale la manifestazione si svolgerà direttamente alla sinagoga alle ore 18. Anche quest'anno, dunque, la Comunità di Sant'Egidio, in accordo con la Comunità Ebraica, intende rinnovare questo gesto, al quale hanno preso parte con convinzione tante anime della realtà cittadina, tra le quali anche musulmani con l'imam Izzedin Elzir, i rappresentanti della Comunità Armena, i buddisti della Soka Gakkai. La marcia della memoria si colloca nel 2017 a 74 anni dalla prima deportazione degli Ebrei fiorentini.
Può essere utile ricordare alcuni dati.

Approvata a maggioranza dall’aula una mozione “in merito alle vittime delle stragi di matrice terroristica e alla salvaguardia di una memoria storica condivisa in difesa delle istituzioni democratiche”, presentata da numerosi consiglieri del Pd e di Sì-Toscana a Sinistra, prima firmataria Valentina Vadi (Pd). Come ha spiegato la consigliera Vadi, illustrando l’atto in Consiglio, la mozione impegna a dare piena attuazione a una direttiva del 2014 del presidente del Consiglio, ancora non rispettata, che prevede la declassificazione e il versamento dei documenti all’Archivio centrale dello Stato e il superamento delle resistenze “che ancora oggi continuano a negare l’accesso a informazioni connesse alla strage di Bologna e alle altre stragi di matrice terroristica”. Inoltre si chiede che sia dato effettivo seguito a un accordo del 2015 sottoscritto tra il ministero dei Beni culturali e il ministero della Giustizia per digitalizzare i processi di interesse storico, “per salvaguardare una documentazione giudiziaria di fondamentale importanza per la ricostruzione del nostro recente passato, oltre che per l’eventuale accertamento di responsabilità oggi non completamente emerse, rendendola disponibile a un vasto pubblico e soprattutto alle giovani generazioni”. Infine, si chiede che sia data completa attuazione alla legge 2006 del 2004 che stabiliva alcune modalità di benefici assistenziali e previdenziali spettanti alle vittime di stragi e ai loro familiari, dato che ancora oggi rimangono aperte numerose questioni.

Jacopo Alberti (Lega) ha annunciato il voto di astensione del suo gruppo “perché nell’atto ci si riferisce in maniera faziosa solo al terrorismo di destra, dimenticando quello della sinistra eversiva”. Tommaso Fattori (Sì- Toscana a Sinistra) ha giudicato la mozione “un ottimo atto” e ha precisato che “in questo caso si fa riferimento allo stragismo, che è stato di destra”.

Redazione Nove da Firenze