Internet Festival: appuntamento nel 2017

Mobilità: un algoritmo per tagliare il traffico


Pisa, 9 ottobre– Si conclude oggi a Pisa l’edizione 2016 di Internet Festival, la manifestazione dedicata al mondo digitale con 200 eventi in quattro giorni e decine di relatori provenienti da tutto il mondo.

“Che tipo di comunità abbiamo in un tempo in cui le notizie ci arrivano in maniera istantanea attraverso il web e i social network?”. Parte da qui il filosofo Giulio Giorello per raccontare il viaggio della Rete - tra i social e i media - ospite al Festival che si chiude oggi (dal 6 ottobre) a Pisa. Giorello è uno dei tanti ospiti di IF che ha tagliato i tempi della Rete in un itinerario lungo sessant’anni (dall’anniversario del primo ping alla sicurezza in Rete, ormai un problema mondiale, fino alle innovazioni 2.0 della quotidianità che cambieranno la vita a molti alla nuova mobilità) passando per il presente e proponendo gli scenari futuri.“Penso – ha spiegato Giorello nel suo intervenendo - che il ‘presente perpetuo’, questa modalità bombardante di notizie assidue e persistenti, sia una condanna per il futuro”.

Tra i tanti argomenti trattati nelle tracce del festival quello della sicurezza in Rete, con l’intervento del capo della Polizia, Franco Gabrielli, che ha spiegato: “è vero che l'Isis ha una forte potenza mediatica, attraverso il web, ma credo tuttavia che si debba lavorare sulla prevenzione e ‘deradicalizzazione’, più che sulla repressione perché in gioco ci sono i nostri valori, la nostra libertà e il nostro stile di vita”.

Il festival ha poi parlato di impresa e start up grazie alla competizione “. ItCup” di Registro .it del Cnr di Pisa vinta da Mathesia, una piattaforma di crowdsourcing per mettere in contatto aziende alla ricerca di algoritmi per i loro prodotti e i cervelli matematici. Nel percorso a tappe, il programma ha tracciato in quattro giorni di festival uno spartiacque di oggi e domani: dal futuro robotico con Ronda, applicazioni robotiche per la palestra del futuro per le persone colpite da ictus, ai “migranti” 2.0 al futuro dei musei con Mauro Felicori, direttore della Reggia di Caserta. E poi anche i progetti della Regione Toscana per rendere open la PA e i percorsi di economia ed ecosistema delle innovazioni di Digital Loom conl’assessore regionale Vittorio Bugli. E sulle città del futuro, con la ricerca sulla mobilità a Pisa che evidenzia come “il futuro di una piccola città come Pisa è il carpooling”, e con l’intervento di uno dei massimi esperti di “smart city”, Carlo Ratti, che ha spiegato come “l’internet delle cose sta aprendo moltissimi scenari, tra cui quello della mobilità. Le auto senza guidatore daranno vita a nuovi sistemi di mobilità: un’auto senza guidatore quando è parcheggiata può essere condivisa e diventa qualcosa a metà strada tra mezzi pubblici e privati”. Robotica e lavoro è uno dei temi trattati da Susanna Camusso, segreteria generale della Cgil, che ha segnalato come “i processi di innovazione tecnologica vanno guidati invece che subiti”.

Come da consuetudine un segmento è stato dedicato al mondo dello sport e alle conseguenze dell’avvento della tecnologia nella pratica sportiva, in particolare nel ciclismo, nella pallavolo, nella scherma, nel tennis e nel calcio. Tra gli ospiti: Andrea Giani, Gianni Clerici, Marco Pastonesi, Raúl Peláez, Gianluca Pessotto. Sport e innovazione si sono intrecciati nella corsa notturna City Track Run con una app che ha monitorato la posizione dei partecipanti. Un programma dedicato ad adulti ma anche a famiglie e bambini, come dimostrano i migliaia di partecipanti ai laboratori T-Tour organizzati alla Cittadella Galileiana.

La sintesi di Internet Festival è la ‘stanza’ di Jacob Collier, polistrumentista, jazzista, artista a tutto tondo, che diventa un laboratorio di musica trasportato sui palcoscenici di tutto il mondo grazie alla collaborazione con il MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston. Una stanza ("In my rooms” è il suo album di esordio), che rappresenta quelle di tantissimi giovani che popolano di musica Youtube.

Eliminare centinaia di tonnellate di CO2 all’anno tramite il carpooling, grazie all’applicazione di un particolare algoritmo sviluppato dal gruppo di ricerca WiNeMA, dell'Istituto di Informatica e Telematica del CNR di Pisa, in collaborazione con il SenseableCity Lab del MIT di Boston. E’ questo uno dei risultati dello studio MobilitandoPisa, promosso dal Comune di Pisa in collaborazione con l’azienda per la mobilità PISAMO, con i maggiori Enti Pubblici e di Ricerca dell’area metropolitana e il MIT. I risultati della ricerca sono stati presentati oggi, durante la giornata conclusivadell’Internet Festival di Pisa.

L’indagine ha coinvolto oltre 6200 cittadini che vivono o lavorano a Pisa, un numero che testimonia una grande attenzione al tema della mobilità: oltre 3000 intervistati hanno dato la propria disponibilità per ulteriori indagini e circa 1500 di loro hanno fornito suggerimenti e proposte.

Dalle risposte fornite emerge chiaramente che l’auto è il mezzo di trasporto più usato dai lavoratori, nonostante che il 65% dei viaggi abbia durata inferiore a 20 minuti (media già rilevata in Toscana). Per gli studenti, invece, il primo mezzo di locomozione è la bici, mentre i mezzi motorizzati sono in coda alla classifica.

Circa il 40% degli intervistati è propenso a condividere il proprio viaggio in auto facendo “carpooling” e solo il 15% ha risposto con un secco “no” a questa ipotesi. Incrociando questi dati con gli indirizzi di casa e lavoro forniti dagli intervistati, il gruppo di ricerca congiunto IIT-MIT è stato in grado di stabilire quanti “passaggi 2.0” potrebbero essere applicati e in quali zone della città, tramite un efficiente algoritmo di trip matching. Grazie a questo algoritmo la ricerca è in grado di documentare che il carpooling da solo potrebbe bastare a ridurre le auto in circolazione del 40%, eliminando centinaia di tonnellate di CO2 l’anno. In particolare, solo per le zone di Monticchiello, Sant’Anna e CNR gli studiosi hanno calcolato che il carpooling potrebbe abbattere 100 tonnellate di CO2.

Lo studio è ancora in fase di sviluppo e i prossimi step passano dall’incrocio con dati rilevati in altre città, per capire se il modello possa essere applicato in altre aree geografiche d’Italia e d’Europa.

Redazione Nove da Firenze