​Influenza, italiani ossessionati: ecco 7 posti a rischio

Spagna, Regno Unito, Francia, Germania, Svezia, Olanda e Russia, gli italiani risultano essere tra i più preoccupati dalla scarsa igiene


SCA, azienda leader mondiale nel settore dell’igiene con i suoi brand TENA, Nuvenia, Tempo, Tork, Demak’Up e Libero, ha condotto la ricerca #HygieneMatters con l’obiettivo di promuovere, educare e sensibilizzare sul tema dell’igiene. Secondo la ricerca, sono gli italiani (22%), insieme agli spagnoli, gli europei maggiormente allarmati dalla scarsa igiene perché causa principale dell’influenza, seguiti dai russi (19%), inglesi (16%), francesi (14%) tedeschi e olandesi (10%) e, infine dagli svedesi (9%).

I 7 posti ritenuti più a rischio dagli italiani

Tra le tematiche affrontate nella ricerca, SCA evidenzia i sette luoghi più temuti dagli italiani perché fonte di contaminazione e di batteri. Sul podio della classifica troviamo bagni pubblici (76%), trasporti pubblici (55%) e ospedali (38%). Seguono al quarto e quinto posto la palestra (25%) e i ristoranti (16%). La scuola e lo studio dentistico infine sono al fanalino di coda di questa classifica secondo rispettivamente il 12% e il 10% degli italiani intervistati.

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Qual è lo stato rispetto a dieci anni fa?

Secondo i risultati della ricerca, il livello generale di igiene sembra esser diminuito in diversi luoghi pubblici. Alcuni intervistati sostengono, infatti, che l'igiene nel trasporto pubblico, nei bagni pubblici e nelle scuole sia diminuito senza nessun miglioramento negli ultimi dieci anni. In particolare, 4 italiani su 10 ritengono che il livello di igiene dei trasporti pubblici di oggi sia peggiore a quello di dieci anni fa. I ristoranti, invece, vengono visti come “best practice” di miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie.

La ricerca “Hygiene Matters”

“Hygiene Matters” 2016 è la quinta edizione della ricerca commissionata da SCA (la prima nel 2008) con l’obiettivo di promuovere il dialogo globale sul tema dell’igiene e al contempo di educare e facilitare l’adozione di prodotti e misure che favoriscano il miglioramento delle condizioni igieniche e degli standard di salute nel mondo.

Presentata il 23 settembre a New York durante una conferenza in occasione della 71° Assemblea Generale delle Nazioni Unite, questa indagine è parte di una partnership tra SCA e il WSSCC (Water Supply and Sanitation Collaborative Council), organizzazione membro delle Nazioni Unite specializzata nella gestione dei problemi inerenti la sanità e l’accesso all'acqua in tutto il mondo.

Questa edizione della ricerca è stata condotta dal mese di maggio al mese di giugno 2016, commissionata da SCA. Ha coinvolto 12 Paesi: Cina, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia, Messico, Olanda, Russia, India, Regno Unito e Stati Uniti.

La compilazione è avvenuta via web e ha coinvolto un totale di 12.000 intervistati, indicativamente 500 donne e 500 uomini dai 16 ai 56 anni per mercato e principalmente residenti in aree urbane. Quote nazionali sono state utilizzate per ottenere un’accurata rappresentazione per fasce d’età.

Redazione Nove da Firenze