Rubrica — Arte & Mercato

Incredibile ma vero: ​il Vaso François di Chiusi torna ad Atene

​Esposto ad Atene per una contropartita di 40mila Euro


I turisti in arrivo non vedranno il fiore all'occhiello del capoluogo toscano.
Fino al 5 settembre 2017, il celebre Vaso François, rinvenuto tra il 1844 e il 1845 in una principesca tomba etrusca di Chiusi e "oggi vanto delle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Firenze", per la prima volta nella sua storia, in via del tutto straordinaria, lascia Firenze e l’Italia.
L’eccezionale prestito"Caldeggiato dall’Ambasciata d’Italia in Grecia e con il coinvolgimento della Presidenza della Repubblica Greca, è stato concesso al Museo Goulandris solo per tre mesi, per la mostra dal titolo Dialoghi Divini”

La contropartita economica non appare entusiasmante, ma viviamo un'epoca di profondo cambiamento e trasformazione nella fruizione del Patrimonio artistico in cui non esistono più limiti alla possibilità di trasferimento e prestito delle opere d'arte tanto che la recente proposta di rivedere la Gioconda a Firenze non ha stupito più di tanto il mondo dell'arte, anche se il rifiuto dei francesi è stato categorico. I prestiti avvengono attraverso supporti tecnologici e sarebbero garantiti da altissimi standard di sicurezza.
Certo il rischio, vista la delicatezza dei reperti, esiste, ma le opere di spicco sono diventate testimonial dei luoghi che le ospitano. La trasferta del Vaso di Chiusi potrebbe dunque innescare un volano turistico importante.

 Nuova collocazione: Atene, Museo Goulandris dell’Arte Cicladica, XIV edizione di "Documenta", l’importante mostra internazionale con sede a Kassel (Germania), che quest’anno si terrà anche nella capitale greca.

Quale la contropartita? "Uno degli sponsor privati del museo greco devolverà un contributo di € 40.000,00 da destinare proprio al riallestimento della sala dello stesso Vaso François e della sezione del Museo fiorentino in cui esso è di regola esposto".

Un reperto inestimabile

 Modellato dal vasaio Ergòtimos e dipinto dal pittore Kleitìas, che orgogliosamente lo firmarono per ben due volte (una su ciascun lato), il grande cratere (vaso per mescolare acqua e vino nel simposio), è un capolavoro della ceramografia greca realizzato ad Atene intorno al 565 a.C. e decorato con un complesso e articolato programma figurativo costituito da 270 figure e arricchito da 131 iscrizioni esplicative, il tutto distribuito su nove registri e sei pannelli figurati.

Redazione Nove da Firenze