Incendi: elicotteri in azione a Marina di Campo e Piancastagnaio

Il Presidente della Regione in Sala operativa per seguire l'evolversi della situazione: "Serve consapevolezza e responsabilità di tutti". Perché il sistema antincendi in Toscana funziona


FIRENZE- Un incendio è scoppiato a Capalbio (Gr) in località Palude del Chiarone, al confine con il Lazio. Interessata la pineta a ridosso del mare. Evacuato lo stabilimento balneare "Ultima Spiaggia" e il campeggio "Costa Selvaggia" in territorio laziale. Già in azione un elicottero regionale, mentre a terra stanno operando squadre di volontari antincendi, di operai forestali e di vigili del fuoco.

A Piancastagnaio (Si), dove alcuni focolai, a causa del forte vento, hanno fatto riprendere l'incendio scoppiato ieri, sono in azione 3 elicotteri della flotta regionale, mentre sta arrivando da Olbia un Canadair della protezione civile nazionale. A terra stanno operando squadre di volontari antincendi, di operai forestali e di vigili del fuoco.

Altri 3 elicotteri regionali stanno operando sull'altro incendio divampato stamani a Marina di Campo, sull'Isola d'Elba, interessando una zona a macchia mista, con pineta.

Un altro elicottero è in azione sul Monte Serra, interessato da qualche ora da un incendio.

Oltre 100 squadre del servizio antincendi boschivi della Regione Toscana, costituite da volontari e operai forestali e affiancati dalle squadre dei vigili del fuoco, sono intervenute per fronteggiare il gran numero di incendi che ha colpito oggi la nostra regione. In funzione la sala regionale, le 8 sale operative provinciali, 10 elicotteri della flotta regionale, assieme a 2 Canadair e un elicottero della protezione civile nazionale. Lo ha riferito il presidente della Regione Enrico Rossi, che ha seguito l'evolversi della situazione dalla Sala operativa della protezione civile regionale ed è stato per tutto il pomeriggio in contatto con Fabrizio Curcio, responsabile del Dipartimento nazionale di protezione civile.

"Si tratta di fare ancora meglio - ha affermato Rossi - e di attrezzarci di più, ma francamente il sistema di protezione civile regionale ha dato e sta dando buona prova di sé. Questi incendi così devastanti sono causati dalla siccità e dai venti settentrionali asciutti. Situazioni che in queste dimensioni così importanti si ripetono a cicli quinquennali: nel 2017, nel 2012, e ancora nel 2007 e nel 2003, a dimostrazione, come sostiene lo stesso Lamma, l'istituto climatologico della Regione, che si tratta di condizioni ed effetti derivanti dai mutamenti climatici". "Rispetto a tutto questo - ha aggiunto il presidente Rossi - è evidente che bisogna migliorare gli interventi sugli effetti, migliorare ancora di più l'antincendio e la prevenzione forestale e più in generale accrescere la consapevolezza e la responsabilità di tutti, assicurando alla giustizia eventuali criminali piromani". "Ma ancora più urgente per tutti - ha concluso Rossi - è la lotta contro le cause dei cambiamenti climatici. E' necessario battersi perché si applichino gli accordi internazionali e impegnarsi perché si affermino stili di vita e modelli di produzione più rispettosi della natura".

Le televisioni ci riportano immagini del Vesuvio, e del fuoco che si propaga indisturbato fino ai giardini di casa. Il compito di organizzare il servizio anticendi boschivi è affidato per legge alle Regioni, e l'incendio di venerdì a Castiglion della Pescaia racconta un'altra storia. Un incendio molto pericoloso, sviluppatosi nella macchia fitta con case a ridosso, vento ed una siccità. Il risultato è stato di meno di 5 ettari di macchia bruciata in una situazione estremamente complessa. Tre elicotteri regionali erano sul posto nella prima mezz'ora, a cui è seguito un Canadair e un quarto elicottero della Regione nell'ora successiva. Vigili del fuoco, operai forestali, volontari locali a cui si sono aggiunti quelli inviati dal Coordinamento Regionale CVT, coordinati da tre Direttori delle Operazioni e diversi Responsabili di gruppo hanno protetto le abitazioni e attaccato le fiamme riuscendo in poco tempo a risolvere la situazione. I principi di "concentrazione delle forze" e "coordinamento assistito" descritti nel piano regionale aib sono stati applicati con efficacia.

La Toscana ha iniziato molti anni fa a costruire un sistema regionale aib nel quale Operai, Tecnici, Volontari e Vigili del Fuoco lavorano insieme coordinati per lo scopo comune di spegnere l'incendio. Tutto il personale viene costantemente formato presso una Scuola Regionale Antincendi boschivi che è unica in Italia.

"L'incendio di ieri e i suoi risultati dimostrano il valore di questo sistema -spiegano Simone Cantagalli e Saverio Tozzi, volontari del Sistema AIB- Oltre 4.500 volontari appartenenti a 13 diverse associazioni fanno parte del Coordinamento CVT. L'estate è ancora lunga e l'impegno continua. Sono numerosi e continui gli interventi in tutta la regione, che spesso non vengono nemmeno citati proprio perchè spenti così rapidamente da non fare notizia. Per tutti c'è la possibilità di dare una mano rivolgendosi ad una Associazione di volontariato".

Redazione Nove da Firenze