In manette per mezzi militari dismessi dall'Italia alla Somalia

Gli indagati operativi in Toscana


(DIRE) Firenze, 4 ott. - Trasferivano dall'Italia alla Somalia mezzi militari dismessi, ma non demilitarizzati, provvisti ancora della torretta per il fuciliere, le luci oscurate, le gomme adatte ai terreni impervi e la vernice speciale per mimetizzarli di notte. Per questo sono finite in manette quattro persone, tre somali e un italiano. Il sodalizio criminoso, scoperto dalla direzione distrettuale antimafia di Firenze con il supporto della polizia toscana, ha preso le mosse dal reperimento dei mezzi da esportare. Qui gli inquirenti hanno svelato una "larga rete di complicita' e connivenze offerta da una serie dei 16 indagati italiani", tra questi autodemolitori, trasportatori, spedizionieri, "per acquistare camion fuori uso dell'Esercito Italiano". C'e' poi il trasferimento in Somalia, operazione che aggira la normativa nazionale, che vieta la cessione e l'esportazione di armamenti in assenza di apposite autorizzazioni ministeriali, e quella internazionale che ha disposto l'embargo verso la Somalia di veicoli militari.

Gli indagati, operativi in Toscana, Campania, Calabria, Emilia-Romagna e Sicilia, e "i malviventi- spiegano gli inquirenti- per eludere i controlli doganali divenuti sempre piu' stringenti, avevano modificato la loro tattica. Anziche' caricare sui container i camion interi e spedirli in Somalia, via mare, previamente li smontavano o li tagliavano a pezzi, in modo da farli apparire, al controllo doganale, come pezzi di ricambio, munendosi a tal fine anche di false fatture o di false dichiarazioni di avvenuta bonifica ai fini ambientali, oppure li riverniciavano per occultarne la natura militare". Giunti a destinazione i componenti venivano assemblati. Prima partendo da porti italiani, poi, insospettiti dalle indagini, da quello di Anversa, in Belgio, dove i veicoli militari venivano condotti via terra a bordo di tir, con il carico coperto da teloni. Il gip ha confermato quindi le richieste formulate dalla Dda di Firenze, predisponendo l'arresto per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di materiali di armamento.
L'operazione, denominata "Broken tank", non e' finita visto che Stradale e Questura di Firenze, insieme alla polizia giudiziaria della Procura, dovranno esaminare tutte le informazioni acquisite durante le numerose perquisizioni effettuate a carico degli arrestati e degli indagati.
(Dig/ Dire)

Redazione Nove da Firenze