Il trasporto pubblico integrato: oggi convegno a Palazzo Vecchio

Nuovo Ponte sull’Arno: il viceministro Nencini incontrerà i sindaci di Lastra a Signa, Signa, Campi Bisenzio e Scandicci. Mozione di Sì - Toscana a Sinistra. “Ferrovie ritiri immediatamente la circolare antipendolari. La guerra a chi usa il treno per andare a scuola o a lavoro deve finire”


Le prospettive del trasporto pubblico integrato nella città metropolitana di Firenze. È questo il titolo del convegno in programma oggi pomeriggio a Palazzo Vecchio e cui parteciperà tra gli altri l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti. Dalle 17 la Sala “Firenze Capitale” ospiterà una serie di esperti che faranno il punto sulla situazione attuale e soprattutto sulle novità che dal 2018, con l’entrata in funzione delle linee 2 e 3 della tramvia, interesserà il trasporto integrato metropolitano soffermandosi in particolar modo sulle prospettive per il resto della rete. Il convegno è strutturato in due parti. Nella prima, attraverso le relazioni di docenti universitari ed esperti del settore, sarà illustrata una rassegna di buone pratiche e casi studio di sistemi tranviari e ferroviari, oltre ad una prima analisi del caso fiorentino e una analisi dell’accessibilità delle aree urbane in relazione all’offerta del servizio tramviario. Nella seconda parte è in programma una tavola rotonda con gli esperti, gli amministratori di Comune e Città Metropolitana di Firenze, il gestore del sistema tramviario GestSpA: sarà l’occasione di entrare nel merito delle analisi e degli spunti illustrati nella prima sessione del convegno. Ecco il programma 

- Saluti: Dario Nistri (Presidente AMT Toscana)
- Il tram oggi: considerazioni generali e il caso di Firenze: Giovanni Mantovani (libero professionista, Direttore Comitato Scientifico AMT Toscana)
- Il tram “divide: Alessandro Fantechi (Università degli Studi di Firenze – AMT Toscana)
- 20 anni di esperienza delle linee S in Lombardia: Paolo Beria (TRASPOL – Politecnico di Milano)
- Tavola rotonda:
Coordina: Francesco Alberti (Università degli Studi di Firenze – AMT Toscana)
Giovanni Mantovani, Alessandro Fantechi, Paolo Beria, Stefano Giorgetti, Massimiliano Pescini, Jean-Luc Laugaa

A seguito della lettera inviata il 9 ottobre scorso dai sindaci di Lastra a Signa Angela Bagni, di Scandicci Sandro Fallani, Campi Bisenzio Emiliano Fossi e di Signa Alberto Cristianini al viceministro alle Infrastrutture e trasporti Riccardo Nencini per chiedere un intervento del governo per la realizzazione di un nuovo ponte sull’Arno, il viceministro ha convocato per il prossimo 30 ottobre una riunione per approfondimenti sul tema. Alla riunione, che si terrà presso il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche nella sede di Firenze, oltre ai sindaci firmatari della lettera sono convocati anche i rappresentanti della Città metropolitana e di Anas Spa.

“Sappiamo della difficoltà dei pendolari verso Firenze e dei viaggiatori che raggiungono Siena via treno. Nel corso di questi ultimi due anni abbiamo convinto il Governo ad investire sulla tratta ferroviaria tra Poggibonsi ed Empoli con il completamento del raddoppio dei binari tra Granaiolo ed Empoli. Ora, con l’approvazione del Decreto Fiscale, è stata autorizzata la spesa di 420 milioni di euro per il finanziamento del contratto di programma tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Rete Ferroviaria italiana, che prevede anche la realizzazione del raddoppio dei binari in quella tratta”. “È un altro passo in avanti importante per un’opera indispensabile al nostro territorio”. Questo il commento di Luigi Dallai, deputato del Partito democratico che, da anni, sta seguendo lo sviluppo di quest’opera. “Migliorare i collegamenti tra Siena e Firenze – afferma Dallai – è uno degli obiettivi di questa legislatura, per il quale stiamo lavorando da anni. Il raddoppio della tratta tra Granaiolo ed Empoli è un passo indispensabile per consentire di raggiungere il capoluogo regionale, e dunque l’alta velocità, in tempi ragionevoli. Il fatto che l’opera rientri nel contratto di programma tra Ministero e RFI ci avvicina ancora di più al traguardo. Un traguardo che tanti cittadini aspettano da troppo tempo. La meta è oggi più vicina, grazie al lavoro fatto in questi anni in collaborazione con la giunta regionale. In questi giorni di polemiche e di confronto politico, spesso sopra le righe, non dobbiamo perdere di vista quello che è il compito affidatoci dai cittadini, ovvero rappresentarli al meglio nelle istituzioni cercando di portare dei risultati per il territorio”.

Arriva in Consiglio regionale, con la mozione di Sì - Toscana a Sinistra, il caso della circolare di Ferrovie dello Stato che obbliga regionali e intercity a dar la precedenza ai treni ad alta velocità che rischiano di arrivare a destinazione con più di 5 minuti di ritardo. “Rfi deve ritirare la circolare anti-pendolari. Questa guerra a chi utilizza il treno tutti i giorni per spostarsi e raggiungere la scuola o il lavoro deve finire”, affermano i consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti. “RFI vanifica in un sol colpo le intese del 2015 con la Regione Toscana, il cui fine è assicurare la priorità ai treni in orario in modo da mantenere il percorso programmato in tutti i casi di conflitto fra i servizi regionali o interregionali e l’alta velocità, in particolare nelle fasce orarie più utilizzate dai pendolari e nelle tratte a capacità limitata”. “La nuova circolare rende ufficiale la pratica odiosa degli 'inchini', che da tempo obbliga i treni pendolari a restar bloccati in stazione o ad esser deviati per far passare i treni ad alta velocità che significativamente vengono definiti 'a mercato'. Come dire, i treni che svolgono una funzione di servizio pubblico chi tutti i giorni va a lavoro o a scuola, lascino il posto ai treni che fanno fare lauti profitti a Trenitalia e Italo. Ma anche a questo proposito ricordiamo che i treni pendolari sono comunque un’ importante voce nei ricavi di Rfi, più dei treni a lunga percorrenza”. “Non bastano le surreali rassicurazioni di RFI secondo cui niente sarebbe penalizzato né capiamo su quali dati l'Assessore Ceccarelli si senta tranquillizzato. Già adesso il comitato dei pendolari Valdarno Direttissima ha rilevato un aumento di deviazioni e ritardi dei treni pendolari da inizio ottobre. Con la nostra mozione chiediamo quindi un impegno ufficiale per il rispetto dell'intesa Rfi-Regione del 2015, bloccando subito la sperimentazione anti-pendolari avviata da Rfi e concordando con i comitati dei pendolari nuove possibili soluzioni per il superamento definitivo delle interferenze e degli ‘inchini', iniziando dalla linea Direttissima Firenze – Roma, una delle più critiche”. “La Regione – terminano Fattori e Sarti – smetta di sostenere il trasporto su gomma e opere inutili e pericolose come il sotto-attraversamento Alta Velocità di Firenze, soluzione peraltro bocciata dalle stesse Ferrovie. Se si raddoppiasse la stazione di Campo di Marte, invece di fare l’inutile stazione Foster, grazie all'applicazione del nuovo sistema di segnalamento Ertms avremmo un grandissimo beneficio per tutti i viaggiatori, a partire proprio da lavoratori e studenti che non possono continuare ad essere trattati come cittadini di serie B”.

Redazione Nove da Firenze